Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, quarta tappa aperta agli attaccanti ma attenzione agli uomini veloci
Percorso mosso, sei ascese e finale pianeggiante: fuga o sprint ristretto nella quarta tappa.
Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24
Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 entra nel vivo e propone una quarta tappa che promette spettacolo, tattica e interpretazioni differenti. I 167,4 chilometri che collegano Le Puy-en-Velay a Montrond-les-Bains rappresentano infatti una delle giornate più difficili da leggere dell’intera corsa francese. Non è una tappa per i velocisti puri, ma non è nemmeno una giornata da grandi uomini di classifica. È invece il terreno ideale per quei corridori che amano anticipare gli eventi, sfruttare le salite per selezionare il gruppo e giocarsi tutto nel lungo tratto finale verso il traguardo.
Dopo la cronosquadre che ha ridisegnato gli equilibri della classifica generale, il gruppo si ritrova davanti ad una frazione capace di offrire numerosi scenari. Le squadre dei leader dovranno decidere se controllare la corsa oppure lasciare spazio ad una fuga ben assortita. Gli uomini d’attacco, invece, sanno di avere una delle occasioni migliori dell’intera settimana per lasciare il segno.
Una giornata costruita per l’imprevedibilità
Il disegno della tappa racconta molto della filosofia degli organizzatori. Sei salite distribuite lungo il percorso, senza però arrivi in quota o pendenze proibitive. Tre GPM di quarta categoria, due di terza e una salita di seconda categoria compongono una sequenza capace di consumare energie e creare selezione.
La principale difficoltà della giornata sarà la Côte de Chougoirard, un’ascesa di 7,8 chilometri con una pendenza media del 5,5%. Non numeri da alta montagna, ma sufficienti per mettere in difficoltà i corridori meno brillanti e favorire eventuali attacchi da lontano. Il dettaglio più interessante è però la sua collocazione nel percorso: il GPM si trova a circa novanta chilometri dall’arrivo, una distanza che lascia ampio margine alle strategie.
Da quel momento la corsa potrebbe trasformarsi. Dopo l’ultimo scollinamento, infatti, i corridori affronteranno una lunghissima discesa che accompagnerà il gruppo fino alla zona di Montverdun. Da lì inizieranno gli ultimi trenta chilometri completamente pianeggianti, un tratto che potrebbe favorire l’inseguimento da parte delle squadre interessate ad uno sprint ristretto.
È proprio questo contrasto tra una prima parte nervosa e una seconda metà favorevole agli inseguitori a rendere la tappa estremamente incerta.
Godon osservato speciale, Van Aert cerca risposte
Alla vigilia della tappa, molti riflettori erano puntati su Wout van Aert. Un percorso del genere, in condizioni normali, avrebbe rappresentato una delle sue occasioni preferite. Le indicazioni emerse nelle ultime giornate, tuttavia, suggeriscono prudenza. Il belga della Visma | Lease a Bike non ha ancora mostrato la brillantezza che lo ha reso uno dei corridori più completi del panorama mondiale.
Per questo motivo il nome più accreditato sembra essere quello di Dorian Godon. Il francese possiede il profilo ideale per una giornata del genere: resistente sulle salite brevi, veloce negli sprint di gruppi ridotti e perfettamente a suo agio nelle corse movimentate. Se la selezione sarà sufficiente ad eliminare i velocisti più puri, il corridore transalpino potrebbe diventare il principale candidato alla vittoria.
Tra gli uomini più attesi figura anche Benoît Cosnefroy. Il francese ha costruito gran parte della propria carriera proprio su percorsi simili, caratterizzati da continui cambi di ritmo e da arrivi in cui esplosività e resistenza devono convivere. Una corsa dura ma non estrema rappresenta il suo habitat naturale.
Velasco e gli attaccanti pronti a sorprendere
Se invece la tappa dovesse premiare una fuga da lontano, allora il ventaglio dei pretendenti si allargherebbe sensibilmente.
Lo spagnolo Ivan Romeo possiede qualità ideali per inserirsi nell’azione giusta. Potente, coraggioso e capace di gestire lunghe azioni offensive, potrebbe approfittare di eventuali tatticismi nel gruppo principale. Lo stesso discorso vale per Ben Healy, uno dei corridori più aggressivi del panorama internazionale. L’irlandese ama le corse imprevedibili e raramente rinuncia ad attaccare quando il terreno lo consente.
Grande attenzione anche a Simone Velasco. L’italiano della XDS Astana Team ha caratteristiche perfettamente compatibili con il percorso odierno. Resistenza, capacità di superare salite brevi e un buon spunto veloce fanno di lui uno degli outsider più credibili della giornata. In una corsa che potrebbe essere decisa da dettagli e interpretazioni tattiche, l’esperienza del corridore azzurro potrebbe diventare un fattore determinante.
Tra classifica e spettacolo, una tappa da seguire fino all’ultimo chilometro
Le grandi corse a tappe vivono spesso di giornate come questa. Non ci sono arrivi in vetta né cronometro decisive, ma proprio per questo aumentano le possibilità di assistere ad una battaglia aperta. Le squadre dei leader dovranno evitare rischi inutili, mentre chi è lontano dalla classifica generale avrà la libertà di cercare gloria personale.
Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes continua così il proprio percorso verso le tappe più impegnative, ma la giornata di Le Puy-en-Velay-Montrond-les-Bains potrebbe regalare emozioni non inferiori a quelle delle grandi montagne. In palio non c’è soltanto una vittoria di tappa: c’è la possibilità di entrare nel racconto della corsa attraverso il coraggio, l’intuizione e la capacità di cogliere l’attimo giusto.
E quando una tappa si presenta così aperta, nel ciclismo moderno, spesso vince chi ha il coraggio di osare prima degli altri.
A cura della redazione di Inbici News24
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