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Giro d'Italia 2026

Valgren inventa il colpo perfetto sulle strade d’Andalo


Il danese della EF Education-EasyPost sorprende tutti nel finale e conquista una tappa spettacolare

 

Maxi-fuga, attacchi continui e stoccata finale: Michael Valgren firma un capolavoro ad Andalo.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Certe vittorie non arrivano soltanto dalle gambe, ma dall’istinto. Dal coraggio di scegliere l’attimo perfetto mentre gli altri esitano, si studiano, rallentano. La diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2026 ha consegnato al pubblico una di quelle immagini destinate a restare nella memoria della corsa: Michael Valgren che si alza sui pedali nell’ultimo chilometro e vola verso il traguardo di Andalo, beffando un gruppo di attaccanti ormai pronto a giocarsi tutto allo sprint.

Il danese della EF Education-EasyPost ha costruito il suo successo dentro una tappa nervosa, aggressiva, corsa senza respiro fin dalle prime battute. Una giornata da ciclismo antico, fatta di scatti, inseguimenti e fughe interminabili tra le montagne trentine.

Una fuga-monstre incendia la diciassettesima tappa

La corsa si è accesa quasi subito con una maxi-fuga di ventinove corridori capace di cambiare il volto della giornata. Dentro l’azione principale c’erano uomini di esperienza, attaccanti puri e corridori a caccia di gloria. Tra i più brillanti si è visto Rémi Cavagna, protagonista di una lunga azione solitaria che per diversi chilometri ha entusiasmato tifosi e addetti ai lavori.

Il francese ha provato a resistere al ritorno degli inseguitori sfruttando la sua potenza in pianura, ma gli strappi verso Andalo hanno progressivamente frantumato il gruppo dei battistrada. La tappa si è trasformata così in una sfida a eliminazione, dove ogni salita diventava terreno di selezione naturale.

Dietro, il gruppo dei big della classifica generale ha controllato senza forzare, lasciando spazio agli uomini di giornata. Davanti, invece, la bagarre è diventata feroce, con continui rilanci e un equilibrio sempre più sottile.

Caruso accende la battaglia sulle salite finali

Sui tratti più impegnativi verso Andalo si è acceso il talento e l’orgoglio di Damiano Caruso. Il siciliano della Bahrain Victorious ha rilanciato l’azione insieme ad altri uomini forti della fuga, contribuendo a scremare ulteriormente il drappello di testa.

L’ultima salita ha portato in testa dieci corridori, tutti ancora in corsa per il successo di tappa. A quel punto la corsa è diventata una partita a scacchi ad alta velocità. Il primo attacco davvero significativo è stato quello di Valgren insieme a Einer Rubio. I due hanno trovato immediatamente collaborazione, guadagnando metri preziosi mentre dietro si organizzava l’inseguimento.

Sembrava l’azione decisiva, ma negli ultimi due chilometri sono rientrati anche Andreas Leknessund, Aleksandr Vlasov, Igor Arrieta e lo stesso Caruso. Il finale si è così trasformato in un duello tattico tra uomini stanchi, ma ancora lucidissimi.

L’ultimo chilometro diventa il regno di Valgren

Nel momento decisivo i battistrada hanno rallentato appena, forse troppo. Un attimo di studio, un’incertezza minima ma sufficiente per spalancare la porta all’intuizione del danese. Valgren ha percepito il momento perfetto e ha lanciato il suo scatto secco, violento, imprendibile.

Nessuno ha avuto la forza o la lucidità per rispondere. Il corridore della EF Education-EasyPost si è involato verso il traguardo conquistando una vittoria di enorme prestigio dopo 4h41’33” di corsa. Alle sue spalle Leknessund ha chiuso secondo a tre secondi, mentre Caruso ha completato il podio davanti a Vlasov e Rubio.

Una tappa spettacolare, corsa a viso aperto, che conferma ancora una volta quanto il Giro d’Italia sappia trasformare ogni giornata in un romanzo sportivo fatto di fatica, coraggio e intuizioni improvvise. E ad Andalo il finale perfetto porta la firma elegante e spietata di Michael Valgren.

Ordine d’arrivo della diciassettesima tappa

  1. Michael Valgren (EF Education-EasyPost) 4:41:33
  2. Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) a 0:03
  3. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 0:06
  4. Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-Hansgrohe) a 0:06
  5. Einer Rubio (Movistar Team) a 0:06
  6. Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG) a 0:14
  7. Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) a 0:52
  8. David De La Cruz (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) a 1:08
  9. Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG) a 1:44
  10. Mark Donovan (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) a 1:44

 

A cura della redazione di Inbici News24
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