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Giro d'Italia 2026 - 109th Edition - 5th stage Praia a Mare - Potenza 203 km - 13/05/2026 - Igor Arrieta (ESP - UAE Team Emirates - XRG) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026

Arrieta domina la tempesta, Eulálio nuova Maglia Rosa


Sotto la pioggia di Potenza trionfa lo spagnolo della UAE Emirates. Il portoghese della Bahrain conquista la leadership del Giro d’Italia 2026.

 

Una tappa feroce sotto la pioggia cambia il Giro: Arrieta vince, Eulálio conquista la Maglia Rosa.

Articolo sviluppato dalla redazione di InBici News24

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Il Giro d’Italia 2026 smette di nascondersi e spalanca finalmente le porte dell’epica. La quinta tappa, 203 chilometri da Praia a Mare a Potenza, entra nella Corsa Rosa come una di quelle giornate che restano incollate alla memoria: pioggia battente, asfalto viscido, scatti continui, uomini piegati dal freddo e un finale che sembra scritto per alimentare la leggenda.

A vincere è Igor Arrieta, talento spagnolo della UAE Team Emirates-XRG, autore di un assolo feroce contro il destino e contro le insidie di una tappa che ha messo in ginocchio il gruppo. Ma la giornata di Potenza incorona anche Afonso Eulálio, il portoghese della Bahrain-Victorious che, con il secondo posto, si prende la Maglia Rosa e riscrive improvvisamente gli equilibri della classifica generale.

È stata la tappa delle anime coraggiose, dei corridori che non hanno avuto paura di sfidare la pioggia e il gelo. Una giornata da Giro vero, duro, sporco, romantico. Una tappa che ha ricordato a tutti perché il ciclismo continua ad avere il sapore delle grandi imprese.

La corsa esplode subito sotto il diluvio

La battaglia inizia praticamente dal chilometro zero. Il cielo sopra la Calabria è grigio, pesante, minaccioso. La pioggia accompagna il gruppo sin dalle prime pedalate e trasforma immediatamente la corsa in una prova di sopravvivenza.

Sulle rampe verso Presteri il plotone si spezza. Gli scatti sono continui, il ritmo violento. Davanti emergono uomini di qualità come Einer Rubio e Thomas Silva, mentre alle loro spalle il gruppo fatica a trovare ordine e controllo.

Poi il Giro cambia volto definitivamente. Attorno al quarantesimo chilometro prende corpo una fuga gigantesca, ricca di talento e ambizioni. Dentro ci sono uomini pesanti per qualità e classifica: Victor Campenaerts, Jhonatan Narváez, Igor Arrieta, Afonso Eulálio, Lorenzo Milesi, Christian Scaroni e Gianmarco Garofoli.

Dietro, le squadre dei favoriti tentano di organizzare l’inseguimento. La Lidl-Trek di Giulio Ciccone prova a difendere la Maglia Rosa, ma la pioggia rende tutto più complicato. Le energie evaporano rapidamente, i distacchi crescono, la corsa diventa ingestibile.

Arrieta cade, sbaglia e poi risorge

La salita verso Potenza è un viaggio dentro la sofferenza. Le strade lucane sembrano respingere i corridori uno dopo l’altro. I tredici uomini della fuga iniziano lentamente a perdere pezzi finché davanti restano soltanto Arrieta ed Eulálio.

Il duello finale tra i due giovani talenti diventa immediatamente spettacolo puro. Le biciclette scivolano sull’asfalto bagnato, le traiettorie diventano un rischio continuo. Arrieta cade, perde secondi preziosi, sbaglia persino una curva a circa due chilometri e mezzo dal traguardo. Sembra finita.

E invece è proprio in quel momento che nasce la sua impresa.

Lo spagnolo della UAE Emirates riparte con rabbia, rilancia l’azione con una progressione devastante e si mette a caccia di Eulálio, ormai convinto di avere la vittoria in pugno. Metro dopo metro, Arrieta recupera terreno fino a riagganciare il portoghese nel tratto conclusivo in salita.

L’ultimo chilometro è pura adrenalina. Le gambe urlano, i volti sono segnati dal freddo e dalla fatica, ma Arrieta trova ancora la forza per lanciare una volata poderosa che sorprende Eulálio proprio sulla linea d’arrivo.

Potenza esplode. Il corridore della UAE alza le braccia al cielo dopo una giornata vissuta sul filo del caos. È la sua seconda vittoria da professionista, ma soprattutto è il successo che conferma la straordinaria profondità della squadra emiratina, già vincente in questo Giro con Narváez.

Eulálio vola in rosa, i big scelgono l’attesa

Se Arrieta festeggia la tappa, Eulálio si prende però il simbolo più pesante del ciclismo italiano: la Maglia Rosa.

Il portoghese della Bahrain-Victorious sfrutta alla perfezione la prudenza dei grandi favoriti. Sulla Montagna Grande di Viggiano, salita severissima con pendenze che superano il 15%, gli uomini di classifica decidono infatti di non aprire la guerra totale.

Jonas Vingegaard controlla senza accelerare davvero. Anche Giulio Pellizzari preferisce non scoprirsi troppo. Tutti aspettano il Blockhaus, prima vera resa dei conti della Corsa Rosa.

Questa scelta tattica finisce però per condannare Ciccone. L’abruzzese lotta con generosità, aiutato dalla Lidl-Trek, ma il margine accumulato dai fuggitivi diventa impossibile da contenere. Dopo due giorni da protagonista, l’italiano saluta così la Maglia Rosa.

Il gruppo dei migliori arriva sul traguardo con oltre sette minuti di ritardo. Un distacco enorme che cambia improvvisamente la geografia del Giro d’Italia 2026 e consegna a Eulálio una leadership tanto sorprendente quanto meritata.

Gli italiani rispondono presente

In una giornata tanto dura, il ciclismo italiano trova comunque motivi importanti per sorridere. Lorenzo Milesi chiude con un eccellente quarto posto dopo una prova di grande personalità. Christian Scaroni conferma il suo straordinario momento di forma entrando nei primi cinque, mentre Gianmarco Garofoli regala segnali incoraggianti alla Soudal Quick-Step.

Nella top ten entrano anche Raccagni Noviero e Ludovico Crescioli, a testimonianza di un movimento italiano giovane, aggressivo e sempre più protagonista nelle tappe di montagna. Non arriva la vittoria azzurra, ma la presenza italiana nella parte alta dell’ordine d’arrivo racconta una giornata positiva e ricca di prospettive.

Ordine d’arrivo della quinta tappa

  1. Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG) – 5h07’51”
  2. Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) a 2”
  3. Thomas Silva (XDS Astana Team) a 51”
  4. Lorenzo Milesi (Movistar Team) a 1’29”
  5. Christian Scaroni (XDS Astana Team) a 1’30”

Napoli chiama i velocisti, ma il Blockhaus incombe

Domani il Giro si sposterà verso Napoli con la sesta tappa da Paestum. Una giornata apparentemente tranquilla, favorevole ai velocisti, con arrivo spettacolare in piazza del Plebiscito.

Ma attenzione al finale cittadino, ricco di curve e tratti in pavé che potrebbero ancora provocare sorprese. Jonathan Milan sogna finalmente il colpo grosso, mentre le squadre dei velocisti preparano la caccia allo sprint.

Eppure il pensiero di tutti è già rivolto al Blockhaus. Perché dopo la tempesta di Potenza il Giro d’Italia 2026 ha finalmente acceso la sua vera battaglia.

 

 

A cura della redazione di Inbici News24
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