Come indicato da focus.it:
la tragica morte di Ottavio Bottecchia, avvenuta il 3 giugno 1927, è ancora oggi avvolta nel mistero. Il primo italiano a vincere il Tour de France fu trovato agonizzante lungo una strada friulana, con una ferita alla nuca. Nonostante la versione ufficiale parlasse di un incidente, le circostanze poco chiare e l’assenza di testimoni oculari hanno alimentato teorie alternative, che spaziano dall’aggressione politica al coinvolgimento nel racket delle scommesse clandestine, simili ai sospetti sollevati dopo la morte di Marco Pantani.
Nato a Colle San Martino, Bottecchia proveniva da una famiglia povera e numerosa. Dopo aver lavorato come muratore e bersagliere durante la guerra, iniziò a correre in bicicletta a 25 anni. Nel 1923 fu ingaggiato dalla squadra francese Automoto, dove si guadagnò il soprannome di “Botescià”. Nel 1924 dominò il Tour dalla prima all’ultima tappa, diventando un simbolo di riscatto nazionale, e replicò il successo l’anno seguente. La sua determinazione e i suoi successi lo resero un eroe per gli italiani, con la Gazzetta dello Sport che organizzò una raccolta fondi per sostenerlo.
Pur avendo la tessera del Partito fascista, Bottecchia era noto per le sue simpatie socialiste, sviluppate durante i soggiorni in Francia. Questa posizione, unita a legami con figure antifasciste come l’anarchico Alberto Meschi, ha portato alcuni a ipotizzare che la sua morte fosse una vendetta politica. Si racconta di un alterco con fascisti avvenuto la mattina del 3 giugno, che potrebbe aver avuto un ruolo nella tragedia.
Altre teorie suggeriscono un coinvolgimento del racket delle scommesse clandestine. Tra le ipotesi avanzate, un contadino confessò sul letto di morte di aver colpito Bottecchia per un presunto furto di frutta, ma i referti medici non supportarono questa versione. Rimane dunque irrisolto il mistero su uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano, il cui ricordo continua a ispirare generazioni di appassionati.

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