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Tour Auvergne Rhone Alpes 2026

CRONOSQUADRE, PERCHÉ OGGI IL TEMPO È STATO PRESO SUL PRIMO CORRIDORE?


Il nuovo regolamento che ha sorpreso tanti appassionati al Tour Auvergne-Rhône-Alpes spiegato in modo semplice

 

Dopo la cronosquadre di Perreux vinta dalla Visma | Lease a Bike, molti lettori hanno chiesto chiarimenti sul regolamento. Perché il tempo non è stato preso sul quinto corridore come avviene tradizionalmente? Ecco come funziona il sistema introdotto da ASO e destinato a influenzare il ciclismo moderno.

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Articolo a cura della redazione di InBici News24

La cronosquadre disputata oggi a Perreux, valida come terza tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, ha acceso il dibattito tra gli appassionati. Nelle ore successive alla vittoria della Visma | Lease a Bike sono infatti arrivate alla redazione di InBici News24 numerose richieste di chiarimento da parte dei lettori. La domanda è sempre stata la stessa: perché il tempo non è stato preso sul quinto corridore come avviene normalmente nelle cronometro a squadre?

Si tratta di un dubbio più che legittimo, perché per decenni la cronosquadre è stata associata a un regolamento molto preciso. Una squadra partiva compatta e il tempo ufficiale veniva registrato sul quarto, sul quinto o su un altro corridore stabilito dal regolamento della corsa. Tutti gli atleti arrivati insieme ricevevano lo stesso tempo, mentre chi perdeva contatto veniva classificato con il ritardo accumulato.

Nel Tour Auvergne-Rhône-Alpes, però, è stato adottato un sistema differente, già sperimentato negli ultimi anni dagli organizzatori di ASO e destinato a essere sempre più presente nelle grandi corse a tappe.

La cronosquadre tradizionale

Per comprendere la novità bisogna partire dal passato.

La cronosquadre nasce come una disciplina che premia il collettivo. I corridori si alternano nei cambi, condividono lo sforzo e cercano di portare al traguardo il numero minimo di atleti richiesto dal regolamento.

In una formazione composta da sette o otto corridori, l’obiettivo principale non è tanto far arrivare per primo il capitano, quanto mantenere compatto il gruppo fino alla linea d’arrivo. Per questo motivo il tempo viene tradizionalmente preso sul quarto o quinto uomo.

Questo sistema ha caratterizzato per decenni il Tour de France, il Giro d’Italia, la Vuelta e le principali corse a tappe del panorama internazionale.

Tuttavia, negli ultimi anni, molte voci all’interno del ciclismo professionistico hanno iniziato a evidenziarne alcuni limiti.

Perché il sistema tradizionale è stato messo in discussione

Secondo diversi direttori sportivi e organizzatori, il regolamento classico rischiava di influenzare eccessivamente la classifica generale.

Le squadre più forti, dotate di specialisti della cronometro e budget elevati, riuscivano spesso a guadagnare distacchi importanti già nelle prime giornate di gara.

In alcuni casi un capitano poteva addirittura perdere la ruota dei compagni negli ultimi chilometri e beneficiare comunque del tempo registrato sul quarto o quinto uomo.

Di conseguenza, il valore della squadra finiva per incidere sulla classifica generale più del rendimento individuale dei leader.

È proprio per correggere questo aspetto che ASO, la società organizzatrice del Tour de France e del Tour Auvergne-Rhône-Alpes, ha deciso di sperimentare una formula diversa.

Tour Auvergne Rhone Alpes 2026 – 78th Edition – 3rd Stage Perreux – Perreux 28,4km – 09/06/2026 – Team Visma Lease a Bike – photo Alessandro Perrone/SprintCyclingAgency©2026

Come funziona il nuovo regolamento

La cronosquadre di Perreux è stata disputata secondo il cosiddetto modello Paris-Nice.

Le squadre continuano a partire compatte e a collaborare come in una normale cronometro a squadre. La differenza emerge però al momento dell’arrivo.

Il tempo della squadra serve esclusivamente per stabilire la classifica della tappa.

Per la classifica generale, invece, ogni corridore riceve il proprio tempo individuale nel momento esatto in cui attraversa il traguardo.

Tradotto in termini pratici, non esiste più il riferimento al quarto o al quinto uomo.

Ogni atleta viene cronometrato singolarmente.

Se un capitano riesce a rimanere davanti fino alla fine, ottiene il miglior tempo possibile.

Se invece perde contatto negli ultimi chilometri, il ritardo viene conteggiato integralmente.

È esattamente quanto accaduto oggi nella cronosquadre di Perreux.

Una rivoluzione tattica

Questo sistema modifica profondamente anche il modo di correre.

Nel modello tradizionale una squadra deve preservare almeno quattro o cinque uomini fino all’arrivo.

Nel nuovo format, invece, la priorità assoluta diventa il leader.

I gregari possono spendere tutte le proprie energie per portare il capitano il più velocemente possibile verso il traguardo, anche a costo di staccarsi negli ultimi chilometri.

Si assiste quindi a una cronosquadre più aggressiva, dove la gestione delle energie assume un’importanza ancora maggiore.

In pratica si crea una sorta di equilibrio tra prova collettiva e rendimento individuale.

La squadra continua a essere fondamentale, ma il capitano non può più nascondersi dietro la forza dei compagni.

Perché ASO ha scelto questa formula

L’obiettivo degli organizzatori francesi è chiaro: rendere la classifica generale più meritocratica e meno dipendente dalla superiorità economica delle grandi squadre.

In un ciclismo sempre più specializzato, dove alcuni team dispongono di organici straordinariamente forti nelle prove contro il tempo, il rischio era quello di vedere la corsa indirizzata troppo presto.

Con il nuovo sistema, invece, il leader deve essere protagonista in prima persona.

Ogni secondo conquistato o perso dipende direttamente dalla sua prestazione.

Non è un caso che questa formula sia stata utilizzata come banco di prova anche in vista del Tour de France, dove gli organizzatori continuano a studiare modalità innovative per rendere la corsa più spettacolare e combattuta.

Più giusto o meno giusto?

Come spesso accade nel ciclismo, il dibattito resta aperto.

I sostenitori del nuovo sistema ritengono che valorizzi maggiormente il talento individuale dei corridori e impedisca alle squadre più ricche di dominare eccessivamente la classifica.

I tradizionalisti, invece, sostengono che la cronosquadre debba rimanere una disciplina collettiva pura, dove il risultato nasce esclusivamente dal lavoro di gruppo.

Due visioni differenti, entrambe con motivazioni valide.

Una cosa però è certa: la cronosquadre di Perreux ha dimostrato che questa formula continua a dividere opinioni e a generare discussioni tra tecnici, corridori e appassionati.

Ed è proprio questo il bello del ciclismo: uno sport capace di evolversi continuamente senza smettere di confrontarsi con la propria storia.

E voi cosa ne pensate?

Il sistema che assegna a ogni corridore il proprio tempo individuale rende la cronosquadre più equa e moderna oppure preferite il regolamento tradizionale con il tempo preso sul quarto o quinto atleta? Scriveteci la vostra opinione: il dibattito è aperto tra i lettori di InBici News24.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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