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Giro d'Italia 2026

Segaert beffa i velocisti, Eulálio allunga ancora


Il belga della Bahrain sorprende tutti nel finale di Novi Ligure, mentre la Maglia Rosa guadagna secondi preziosi sui rivali diretti

 

Tappa nervosa e spettacolare al Giro 2026: Segaert inventa il colpo vincente, Eulálio rafforza il primato.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Certe tappe sembrano scritte per una volata. Poi arriva qualcuno capace di riscrivere il copione negli ultimi chilometri, trasformando una giornata apparentemente ordinaria in un piccolo manifesto di coraggio, intuito e freddezza. È quello che ha fatto Alec Segaert nella dodicesima tappa del Giro d’Italia 2026, con arrivo a Novi Ligure, firmando il successo più importante della sua giovane carriera.

Il ventitreenne belga della Bahrain – Victorious ha colpito nel momento perfetto, lanciando una stoccata secca e violentissima a tre chilometri dall’arrivo. Un’azione nata quasi dal nulla, costruita sulla sorpresa e sulla capacità di leggere una frazione nervosa, veloce e consumata ad altissima intensità. Dietro, il gruppo dei migliori ha esitato un istante di troppo. E al Giro d’Italia, quando si concede anche solo un secondo a un uomo lanciato verso il traguardo, spesso è già tardi.

Segaert ha così alzato le braccia al cielo in una delle giornate più imprevedibili di questa edizione, regalando alla Bahrain – Victorious una festa doppia: vittoria di tappa e Maglia Rosa ancora saldamente sulle spalle di Afonso Eulálio.

Alec Segaert inventa il capolavoro di Novi Ligure

Il finale di Novi Ligure è stato un concentrato di tensione e coraggio. Dopo una tappa corsa a ritmo altissimo, il gruppo sembrava ormai avviato verso una soluzione ristretta, con le squadre pronte a giocarsi la vittoria in uno sprint tra superstiti. Ma Segaert ha intuito il momento giusto, quello in cui le gambe bruciano, le radioline si accendono e nessuno vuole assumersi fino in fondo la responsabilità dell’inseguimento.

La sua accelerazione è stata una rasoiata in pianura. Potente, pulita, precisa. Non un attacco improvvisato, ma il gesto tecnico e tattico di un corridore capace di sentire la corsa. Alle sue spalle il gruppo ha provato a riorganizzarsi, ma senza la necessaria convinzione. La strada verso il traguardo si è trasformata così nel teatro della sua consacrazione.

Per il belga è una vittoria pesante, una di quelle che cambiano la percezione di un corridore. Non soltanto per il prestigio del Giro, ma per il modo in cui è arrivata: anticipando i velocisti, resistendo al ritorno del gruppo e imponendo la propria firma in una tappa che sembrava destinata ad altri protagonisti.

La corsa esplode sulle salite e i velocisti cedono

La dodicesima frazione si era aperta con il tentativo di cinque attaccanti: Jonas Geens, Manuele Tarozzi, Jardi Christiaan Van der Lee, Juan Pedro Lopez e Mattia Bais. Una fuga generosa, ma mai davvero lasciata libera dal gruppo, che nella seconda parte di gara ha imposto un’andatura sempre più severa.

A cambiare il volto della giornata è stata soprattutto la Movistar Team, decisa a trasformare una tappa teoricamente favorevole ai velocisti in una prova di resistenza. Sui GPM di Colle Giovo e Bric Berton il ritmo è salito in modo impressionante, provocando una selezione netta nel plotone.

I velocisti puri hanno pagato dazio. Jonathan Milan e Paul Magnier sono stati costretti a perdere contatto dal gruppo principale, inseguendo poi con grande generosità ma senza riuscire a rientrare. La fatica accumulata sulle asperità e il passo imposto davanti hanno spento progressivamente l’ipotesi di una volata classica.

Da quel momento la tappa è diventata una battaglia nervosa, fatta di posizionamenti, rilanci e continui cambi di ritmo. Una di quelle giornate che al Giro d’Italia non permettono distrazioni e che possono pesare anche nella classifica generale.

Eulálio corre da leader e guadagna secondi preziosi

Nel cuore della tappa, Afonso Eulálio ha confermato ancora una volta di indossare la Maglia Rosa con personalità. Il portoghese della Bahrain – Victorious non si è limitato a controllare i rivali: al traguardo intermedio Red Bull ha scelto di sprintare, andando a conquistare sei secondi preziosi sui diretti avversari.

Un gesto apparentemente piccolo, ma dal grande valore simbolico. Eulálio ha mostrato fame, lucidità e consapevolezza. Non ha corso soltanto per difendersi, ma per consolidare giorno dopo giorno la propria leadership. In un Giro ancora lungo e ricco di insidie, anche pochi secondi possono diventare un patrimonio importante.

La Bahrain – Victorious ha interpretato la giornata con straordinaria efficacia. Ha protetto la Maglia Rosa, ha tenuto uomini davanti nei momenti decisivi e ha trovato anche la vittoria di tappa con Segaert. Una dimostrazione di forza collettiva che conferma il peso della squadra in questa fase della corsa.

Ciccone accende il finale, poi arriva la stoccata decisiva

A sette chilometri dal traguardo è arrivato anche il tentativo di Giulio Ciccone. L’abruzzese della Lidl-Trek ha provato ad anticipare tutti su un breve strappo, accendendo ulteriormente un finale già carico di tensione. Alla sua ruota si è mosso anche Igor Arrieta della UAE Team EmiratesXRG, ma la reazione della EF Education – EasyPost è stata immediata.

L’azione si è esaurita rapidamente, ma ha contribuito a rendere il finale ancora più incerto. Proprio in quel momento, tra squadre impegnate a riorganizzarsi e corridori alla ricerca della posizione ideale, Segaert ha trovato il varco giusto per partire.

Alle sue spalle, la volata del gruppo dei migliori ha visto primeggiare Toon Aerts davanti a Guillermo Thomas Silva, mentre Edoardo Zambanini ha completato la grande giornata della Bahrain – Victorious entrando nella top ten di tappa.

Il Giro entra nella fase più delicata

La dodicesima tappa conferma quanto il Giro d’Italia 2026 sia una corsa aperta, nervosa e tatticamente imprevedibile. Non esistono giornate realmente tranquille. Anche una frazione pensata per i velocisti può trasformarsi in una trappola, soprattutto quando le squadre decidono di alzare il ritmo e rendere dura la corsa.

Per Alec Segaert è il giorno della consacrazione. Per Afonso Eulálio, invece, un altro tassello importante nella difesa della Maglia Rosa. Il portoghese continua a guadagnare fiducia, mentre la Bahrain – Victorious si conferma una delle formazioni più solide e presenti di questo Giro.

Novi Ligure consegna così alla corsa rosa una storia di coraggio e tempismo: quella di un finisseur capace di anticipare tutti e di una Maglia Rosa che, anche nei giorni apparentemente meno decisivi, trova il modo di lasciare il segno.

 

 

A cura della redazione di Inbici News24
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