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Giro d'Italia 2026 - 109th Edition - 7th stage Formia - Blockhaus 244 km - 15/05/2026 - Giulio Ciccone (ITA - Lidl - Trek) - photo Ivan Benedetto/SprintCyclingAgency©2026

Giro d’Italia, oggi esplode la corsa: ecco i 10 favoriti


Sui muri marchigiani il Giro cerca nuovi protagonisti

 

Dopo il Blockhaus il gruppo affronta una tappa imprevedibile: bookmaker e analisti puntano sugli attaccanti.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Il Giro d’Italia 2026 riparte dalla fatica. Quella vera. Quella che resta nelle gambe dopo il Blockhaus e che oggi rischia di trasformare la Chieti-Fermo in una trappola spettacolare e crudele. Perché l’ottava tappa della Corsa Rosa non sarà soltanto una giornata di trasferimento verso le Marche: sarà una battaglia nervosa, moderna, imprevedibile, costruita su strappi, muri e continui cambi di ritmo.

I 156 chilometri da Chieti a Fermo sembrano disegnati per una fuga vincente. Ma il Giro, si sa, ama tradire ogni previsione. Dopo la dimostrazione di forza di Jonas Vingegaard sul Blockhaus, molti uomini di classifica potrebbero scegliere una giornata più prudente. Eppure i muri marchigiani, con pendenze fino al 22%, rischiano di accendere nuovamente la corsa anche tra i big.

Secondo le valutazioni della vigilia, la tappa odierna rappresenta il terreno perfetto per gli specialisti delle classiche, per gli uomini esplosivi e per quei corridori capaci di leggere le giornate caotiche meglio degli altri. Non un arrivo per velocisti, non una montagna pura: una terra di mezzo dove talento, coraggio e istinto possono fare la differenza.

Narváez e Scaroni guidano il fronte degli attaccanti

Tra i nomi più caldi spicca quello di Jhonatan Narváez. L’ecuadoriano della UAE Team EmiratesXRG è considerato uno dei corridori più adatti al finale di Fermo. Ha già dimostrato brillantezza in questo Giro e possiede la qualità più importante per una giornata simile: la capacità di cambiare ritmo su pendenze violente.

La sua accelerazione negli strappi brevi e la sua aggressività tattica sembrano perfette per il Muro del Ferro e per l’ultimo terribile chilometro verso Fermo. Se la corsa dovesse esplodere nel finale, Narváez avrebbe tutte le carte per essere protagonista.

Ma il nome che può infiammare il pubblico italiano è quello di Christian Scaroni. L’azzurro ha già provato ad accendere la corsa nei giorni precedenti e appare uno dei corridori più brillanti di questa prima settimana. Scaroni rappresenta il prototipo ideale del cacciatore di tappe: aggressivo, resistente e perfetto nelle giornate nervose.

Occhi puntati anche su Jan Christen. Lo svizzero, ormai lontano dalle zone nobili della classifica generale, potrebbe avere spazio per entrare nella fuga buona. E su strappi brevi e violenti ha caratteristiche molto interessanti.

Ciccone sogna il colpo, Vingegaard resta in agguato

Il pubblico italiano sogna Giulio Ciccone. I muri marchigiani sembrano cuciti addosso alle caratteristiche dell’abruzzese, capace di esaltarsi su pendenze dure e finali esplosivi. Tuttavia la sua posizione ancora importante in classifica potrebbe complicare le strategie.

La Lidl-Trek dovrà decidere se rischiare una corsa offensiva oppure gestire le energie in vista delle prossime tappe decisive. Ma una cosa è certa: se Ciccone avrà libertà, il finale di Fermo potrebbe trasformarsi nel suo terreno ideale.

Più prudente invece l’interpretazione attorno a Jonas Vingegaard. Dopo il capolavoro del Blockhaus, il danese resta il grande padrone psicologico del Giro. Tuttavia appare possibile che la Visma Lease a Bike scelga una giornata di controllo, lasciando spazio agli attaccanti.

Eppure il Giro insegna che quando la strada sale oltre il 20%, ogni pronostico può saltare. Restano in osservazione anche Giulio Pellizzari, Felix Gall e Filippo Zana: corridori diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di interpretare finali nervosi e selettivi.

Il finale di Fermo può cambiare tutto

La tappa entrerà davvero nel vivo dopo i primi cento chilometri relativamente tranquilli. Montefiore d’Aso e Monterubbiano inizieranno a scremare il gruppo, ma sarà il Muro del Ferro a cambiare completamente la corsa.

Mezzo chilometro all’11%, una rampa cattiva e improvvisa che potrebbe trasformarsi nella scintilla decisiva. E subito dopo arriveranno Capodarco e soprattutto l’ultima salita verso Fermo: 3,7 chilometri con punte al 22%.

Numeri da classica del Nord trasportata nel cuore delle Marche. Ed è proprio questo il fascino della tappa odierna: nessuno può davvero controllarla fino in fondo. Le squadre dei leader dovranno scegliere se inseguire o lasciare spazio. I cacciatori di tappe sanno di avere una delle migliori occasioni di questa prima settimana.

La top ten dei favoriti della Chieti-Fermo

1. Jhonatan Narváez

Il più completo sul terreno esplosivo di Fermo. Ha spunto, esperienza e capacità di resistere sui muri.

2. Christian Scaroni

Condizione brillante e grande aggressività offensiva. Per l’Italia può essere il nome giusto da fuga.

3. Giulio Ciccone

Le pendenze marchigiane sembrano fatte per lui. Resta da capire quanto peserà la classifica.

4. Jan Christen

Libertà tattica e ottimo spunto sugli strappi. Può anticipare i big e giocarsi tutto da lontano.

5. Jonas Vingegaard

Dopo il Blockhaus nessuno può sottovalutarlo. Anche senza attaccare, può fare selezione.

6. Giulio Pellizzari

Talento puro e voglia di sorprendere. Un finale duro e nervoso può esaltarne le qualità.

7. Felix Gall

Può reggere l’urto delle salite più dure e inserirsi in una corsa selettiva.

8. Filippo Zana

Corridore ideale per giornate nervose e aggressive, con fondo e capacità di leggere la corsa.

9. Ben O’Connor

Esperienza e solidità per un finale selettivo. Potrebbe muoversi se la corsa diventasse dura.

10. Afonso Eulálio

Difendere la maglia rosa potrebbe esaltarlo. Non è il favorito principale, ma resta uomo da seguire.

Il Giro d’Italia attraversa le Marche con il fascino delle grandi giornate imprevedibili. Quelle dove basta un attacco sul muro giusto per cambiare tutto. E oggi, tra Chieti e Fermo, il confine tra gloria e crisi sembra più sottile che mai.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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