Dopo la Bulgaria il Giro riparte dalla Calabria: finale nervoso e cinque candidati alla vittoria
Giornata di riposo e trasferimento verso l’Italia: domani la Catanzaro-Cosenza può premiare velocisti resistenti e uomini da classiche.
Il Giro d’Italia 2026 saluta la Bulgaria e si prepara finalmente ad abbracciare l’Italia. Oggi la carovana rosa vive la sua prima giornata di riposo, quella del lungo trasferimento verso la Calabria, dove da domani il gruppo tornerà a correre con la quarta tappa da Catanzaro a Cosenza. Una frazione solo apparentemente interlocutoria, perché il primo approdo nella penisola italiana rischia già di trasformarsi in una trappola tattica capace di cambiare gli equilibri delle prime giornate.
La sensazione, respirata tra squadre, tecnici e addetti ai lavori, è che il Giro entri ora nella sua vera dimensione. Le tre tappe bulgare hanno lasciato segnali importanti: Paul Magnier si è preso la scena nelle volate, Jonathan Milan ha mostrato potenza ma anche qualche imperfezione tattica, mentre gli uomini di classifica hanno corso con prudenza, evitando rischi inutili in una partenza già nervosa e velocissima.
Ora però cambiano le strade, cambiano le temperature e cambia soprattutto la gestione della corsa. La Catanzaro-Cosenza non è la classica tappa per velocisti puri. I chilometri previsti in Calabria nascondono infatti un finale più impegnativo di quanto possa raccontare la semplice altimetria. La salita di Cozzo Tunno, con pendenze costanti e alcuni tratti più severi, rischia di eliminare dal finale diversi sprinter pesanti.
Non si tratta di una montagna destinata a stravolgere la classifica generale, ma abbastanza per creare selezione e mettere in difficoltà chi ha speso molto nei primi giorni di corsa. Ed è proprio qui che nascono i principali dubbi tattici. Le squadre dovranno decidere se controllare per una volata ristretta oppure lasciare spazio agli attaccanti e ai finisseur.
Storicamente, le tappe successive a una giornata di riposo producono spesso scenari imprevedibili, soprattutto quando arrivano dopo un trasferimento lungo e logisticamente complicato. Le gambe possono rispondere in modo diverso, il gruppo può partire contratto e le squadre dei favoriti dovranno mantenere alta l’attenzione sin dai primi chilometri.
Il percorso di domani sembra favorire corridori esplosivi ma resistenti, capaci di superare l’ultima salita senza perdere brillantezza negli ultimi chilometri cittadini di Cosenza. Curve, rotatorie e continui rilanci potrebbero rendere il finale molto tecnico, trasformando la posizione in gruppo in un elemento decisivo quanto la velocità pura.
Il nome più caldo resta inevitabilmente quello di Paul Magnier. Il francese della Soudal Quick-Step arriva in Italia da grande protagonista delle volate bulgare e appare attualmente il corridore più brillante del gruppo. La sua capacità di resistere sugli arrivi mossi potrebbe fare ancora la differenza, soprattutto in una tappa dove la pura velocità rischia di contare meno rispetto alla gestione dello sforzo.
Ma gli occhi italiani saranno inevitabilmente puntati su Jonathan Milan. Il friulano della Lidl-Trek, dopo la beffa di Sofia, cerca immediatamente il riscatto. Il finale calabrese potrebbe essere meno favorevole alle sue caratteristiche rispetto alle volate più lineari, ma Milan ha dalla sua una squadra solida, una condizione in crescita e soprattutto una motivazione enorme dopo le occasioni sfumate nei primi giorni di Giro.
Grande attenzione anche a Kaden Groves. L’australiano dell’Alpecin-Premier Tech è uno degli uomini più adatti a questo tipo di finale: resistente, veloce e capace di gestire gli arrivi nervosi. Se la salita scremerà il gruppo senza eliminare del tutto gli sprinter, Groves potrebbe trovare il terreno ideale per giocarsi il successo.
Tra i nomi più interessanti compare anche Tobias Lund Andresen. Il danese sta vivendo una fase di crescita importante e le sue caratteristiche sembrano adattarsi bene a una tappa come quella di Cosenza: salita pedalabile, finale tecnico e possibile sprint ristretto. In una giornata difficile da controllare, potrebbe trasformarsi in una delle carte più pericolose.
Top five favoriti quarta tappa Giro d’Italia 2026
- Paul Magnier – Il più brillante nelle prime volate, veloce e tatticamente lucidissimo.
- Kaden Groves – Resistente e adatto a finali mossi, può sfruttare uno sprint ristretto.
- Jonathan Milan – Cerca riscatto dopo Sofia: potenza enorme, ma finale da interpretare.
- Tobias Lund Andresen – Profilo interessante per una tappa nervosa e selettiva.
- Wout van Aert – Outsider di lusso, ideale se la corsa diventerà più dura del previsto.
La tappa viene letta da molti come una possibile tappa-trappola. Nessuno vuole perdere terreno in classifica generale, ma nessuno vuole neppure arrivare a Cosenza con il rischio di cadute o di un finale troppo caotico. Per questo si prevede una giornata nervosa, con squadre già schierate davanti a protezione dei rispettivi leader.
Anche i pronostici restano aperti. Magnier e Groves sembrano leggermente favoriti, ma le possibilità di Milan restano concrete se la Lidl-Trek riuscirà a controllare il finale e a portare il friulano nella posizione giusta. Molto dipenderà dal ritmo sulla salita, dalla selezione che si creerà e dalla capacità dei velocisti di conservare energie per gli ultimi metri.
L’Italia riabbraccia il Giro e lo fa con una tappa che promette spettacolo e tensione. Dopo tre giorni bulgari dominati dalle volate e dai primi duelli tra i grandi sprinter, la Calabria potrebbe già cambiare il volto della corsa. Perché a Cosenza non conteranno soltanto le gambe: serviranno lettura tattica, capacità di restare davanti e sangue freddo nel momento decisivo.
E forse, proprio su queste strade italiane, il Giro inizierà davvero a raccontare chi sono i suoi veri protagonisti.
A cura della redazione di Inbici News24
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