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Photo @ SprintCyclingAgency

Giro, trappola ligure sulla strada di Chiavari ecco la tappa di oggi


Da Porcari al Tigullio: 195 chilometri per attaccanti, finisseur e uomini coraggiosi

 

L’undicesima tappa promette battaglia tra Cinque Terre, salite secche e finale tecnico.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Il Giro d’Italia 2026 riparte dalla Toscana e guarda il mare, ma guai a lasciarsi ingannare dal paesaggio. L’undicesima tappa, da Porcari a Chiavari, è una di quelle giornate che sembrano nate per rompere il copione. Non c’è l’arrivo in quota, non c’è la montagna monumentale, ma ci sono 195 chilometri da interpretare con intelligenza, coraggio e gambe leggere. Soprattutto nella seconda metà, quando la corsa entrerà in Liguria e il tracciato diventerà un continuo invito all’attacco.

La partenza dal Paper District lucchese porta il Giro dentro un territorio produttivo simbolo dell’eccellenza italiana. Poi la corsa scivola verso Lucca, Camaiore, la Versilia e l’Aurelia, in una prima parte che potrebbe illudere il gruppo. Strade più aperte, ritmo controllabile, squadre ancora in ordine. Ma sarà soltanto la quiete prima della selezione.

Una tappa con due volti

La Porcari-Chiavari ha una struttura chiara: avvio relativamente morbido, finale nervoso e pieno di insidie. Dopo il traguardo volante di Luni, la corsa comincerà progressivamente a cambiare tono. Prima dell’ingresso a La Spezia arriverà una breve asperità, poi il Giro si metterà definitivamente sulle spalle il peso della Liguria.

Il Passo del Termine, salita di terza categoria, sarà il primo vero spartiacque. Non basterà da solo per decidere la tappa, ma potrà selezionare la fuga giusta e togliere uomini dal gruppo. Subito dopo, il Colle di Guaitarola alzerà ulteriormente il livello della giornata: quasi dieci chilometri di salita, pendenze capaci di spezzare il ritmo e terreno perfetto per chi vorrà anticipare.

Qui la corsa potrà diventare difficile da controllare. Le squadre dei velocisti non avranno grande interesse a inseguire, quelle degli uomini di classifica potrebbero preferire una giornata di prudenza, mentre gli attaccanti avranno davanti una delle occasioni più interessanti della seconda settimana.

Cinque Terre, bellezza e fatica

Il passaggio nell’area delle Cinque Terre darà alla tappa un valore scenografico enorme, ma per i corridori sarà soprattutto un tratto da affrontare con concentrazione assoluta. Strade tortuose, discese tecniche, continui cambi di ritmo: il Giro qui non concede pause.

In una giornata così, la differenza non la farà soltanto la potenza. Serviranno lucidità, capacità di leggere la corsa e sangue freddo nei momenti più caotici. Il vento, la posizione in gruppo e la gestione delle discese potranno pesare quanto le salite.

È il terreno ideale per corridori come Jhonatan Narváez, già brillante in questo Giro, ma anche per uomini capaci di muoversi da lontano. Giulio Ciccone, Filippo Zana, Gianmarco Garofoli, Javier Romo, Einer Rubio, Jefferson Cepeda e Alessandro Pinarello sono profili che potrebbero trovare spazio in una frazione così aperta. Attenzione anche alla UAE Team Emirates-XRG, con Arrieta e Christen possibili protagonisti se la corsa dovesse esplodere prima del finale.

Finale da classica verso Chiavari

Dopo Sestri Levante la tappa entrerà nella sua fase più velenosa. Colla dei Scioli e Cogorno non sono salite lunghe, ma hanno tutto ciò che serve per fare male: pendenze secche, ritmo spezzato, poco tempo per recuperare. Sono strappi da classica, perfetti per l’attacco di un finisseur o per l’azione di un gruppetto deciso a giocarsi la vittoria.

Il finale verso Chiavari sarà tecnico, con una breve salita e una discesa che porteranno dentro l’abitato. L’ultimo chilometro, invece, sarà piatto e rettilineo: uno scenario che potrebbe premiare sia un uomo solo al comando sia uno sprint ristretto tra corridori resistenti.

Gli uomini di classifica dovranno restare vigili. Non è la giornata più attesa per ribaltare il Giro, ma è una di quelle tappe in cui si può perdere molto per una distrazione. La maglia rosa Eulálio Afonso dovrà difendersi, mentre Jonas Vingegaard e gli altri big resteranno pronti a cogliere eventuali segnali di debolezza.

Una giornata per chi osa

La Porcari-Chiavari è una tappa che profuma di imboscata. Non promette una sentenza definitiva sulla classifica generale, ma può regalare spettacolo, fughe coraggiose e un arrivo ad alta tensione. È il Giro nella sua forma più imprevedibile: quello che attraversa territori magnifici e, allo stesso tempo, costringe i corridori a pedalare sempre sul filo.

Chiavari attende il vincitore con il mare del Tigullio sullo sfondo. Ma prima del traguardo ci sarà da superare una giornata lunga, nervosa e selettiva. Una tappa per chi sa rischiare, per chi sa leggere il momento, per chi capisce che certe occasioni al Giro non tornano due volte.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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