Pogačar è l’uomo da battere, ma Gall, Onley, Carapaz, Skjelmose e Roglič guidano una concorrenza pronta a sfidare il fuoriclasse sloveno.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
La domanda, alla vigilia della Vuelta a España 2026, sembra quasi inevitabile: chi può battere Tadej Pogačar?
Sabato 22 agosto, dalla spettacolare cornice del Principato di Monaco, prenderà il via l’81ª edizione della corsa spagnola e sulla linea di partenza ci sarà un favorito più evidente degli altri.
Pogačar torna alla Vuelta sette anni dopo quel 2019 che rappresentò la sua prima vera apparizione sulla scena dei grandi Giri. Aveva appena vent’anni e concluse terzo nella classifica generale, conquistando anche due tappe di montagna.
Oggi torna completamente trasformato: non più giovane promessa, ma riferimento assoluto del ciclismo mondiale.
Alle sue spalle, tuttavia, c’è un gruppo di uomini pronti ad approfittare di qualsiasi segnale di debolezza. La Vuelta resta una corsa imprevedibile e il percorso 2026, con oltre 58.000 metri di dislivello, promette di mettere tutti alla prova.
TADEJ POGAČAR, L’UOMO DA BATTERE
Il grande favorito non può che essere Tadej Pogačar.
Il capitano della UAE Team Emirates-XRG arriva in Spagna dopo aver conquistato il suo quinto Tour de France e con un obiettivo che possiede un enorme valore storico: aggiungere finalmente la Vuelta al proprio palmarès.
La corsa spagnola è infatti l’unico Grand Tour che ancora manca alla sua collezione.
Il percorso sembra costruito per esaltarne le caratteristiche: montagne, salite esplosive, arrivi in quota e due cronometro nelle quali lo sloveno può ulteriormente fare la differenza.
La vera incognita riguarda semmai le energie rimaste dopo una stagione estremamente intensa. Ma se Pogačar arriverà alla terza settimana nelle condizioni abituali, batterlo sarà un’impresa.
FELIX GALL, IL PRIMO DEGLI SFIDANTI
Se dobbiamo individuare uno degli avversari più credibili, il nome di Felix Gall merita una posizione privilegiata.
L’austriaco della Decathlon CMA CGM Team ha compiuto un ulteriore salto di qualità nel 2026. Il secondo posto al Giro d’Italia ha confermato la sua capacità di reggere le tre settimane e la recente vittoria alla Vuelta a Burgos rappresenta un segnale particolarmente significativo.
Gall è uno scalatore puro, regolare e resistente.
Il percorso della Vuelta gli offre moltissimo terreno sul quale provare a costruire una classifica importante. Se Pogačar è il favorito numero uno, Gall può legittimamente presentarsi a Monaco pensando al podio.
OSCAR ONLEY, LA NUOVA GENERAZIONE AVANZA
Tra i nomi più interessanti troviamo Oscar Onley, talento britannico della Netcompany INEOS.
A soli 23 anni ha già dimostrato di poter competere con i migliori nelle corse a tappe. Dopo il quarto posto al Tour de France 2025, la sua stagione 2026 è stata condizionata da problemi fisici e da una caduta, ma il recente secondo posto alla Vuelta a Burgos, accompagnato da una vittoria di tappa, ha restituito un Onley competitivo.
La Vuelta sarà un nuovo banco di prova.
Le salite brevi e ripide sembrano particolarmente adatte alle sue caratteristiche e la squadra britannica gli metterà accanto uomini di grande esperienza in montagna.
RICHARD CARAPAZ, L’IMPREVEDIBILITÀ AL POTERE
Quando la strada sale e la corsa diventa difficile, Richard Carapaz rimane uno degli uomini che nessuno può permettersi di sottovalutare.
L’ecuadoriano della EF Education-EasyPost arriva dalla conquista della maglia a pois al Tour de France e da due successi di tappa sulle Alpi.
Carapaz conosce perfettamente la Vuelta: è stato secondo nel 2020 e quarto nel 2024.
La domanda riguarda soprattutto la sua strategia. Correrà per la classifica generale oppure privilegerà le vittorie di tappa?
Qualunque sia la risposta, Carapaz resta uno degli uomini capaci di cambiare una corsa con un attacco improvviso.
MATTIAS SKJELMOSE, LIDL-TREK PUNTA IN ALTO
Il sesto posto conquistato al Tour de France ha definitivamente confermato Mattias Skjelmose come uomo da grandi Giri.
Il danese della Lidl-Trek possiede caratteristiche particolarmente interessanti per questa Vuelta: sa scalare, è esplosivo sulle pendenze importanti e può difendersi bene anche contro il tempo.
Resta da capire quanto abbia recuperato dalle fatiche del Tour.
Se le energie saranno quelle giuste, Skjelmose potrebbe diventare uno degli uomini più pericolosi nella lotta per il podio.
ENRIC MAS, LA VUELTA COME CASA
Ci sono corridori che sembrano trasformarsi quando arriva la Vuelta. Enric Mas appartiene certamente a questa categoria.
Lo spagnolo della Movistar ha costruito un rapporto speciale con il suo Grand Tour nazionale: tre secondi posti e un terzo posto raccontano meglio di qualsiasi altra statistica la sua continuità sulle strade spagnole.
Le ultime stagioni non sono state semplici, ma il recente quinto posto alla Vuelta a Burgos lascia intravedere segnali incoraggianti.
Per Mas la Vuelta rappresenta ancora una volta l’appuntamento nel quale provare a ritrovare la migliore versione di se stesso.
