tripoint SKIN

Photo @ SprintCyclingAgency

Dal mare ligure alla pianura: tappa da imboscata


La Imperia–Novi Ligure sembra sorridere ai velocisti, ma le salite possono cambiare tutto

 

Tappa nervosa tra Liguria e Piemonte: fuga, attacchi e sprint in equilibrio fino a Novi Ligure.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

NON SOLO TETTI 728x120
✅ BETTINI PHOTO 728x180
VELO PLUS ABBIGLIAMENTO

Giro d’Italia 2026, Imperia-Novi Ligure, dodicesima tappa Giro

Il Giro d’Italia 2026 cambia pelle ancora una volta. Dopo giornate dure, montagne, scatti improvvisi e uomini di classifica messi sotto pressione, la corsa rosa approda giovedì 21 maggio su una tappa che potrebbe sembrare interlocutoria solo a chi si ferma davanti al profilo altimetrico. La dodicesima frazione, 175 chilometri da Imperia a Novi Ligure, nasconde infatti tutte le caratteristiche delle grandi giornate imprevedibili del ciclismo moderno: continui cambi di scenario, strade nervose, due Gran Premi della Montagna e soprattutto un finale che lascia aperte più interpretazioni tattiche.

È una tappa che parte dal mare e arriva nella pianura piemontese, ma nel mezzo porta con sé il sapore autentico della Liguria, delle strade della Milano-Sanremo percorse al contrario, delle curve strette e dei mangia e bevi capaci di togliere energie anche alle gambe più resistenti. Una di quelle frazioni in cui il gruppo sembra controllare tutto fino a quando, improvvisamente, la corsa esplode.

L’orario di partenza è fissato alle 13:05 da Imperia, mentre l’arrivo a Novi Ligure è previsto tra le 17:01 e le 17:32. Una giornata lunga, nervosa, che potrebbe premiare tanto i velocisti resistenti quanto gli uomini da fuga.

Una tappa che profuma di Classicissima

L’avvio della corsa sarà subito particolare. Imperia accoglierà il gruppo con il mare sullo sfondo e con quel clima sospeso che spesso accompagna le tappe liguri. Ma non ci sarà tempo per respirare. Appena lasciata la costa, la strada inizierà subito a muoversi verso Chiusavecchia, in un tratto tecnico e irregolare che potrebbe favorire la nascita della fuga di giornata.

Non è ancora salita vera, ma il terreno ideale per chi vuole anticipare il gruppo. Le squadre dei velocisti dovranno decidere immediatamente quanto spazio concedere agli attaccanti. E questa sarà la prima vera chiave tattica della giornata.

Successivamente il Giro ritroverà il mare e soprattutto l’Aurelia, la strada della Milano-Sanremo. Stavolta però la corsa viaggerà in direzione opposta rispetto alla Classicissima di primavera. Una suggestione che riporta alla memoria grandi campioni, attacchi storici e volate leggendarie.

Fino al chilometro 92 la frazione non presenterà grandi difficoltà altimetriche. Ma la tranquillità sarà soltanto apparente. Il continuo saliscendi ligure consumerà energie preziose, mentre il vento proveniente dalla costa potrebbe spezzare il gruppo in più tronconi.

E quando il Giro entrerà nell’entroterra savonese, la corsa cambierà volto.

Colle Giovo e Bric Berton: il momento decisivo

La prima vera salita di giornata inizierà al chilometro 96. Il Colle Giovo non è una montagna terribile, ma i suoi 11,5 chilometri al 4,2% di pendenza media rappresentano una salita lunga, regolare, capace di togliere brillantezza ai velocisti più pesanti.

Nel mezzo della scalata ci sarà anche il traguardo volante di Stella, dettaglio che potrebbe aumentare ulteriormente il ritmo del gruppo. È qui che alcune squadre potrebbero decidere di forzare l’andatura per eliminare gli sprinter puri.

Subito dopo arriverà il Bric Berton: 5,5 chilometri al 6%, con punte al 10%. Una salita breve ma più cattiva, inserita nel momento più delicato della tappa. Le gambe saranno già affaticate e il gruppo potrebbe iniziare a perdere pezzi.

Non siamo sulle Dolomiti, ma proprio per questo il rischio aumenta. In tappe come queste basta una crisi improvvisa, una squadra aggressiva o un’accelerazione ben costruita per cambiare completamente lo scenario.

Dal GPM del Bric Berton mancheranno ancora 52 chilometri all’arrivo. Troppi per chi vuole attaccare da solo, ma abbastanza pochi per trasformare la corsa in una lunga battaglia tattica.

Velocisti o finisseur: chi può vincere a Novi Ligure

Il grande interrogativo riguarda proprio il finale. Volata oppure attacco da lontano?

La risposta dipenderà soprattutto dal ritmo imposto sulle due salite. Se il gruppo riuscirà a controllare la fuga senza spendere troppo, allora i velocisti resistenti avranno una grande occasione. Nomi come Jonathan Milan potrebbero diventare protagonisti in uno sprint selettivo, soprattutto se le squadre riusciranno a mantenere alta l’organizzazione.

Ma attenzione ai corridori da classiche. Una tappa così sembra disegnata per uomini esplosivi, capaci di leggere la corsa e attaccare nel momento giusto. Gli ultimi chilometri verso Novi Ligure non saranno completamente piatti e qualche strappo potrebbe offrire il trampolino perfetto per un colpo di mano.

Il Giro d’Italia moderno vive anche di queste tappe ibride. Giornate in cui il pronostico cambia continuamente, dove una fuga nata quasi per caso può diventare vincente e dove i velocisti devono soffrire per meritarsi la possibilità di sprintare.

E poi c’è il peso accumulato della corsa. Dodici tappe iniziano a farsi sentire. Le energie non sono più quelle della prima settimana e ogni chilometro diventa una battaglia silenziosa contro la fatica.

Novi Ligure aspetta il verdetto della strada

L’arrivo a Novi Ligure aggiunge ulteriore fascino a questa giornata. Terra di ciclismo, di storia e di passione, città che richiama inevitabilmente il ricordo di Fausto Coppi e delle grandi pagine del ciclismo italiano.

Il gruppo arriverà in Piemonte dopo aver attraversato due regioni e scenari completamente diversi. Dal blu del mare ligure ai lunghi rettilinei della pianura, passando per colline e salite che potrebbero lasciare il segno.

Sarà una tappa da leggere curva dopo curva, senza certezze assolute. Perché il Giro d’Italia è questo: una corsa che riesce a trasformare anche una giornata apparentemente semplice in una trappola continua.

E mentre i velocisti sperano nella volata, gli uomini da fuga sanno che questa potrebbe essere una delle ultime vere occasioni per sorprendere il gruppo. In mezzo, le squadre dei big della classifica generale proveranno soprattutto a evitare rischi, cadute e ventagli.

Ma al Giro basta un attimo per cambiare tutto. Un’accelerazione, una crisi, un attacco improvviso. E allora quella che sembrava una semplice tappa di trasferimento può diventare improvvisamente uno dei crocevia più affascinanti della corsa rosa 2026.

 

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

Inbici Bike Hotel 500x210
Logo