L’ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG conquista la terza vittoria al Giro e diventa il simbolo della corsa rosa
A Chiavari l’ecuadoriano domina ancora: terza perla personale e spettacolo puro sulle strade liguri.
Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24
Il Giro d’Italia 2026 ha trovato il suo uomo copertina. E ogni giorno che passa il nome di Jhonatan Narváez si fa sempre più grande, pesante, inevitabile. A Chiavari il corridore ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG ha firmato la sua terza vittoria di tappa in questa edizione della corsa rosa, completando un autentico capolavoro tattico e atletico al termine di una giornata nervosa, velocissima e ricca di colpi di scena.
Dopo i successi di Cosenza e Fermo, Narváez si è ripetuto ancora, confermandosi il corridore più brillante e spettacolare di questo Giro. Non soltanto per le vittorie, ma per il modo in cui riesce a leggere la corsa, interpretarla e trasformarla in terreno ideale per il proprio talento. Scatta, rincorre, attacca, soffre e poi colpisce. Sempre con quella pedalata aggressiva che sta conquistando tifosi e addetti ai lavori.
La tappa ligure sembrava disegnata apposta per uomini coraggiosi e fantasiosi. Strade ondulate, salite brevi ma insidiose, continui cambi di ritmo e un finale perfetto per chi ama inventare ciclismo. E Narváez, ancora una volta, ha risposto presente.
Una giornata folle: fuga, scatti e ribaltamenti
Sin dai primi chilometri il gruppo ha imposto un’andatura feroce. Nessuno voleva lasciare spazio alla fuga giusta e per oltre un’ora la corsa è stata una continua sequenza di attacchi e contrattacchi. Tra i primi a provarci anche Giulio Ciccone, Christian Scaroni e altri uomini pronti a interpretare la tappa con coraggio, ma il plotone non ha concesso margine.
Quando finalmente la fuga buona è riuscita a prendere corpo, davanti si sono ritrovati corridori di assoluto livello: Chris Harper, Mattia Bais, Andreas Leknessund, Nico Denz, Aleksandr Vlasov, Jasper Stuyven, Alberto Bettiol e Diego Ulissi hanno animato la fase centrale della tappa, costruendo un vantaggio interessante.
Dietro, però, la UAE Team Emirates-XRG non ha mai smesso di controllare la situazione. La squadra emiratina, nonostante le difficoltà vissute nelle scorse giornate dopo le cadute in Bulgaria, ha dimostrato compattezza e carattere, lavorando con lucidità per riportare il proprio uomo nelle condizioni ideali per attaccare.
E infatti, nel momento decisivo, Narváez si è mosso. Non con frenesia, ma con la freddezza dei corridori che sanno aspettare. Ha lasciato che la corsa maturasse, che gli avversari consumassero energie, poi ha scelto il punto giusto per entrare nella partita che contava davvero.
L’attacco decisivo sulla Colla dei Scioli
Con il gruppo principale ormai orientato a lasciare spazio agli attaccanti, la corsa si è incendiata nuovamente nel finale. Al contrattacco si sono riportati corridori importanti come Filippo Zana, Warren Barguil, Martin Marcellusi, Alessandro Tonelli, Enric Mas e proprio Jhonatan Narváez, che ha fiutato immediatamente il momento giusto per entrare in azione.
La salita della Colla dei Scioli ha fatto il resto. Lì il ritmo è diventato insostenibile per molti e il gruppo di testa si è sgretolato. Enric Mas ha provato il forcing decisivo con uno scatto secco e potente, ma alla sua ruota è rimasto soltanto l’ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG.
I due hanno scavato rapidamente il vuoto sugli inseguitori, collaborando fino agli ultimi chilometri verso Chiavari. Ma quando la strada si è aperta verso il traguardo, Narváez ha mostrato tutta la propria superiorità.
Nella volata a due non c’è stata partita. L’ecuadoriano ha aspettato con calma il momento perfetto, poi ha lanciato uno sprint violento e preciso, lasciando Enric Mas senza possibilità di replica. Braccia al cielo, sorriso liberatorio e terzo trionfo personale in questo Giro d’Italia 2026.
Chiavari applaude il nuovo uomo simbolo del Giro
Alle spalle della coppia di testa, Diego Ulissi ha conquistato una preziosa terza posizione grazie a una prova di grande esperienza e regolarità. Buoni segnali anche per il ciclismo italiano con Christian Scaroni sesto e Ludovico Crescioli settimo dopo una giornata vissuta sempre all’attacco.
Nessun cambiamento invece nella classifica generale. Il gruppo Maglia Rosa ha tagliato il traguardo con oltre tre minuti di ritardo, scegliendo una gestione conservativa della corsa. Il portoghese Afonso Eulálio conserva così il simbolo del primato senza particolari difficoltà.
Ma la sensazione, oggi più che mai, è che il Giro abbia trovato il suo interprete più autentico. Narváez corre con istinto, fantasia e coraggio. Ogni tappa diventa un’opera aperta, un terreno dove inventare ciclismo e sorprendere gli avversari.
Chiavari lo ha applaudito come si applaude un campione vero. E adesso tutto il Giro guarda verso l’ecuadoriano che sta incendiando la corsa rosa con il suo talento e la sua voglia infinita di attaccare.
Perché in questo Giro d’Italia 2026 c’è un uomo che più di tutti sta lasciando il segno. E quel nome, ormai, è sulla bocca di tutti: Jhonatan Narváez.
A cura della redazione di Inbici News24
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