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Itzulia Basque Country 2026 - 65th Edition - Team Presentation - Bilbao - 05/04/2026 - Mikel Landa (ESP - Soudal Quick-Step) - photo Luis Angel Gomez/SprintCyclingAgency©2026

Landa si ferma: niente Giro, stagione in bilico


Il basco costretto allo stop dopo una frattura al bacino: priorità al recupero

Dopo un inverno difficile e un ritorno alle corse appena avviato, Mikel Landa deve rinunciare al Giro d’Italia. Decisivo l’infortunio rimediato all’Itzulia Basque Country, con una piccola frattura al bacino che impone riposo e prudenza.

Articolo a cura della redazione di Inbici News24

Un’altra primavera spezzata per Mikel Landa

C’è un momento, nel cuore della stagione ciclistica, in cui le ambizioni prendono forma e i leader escono allo scoperto. Per Mikel Landa, ancora una volta, quel momento si trasforma in attesa. Il corridore basco non sarà al via del Giro d’Italia, e la notizia ha il peso delle occasioni che sfumano lentamente, senza clamore ma con inevitabile amarezza.

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Landa, 36 anni, stava provando a ricostruire la propria stagione dopo mesi complicati. Un inverno segnato da problemi di salute aveva rallentato la preparazione, costringendolo a inseguire fin dalle prime pedalate. Il rientro alla Volta a Catalunya aveva però restituito segnali incoraggianti: una condizione ancora da affinare, ma gambe finalmente più reattive e spirito ritrovato.

Poi, l’imprevisto. Quello che nel ciclismo arriva spesso senza preavviso, lungo una strada apparentemente ordinaria, e cambia in pochi istanti programmi, gerarchie e prospettive.

Itzulia Basque Country 2026 – 65th Edition – 2nd stage Pamplona-Iruna – Lekunberri 164,9 km – 07/04/2026 – Mikel Landa (ESP – Soudal Quick-Step) – photo Luis Angel Gomez/SprintCyclingAgency©2026

L’incidente all’Itzulia e la diagnosi tardiva

Durante la seconda tappa dell’Itzulia Basque Country, corsa di casa e banco di prova emotivo oltre che atletico, Landa è rimasto coinvolto in un incidente con un veicolo dell’organizzazione. Una dinamica che inizialmente non aveva fatto presagire conseguenze gravi. Il basco, fedele alla propria indole combattiva, ha concluso la frazione.

Ma sotto la superficie qualcosa non funzionava. Il fastidio avvertito dopo la caduta non si è dissolto con il passare delle ore. Gli accertamenti successivi, condotti sotto la supervisione dello staff medico della squadra, hanno rivelato una piccola frattura al bacino.

Un infortunio subdolo, difficile da individuare nelle prime fasi, ma incompatibile con le sollecitazioni di una corsa a tappe di tre settimane. La frattura ha già iniziato il proprio processo di guarigione, ma richiederà un ulteriore periodo di recupero. Da qui la decisione: niente Giro d’Italia, riposo e programma da ridisegnare.

La rinuncia al Giro d’Italia e il peso delle aspettative

La rinuncia al Giro d’Italia non è soltanto un forfait. È la sospensione di un progetto tecnico e personale che Landa stava costruendo con pazienza. La corsa rosa, da sempre terreno ideale per le sue caratteristiche, rappresentava una tappa chiave della stagione.

Le grandi salite, il ritmo selettivo, le giornate di montagna in cui il gruppo si assottiglia e la corsa diventa una questione di resistenza, istinto e coraggio: tutto parlava la lingua del basco. Proprio per questo l’assenza pesa doppio, per lui e per una corsa che perde uno dei suoi interpreti più autentici.

Landa non è soltanto un uomo di classifica. È un corridore capace di accendere la corsa, di muoversi quando il copione sembra già scritto, di trasformare una tappa in salita in un racconto aperto. La sua assenza toglie al Giro una presenza esperta, riconoscibile, capace di dare profondità tecnica e narrativa alla corsa.

Le parole del basco: delusione e lucidità

Le parole di Mikel Landa restituiscono il senso di una delusione composta, quasi trattenuta. “Sono ovviamente deluso, perché ho lavorato duramente per tornare dopo un inverno difficile e stavo iniziando a sentirmi di nuovo bene all’Itzulia”, ha spiegato il corridore.

Il passaggio più significativo riguarda la natura stessa dell’infortunio: “Avvertivo un certo fastidio, ma il tipo di frattura inizialmente rendeva difficile identificarla con precisione. Ora che abbiamo un quadro più chiaro, posso concentrarmi completamente sul mio recupero”.

Non c’è rassegnazione, nelle sue parole, ma consapevolezza. A questo punto della carriera, ogni scelta diventa strategica. Forzare il rientro avrebbe significato esporsi a rischi maggiori, compromettendo non soltanto il Giro, ma anche il resto della stagione.

Recupero, nuovi obiettivi e una stagione da ripensare

Il percorso di recupero è già iniziato. La priorità, ora, è permettere alla frattura di consolidarsi completamente e restituire al corpo il tempo necessario per tornare a sostenere i carichi dell’attività professionistica. Nel ciclismo moderno, dove ogni settimana può incidere sul calendario e sulla condizione, fermarsi è una scelta difficile ma necessaria.

“È un peccato saltare il Giro d’Italia, soprattutto perché ero motivato a tornare dopo l’anno scorso. Ma la priorità ora è recuperare la forma fisica e ritrovare la condizione, poi guarderemo avanti e ci porremo nuovi obiettivi nel corso della stagione”, ha aggiunto Landa.

La seconda parte dell’anno potrebbe offrire nuove opportunità, ma molto dipenderà dai tempi di guarigione e dalla risposta del fisico. Landa dovrà ricostruire con gradualità, senza cedere alla fretta, sapendo che ogni rientro richiede pazienza prima ancora che ambizione.

Una carriera segnata dalla resistenza

Quella di Mikel Landa è una storia fatta di talento e ostacoli, di accelerazioni improvvise e frenate inattese. Un corridore capace di emozionare quando la strada sale, ma anche costretto più volte a fare i conti con imprevisti fisici e stagioni da ricalibrare.

La rinuncia al Giro d’Italia si inserisce in questo percorso irregolare ma profondamente umano. Non cancella il valore dell’atleta, né la forza di un’identità tecnica costruita negli anni. Landa resta uno degli interpreti più riconoscibili della salita, un corridore che porta con sé un’idea romantica e severa del ciclismo.

Adesso resta il silenzio del lavoro quotidiano, lontano dai riflettori. Perché nel ciclismo, più che altrove, ogni ritorno è una conquista da costruire chilometro dopo chilometro. E per Mikel Landa, ancora una volta, la corsa più importante comincia lontano dal traguardo.

 

 

A cura della redazione di Inbici News24
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