JOÃO ALMEIDA, IL LUSSO DELLA UAE
Definire João Almeida semplicemente un gregario sarebbe riduttivo.
Il portoghese ha concluso secondo la Vuelta 2025 e in molte altre squadre sarebbe il capitano indiscusso. Alla UAE Team Emirates-XRG, invece, dovrà partire principalmente al servizio di Pogačar.
Ed è proprio questa abbondanza a spiegare la forza della formazione emiratina.
Almeida potrebbe diventare l’uomo fondamentale nelle montagne oppure, se la situazione tattica lo consentirà, conservare una propria posizione importante nella generale.
La condizione rappresenta però un’incognita dopo una stagione complicata da problemi fisici.
MATTHEW RICCITELLO, IL NOME DA NON SOTTOVALUTARE
A 24 anni Matthew Riccitello ha già dimostrato di possedere caratteristiche da grande corsa a tappe.
Quinto nella Vuelta 2025 e vincitore della classifica giovani, l’americano della Decathlon CMA CGM Team torna in Spagna all’interno di una formazione che avrà in Felix Gall il principale riferimento.
Riccitello può però diventare molto più di un semplice secondo uomo.
La sua regolarità in salita e la capacità di crescere durante le tre settimane ne fanno uno dei possibili outsider per la top five.
CIAN UIJTDEBROEKS, OCCASIONE DI RISCATTO
La Vuelta può rappresentare una corsa particolarmente importante per Cian Uijtdebroeks.
Il giovane belga della Movistar arriva da una stagione nella quale non è riuscito a esprimere completamente il proprio potenziale. Il ritiro al Tour de France ha lasciato inevitabilmente qualche interrogativo.
In Spagna dividerà le responsabilità con Enric Mas.
Il talento non è in discussione. Saranno le montagne della Vuelta a dirci se Uijtdebroeks è già pronto per tornare stabilmente nelle posizioni importanti di un Grand Tour.
PRIMOŽ ROGLIČ, MAI ESCLUDERE IL RE DELLA VUELTA
E poi c’è Primož Roglič.
Qualunque analisi della Vuelta non può prescindere dal suo nome.
Lo sloveno ha conquistato la corsa quattro volte e condivide con Roberto Heras il record assoluto di successi. Una quinta vittoria gli permetterebbe di diventare l’uomo più vincente nella storia della Vuelta.
La preparazione non è stata ideale e una recente caduta ne ha condizionato l’avvicinamento alla corsa. Le ambizioni di classifica generale appaiono quindi meno definite rispetto al passato.
Ma Roglič e la Vuelta hanno un rapporto speciale.
E proprio per questo sarebbe un errore cancellarlo dalla lista dei protagonisti prima ancora della partenza.
GLI OUTSIDER: TANTI NOMI PER UNA VUELTA APERTA
Dietro ai principali favoriti esiste una seconda linea estremamente interessante.
Mikel Landa può cercare gloria nelle montagne nell’ultimo Grand Tour con la Soudal Quick-Step. Carlos Rodríguez rappresenta un’altra carta della Netcompany INEOS, mentre Santiago Buitrago guiderà le ambizioni della Bahrain Victorious.
Da seguire anche Tobias Halland Johannessen, Sepp Kuss, già vincitore della Vuelta nel 2023, e il giovane norvegese Jørgen Nordhagen.
Per l’Italia, uno degli uomini da osservare in salita sarà Lorenzo Fortunato, riferimento della XDS Astana Team e corridore che potrebbe trovare nel percorso particolarmente duro della Vuelta terreno ideale per andare alla ricerca di una vittoria di tappa e di una buona posizione nella generale.
23 SQUADRE AL VIA DA MONACO
La start list della Vuelta a España 2026 comprende 23 formazioni.
Saranno presenti i 18 WorldTeams: Alpecin-Premier Tech, Bahrain Victorious, Decathlon CMA CGM Team, EF Education-EasyPost, Groupama-FDJ United, Netcompany INEOS, Lidl-Trek, Lotto Intermarché, Movistar Team, NSN Cycling Team, Red Bull-Bora-Hansgrohe, Soudal Quick-Step, Team Jayco AlUla, Team Picnic PostNL, Team Visma-Lease a Bike, UAE Team Emirates-XRG, Uno-X Mobility e XDS Astana Team.
A queste si aggiungono Tudor Pro Cycling Team, Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team e Cofidis, qualificate di diritto attraverso la classifica UCI ProTeams, oltre alle due formazioni spagnole invitate dagli organizzatori: Burgos-Burpellet-BH ed Equipo Kern Pharma.
Un gruppo internazionale e di altissimo livello che accompagnerà la Vuelta dal Principato di Monaco fino all’arrivo conclusivo di Granada.
POGAČAR CONTRO TUTTI
Alla vigilia, quindi, la gerarchia sembra chiara.
Tadej Pogačar contro tutti.
Ma una Vuelta di tre settimane non si vince sulla carta.
Gall possiede la regolarità, Onley la giovinezza, Carapaz l’istinto offensivo, Skjelmose l’esplosività, Mas l’esperienza sulle strade di casa. Almeida rappresenta una seconda carta di lusso della UAE, mentre Roglič porta con sé qualcosa che nessun altro può vantare: quattro vittorie nella corsa.
E poi ci saranno il caldo, le cadute, le giornate negative, le fughe, le strategie delle squadre e soprattutto quelle montagne che da sempre rappresentano il giudice più severo della Vuelta.
Sabato a Monaco partiranno tutti dalla stessa linea.
A Granada, tre settimane più tardi, sapremo chi avrà avuto ragione. 
A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

InBici Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali












