Un Episodio Controverso
L’indignazione è esplosa quando Yara Kastelijn ha inseguito e raggiunto la connazionale Shirin van Anrooij nell’ultimo chilometro della gara femminile.
Questa mossa ha effettivamente compromesso le possibilità di vittoria della van Anrooij, permettendo invece a Lorena Wiebes di superare entrambe con Marianne Vos a ruota.
La Wiebes ha vinto la volata finale, mentre van Anrooij non è riuscita nemmeno a conquistare una medaglia, nonostante fosse in fuga.
L’analista Marijn de Vries ha commentato a Sporza: “Capisco perché le persone siano arrabbiate, questo non è stato positivo per il ciclismo”.
Sistema di Qualificazione Unico
La confusione deriva dal particolare sistema di qualificazione del gravel, dove i corridori ottengono la partecipazione attraverso qualifiche UCI o wild card.
A differenza di altre discipline, non vengono selezionati dalle federazioni nazionali, come nel caso della wild card di Tom Pidcock.
Il commissario tecnico olandese Laurens ten Dam ha chiarito il suo ruolo nella vicenda, spiegando la difficoltà di gestire quasi 30 atlete olandesi.
“Organizzo ricognizioni e le incoraggio a correre forte, ma non posso imporre tattiche specifiche,” ha affermato ten Dam dopo l’evento.
Supremazia Olandese e Lealtà alle Squadre Commerciali
La gara femminile si è trasformata in un affare completamente arancione, con sette delle prime dieci posizioni occupate da atlete olandesi.
Tuttavia, la lealtà delle cicliste è rimasta principalmente con le rispettive squadre commerciali, piuttosto che con la rappresentativa nazionale.
Ten Dam ha successivamente proposto di limitare le iscrizioni a dieci atlete per nazione, consentendo così una selezione e una strategia più appropriate.
Nonostante ciò, il direttore delle prestazioni UCI, Peter Van den Abeele, ha minimizzato la crisi definendola “dolori di crescita”.
La Posizione dell’UCI
L’UCI rimane ferma sulla sua posizione: “I campionati del mondo sono per i paesi, non per le squadre commerciali,” ha dichiarato Van den Abeele.
“La bellezza di questo campionato mondiale è la partecipazione di massa e manterremo questo spirito,” ha insistito il dirigente dell’UCI.
Kastelijn si è scusata dopo la gara, affermando di aver interpretato troppo letteralmente le parole del commissario tecnico sulla diversa mentalità dei Mondiali Gravel.
La canadese Devon Clarke, campionessa nazionale 2025, ha ottenuto un impressionante 23° posto nella competizione, distinguendosi tra numerose atlete di squadre WorldTour e ProTeam.

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