Giornata durissima per Paul Seixas nella settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026. Il talento francese della Decathlon-CMA CGM è caduto nelle prime fasi della corsa, ha perso oltre quattro minuti, è rientrato grazie al lavoro dei compagni e ha poi limitato i danni sul Grand Colombier. All’arrivo, visibilmente stremato, ha raccontato la dinamica dell’incidente e le difficoltà fisiche affrontate durante la tappa.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Paul Seixas ha vissuto una delle giornate più difficili della sua giovane carriera. La settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, quella con arrivo sul durissimo Grand Colombier, doveva rappresentare il terreno ideale per rilanciare le ambizioni del talento francese nella lotta alla classifica generale. Invece, dopo appena una trentina di chilometri, la corsa del corridore della Decathlon-CMA CGM ha rischiato di trasformarsi in un calvario.
Seixas è finito a terra in discesa, dopo aver affrontato una curva a velocità elevata. Una caduta violenta, con abrasioni evidenti e soprattutto forti dolori alle mani e alle braccia. Dopo i controlli medici e il protocollo previsto in caso di possibile trauma, il francese è riuscito a ripartire, ma si è ritrovato immediatamente a inseguire con un ritardo superiore ai quattro minuti.
Una caduta pesante nelle prime fasi
Il giovane francese ha raccontato con grande lucidità quanto accaduto, assumendosi la responsabilità dell’errore.
Secondo la sua ricostruzione, ha provato a superare altri corridori all’esterno di una curva, convinto di poter passare con maggiore velocità. La traiettoria, però, si è rivelata troppo larga e il brecciolino presente sul bordo della strada ha fatto perdere aderenza alla ruota.
Seixas ha spiegato di essere caduto a velocità molto alta, scivolando per diversi metri sull’asfalto. Una dinamica che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.
Il corridore francese ha sottolineato l’importanza dei guanti, praticamente distrutti dopo l’impatto, ma decisivi per limitare i danni alle mani.
Mani e braccia doloranti: “Era difficile tenere il manubrio”
Il problema principale, dopo la ripartenza, non è stato soltanto il dolore delle abrasioni.
Seixas ha raccontato di aver avuto grandi difficoltà nel tenere il manubrio. Le mani erano ferite, le braccia doloranti e anche la schiena ha iniziato a creare problemi durante lo sforzo.
In una tappa con discese tecniche, salite dure e una lunghissima rincorsa al gruppo dei migliori, questa condizione ha reso tutto estremamente complicato.
Il francese ha ammesso che, in alcuni momenti, anche frenare e guidare la bici non era semplice come normalmente dovrebbe essere. Nonostante questo, ha continuato a lottare, sostenuto da una squadra che ha deciso immediatamente di sacrificarsi per lui.
La Decathlon-CMA CGM si stringe attorno al suo leader
Uno degli aspetti più significativi della giornata è stato il lavoro della Decathlon-CMA CGM.
Dopo la caduta, la squadra ha mandato subito uomini importanti a supporto di Seixas. Stefan Bissegger e Dan Hoole hanno aspettato il proprio capitano e hanno iniziato una lunga rincorsa. Successivamente sono entrati in azione anche Aurélien Paret-Peintre, Nicolas Prodhomme e Léo Bisiaux.
Il ritardo, arrivato oltre i quattro minuti, sembrava quasi impossibile da colmare. Invece, grazie a un lavoro collettivo enorme, Seixas è riuscito a rientrare nel gruppo della maglia gialla a poco più di trenta chilometri dall’arrivo.
Una rimonta che ha impressionato avversari e osservatori, ma che ha inevitabilmente presentato il conto sulla salita finale.
Il Grand Colombier presenta il conto
Quando la strada si è impennata verso il Grand Colombier, Seixas ha pagato lo sforzo compiuto per rientrare.
Il francese non è riuscito a seguire Isaac Del Toro, Juan Ayuso, Matteo Jorgenson e gli altri migliori nel momento decisivo della tappa. Ha scelto di salire con il proprio passo, cercando di limitare i danni e di salvare il più possibile la classifica generale.
Alla fine ha chiuso settimo, a 1’21” dal vincitore Isaac Del Toro.
Un risultato che, alla luce della caduta e dell’inseguimento sostenuto per gran parte della tappa, assume comunque un valore importante. Seixas resta infatti sesto nella classifica generale, a 1’54” dalla maglia gialla Luke Tuckwell.
L’immagine dello sfinimento
All’arrivo, però, il volto del giovane francese raccontava più di qualsiasi classifica.
Seixas è apparso completamente svuotato. Dopo aver tagliato il traguardo, è stato sostenuto fisicamente dagli uomini del suo staff e ha trovato conforto anche accanto alla propria famiglia.
Un’immagine forte, che ha colpito il pubblico francese e che racconta la durezza di una giornata vissuta tra dolore, paura, orgoglio e resistenza.
Il premio della combattività ricevuto dopo l’arrivo fotografa bene il senso della sua tappa: non una giornata di vittoria, ma una prova di carattere.
Domani al via?
La domanda ora riguarda le sue condizioni in vista dell’ultima tappa.
Seixas ha lasciato intendere di voler ripartire, pur rimandando ogni valutazione definitiva ai controlli della serata. Le abrasioni non sembrano destare particolare preoccupazione, ma mani, braccia e schiena dovranno essere monitorate con attenzione.
Il francese ha spiegato di voler continuare a battersi per la squadra, soprattutto dopo il grande lavoro svolto dai compagni per riportarlo in corsa.
La classifica generale resta ancora aperta, anche se il ritardo dalla maglia gialla e soprattutto le conseguenze fisiche della caduta renderanno l’ultima giornata estremamente difficile.
Paul Seixas oggi non ha vinto, ma ha mostrato qualcosa che spesso pesa quanto un successo: la capacità di non arrendersi quando tutto sembra compromesso.
E voi, lettori di InBici News24, credete che Seixas possa ancora provare a ribaltare il Tour Auvergne-Rhône-Alpes oppure dopo una giornata così dura l’obiettivo principale deve essere soltanto arrivare al traguardo finale senza ulteriori rischi?
A cura della redazione di Inbici News24
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