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Photo @ SprintCyclingAgency

Carì accende il Giro, montagne e battaglia rosa


La Svizzera spalanca le porte alla settimana decisiva: tra salite esplosive e uomini di classifica pronti alla resa dei conti

 

La Bellinzona-Carì inaugura la terza settimana del Giro con una tappa breve, durissima e ricca di insidie alpine.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Giro d’Italia 2026, Bellinzona-Carì, Giulio Ciccone

Il Giro d’Italia entra nel suo territorio più crudele e affascinante. Quello dove la fatica smette di essere semplice sofferenza atletica e diventa selezione naturale. Martedì 26 maggio la Corsa Rosa lascia spazio alle montagne svizzere e inaugura la terza settimana con una tappa che profuma di battaglia vera: 113 chilometri da Bellinzona a Carì, nel cuore del Canton Ticino, tra strade strette, rampe improvvise e un arrivo in salita destinato a incidere profondamente sulla classifica generale.

Non servono lunghe distanze per fare male. A volte bastano poche ore vissute ad alta intensità per cambiare un Grande Giro. E questa sedicesima tappa sembra costruita esattamente con quell’intenzione: mettere sotto pressione gambe, nervi e strategie. Dopo il giorno di riposo, il gruppo si ritroverà improvvisamente immerso in una frazione esplosiva, nervosa, senza un vero attimo di tregua.

Un circuito alpino che logora le gambe

La prima parte della tappa accompagnerà il gruppo lungo un fondovalle veloce ma già leggermente inclinato. Un’introduzione ingannevole prima dell’ingresso nel circuito di 22 chilometri da ripetere due volte, autentico laboratorio di selezione dove gli uomini più brillanti proveranno ad accendere la corsa.

Il primo Gran Premio della Montagna sarà Torre: 4,7 chilometri al 5,5%, salita irregolare ma capace di spezzare il ritmo. Poi arriverà Leontica, tre chilometri all’8,5% con punte al 14%, una rampa nervosa e aggressiva che potrebbe diventare il trampolino ideale per gli uomini da fuga.

Terminato il doppio passaggio sul circuito, il gruppo tornerà verso il fondovalle transitando dal traguardo volante di Ludiano. Dopo il Red Bull KM inizierà la salita finale verso Carì: 11,7 chilometri al 7,9% di pendenza media, una lunga scalata regolare ma severissima.

Ciccone sogna l’assalto, Vingegaard controlla

Tra i corridori più attesi c’è inevitabilmente Giulio Ciccone. L’abruzzese della Lidl-Trek ha mostrato segnali di brillantezza sempre più evidenti sulle ultime montagne e questa tappa sembra cucita perfettamente sulle sue caratteristiche. Salita esplosiva, ritmo alto e possibilità di attaccare da lontano: tutto porta verso un possibile assalto del corridore italiano.

Accanto a lui ci saranno altri grandi interpreti della montagna offensiva. Einer Rubio, sempre brillante quando la strada sale, sembra avere la gamba ideale per inserirsi nella fuga giusta. Wout Poels invece porta in dote esperienza e capacità di gestione: qualità preziose in una tappa breve ma violentissima.

E poi c’è Jonas Vingegaard, il padrone della corsa. Il danese della Visma | Lease a Bike arriva alla terza settimana con l’autorevolezza di chi ha già dominato i principali arrivi in salita. Se la corsa dovesse accendersi tra gli uomini di classifica, Vingegaard resterebbe il riferimento assoluto.

Carì può cambiare il volto della corsa

La terza settimana del Giro è spesso quella delle verità definitive. Le energie iniziano a scarseggiare, il recupero diventa più difficile e le gerarchie possono improvvisamente ribaltarsi. La Bellinzona-Carì non sarà la tappa più lunga della corsa, ma potrebbe diventare una delle più decisive.

Perché in giornate così brevi e intense non esiste possibilità di nascondersi. Ogni squadra dovrà scegliere se attaccare o difendersi. Ogni uomo di classifica dovrà capire se è arrivato il momento di rischiare oppure di limitare i danni. E ogni scalatore sentirà il richiamo della montagna, quella vera, dove il Giro d’Italia smette di essere soltanto una corsa e diventa leggenda.

Carì aspetta i suoi protagonisti. Ciccone sogna il colpo, Vingegaard controlla la maglia rosa, gli outsider preparano l’imboscata. Il Giro d’Italia 2026 entra nella sua settimana più calda e la montagna svizzera promette spettacolo puro.


 

A cura della redazione di Inbici News24
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