tripoint SKIN
Inbici Bike Hotel 500x210

Caso FCI–ACSI, la voce del territorio: “ACSI siamo noi” — parla il Presidente della Rodman Team


Il presidente della più grande squadra amatoriale italiana interviene nel dibattito sulla sospensione della convenzione: “Il mondo amatoriale non può essere trattato come un accessorio del professionismo”. La sua lettera aperta diventa un manifesto per il movimento.

Il confronto tra Federazione Ciclistica Italiana (FCI) e ACSI sul futuro del ciclismo amatoriale continua a far discutere.

Dopo giorni di comunicati ufficiali e posizioni contrapposte, arriva ora una voce dal campo: quella di Marco Giovanni Pipino, presidente della ASD Rodman Team, la squadra amatoriale più numerosa d’Italia con oltre 400 tesserati e una presenza che supera i confini nazionali, dal Belgio al Giappone.

Tripoint 728x180
✅ BETTINI PHOTO 728x180

Con una lettera aperta pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale del team, Pipino ha espresso il suo punto di vista sulla rottura (e sulla possibile riapertura al dialogo) tra FCI e ACSI.

Un testo diretto, schietto, che racconta le preoccupazioni e la prospettiva di chi vive ogni giorno lo sport amatoriale.

La lettera aperta del Presidente della Rodman Team

“Intervengo sul caso FCIACSI unicamente per esprimere il mio punto di vista.
Sono il Presidente della ASD Rodman Team, oggi e da sette anni la più grande squadra amatoriale italiana, con un numero di tesserati che negli anni ha oscillato tra 400 e 500 atleti, presenti non solo in Italia ma anche in USA, Sud Africa, Belgio, Regno Unito e Giappone.
Oltre il 65% dei nostri iscritti è composto da agonisti su strada, mentre la parte restante da cicloturisti.
Premesso che la nostra è una squadra formata quasi esclusivamente da granfondisti su strada, con pochi atleti impegnati nelle gare a circuito (fiore all’occhiello di molti organizzatori ACSI), desidero spiegare le ragioni per cui da anni abbiamo scelto di affiliarci ad ACSI.”

Perché ACSI

  • Presenza capillare. La maggior parte delle ASD organizzatrici di Granfondo in Italia è affiliata ad ACSI. Basta consultare il calendario nazionale per constatare che le Granfondo FCI sono ormai pochissime. Questo ci consente, come dirigenti, di avere interlocutori rapidi e competenti nel risolvere i problemi che inevitabilmente sorgono nella partecipazione a questi eventi.
  • Struttura snella ed efficiente. ACSI cresce ogni anno perché ha costruito un modello organizzativo semplice, mirato a fornire servizi concreti ad amatori, ASD e organizzatori.
  • Vocazione diversa da FCI. La FCI svolge un ruolo fondamentale nella crescita del ciclismo giovanile e professionistico, sostenendo le categorie U23, Elite e giovanili. Tuttavia, il mondo amatoriale non è il mercato di riferimento della FCI, che forse giustamente si concentra su altri obiettivi.

Le criticità

“La FCI ha però il potere di tassare anche il settore amatoriale. Potrebbe quindi decidere, ad esempio, che dal 2026 la quota salga a 60 o 100 euro.
Aumentare una tassa è difficile per qualsiasi governo, e lo è anche per il ‘governo dello sport ciclistico’, che in questo caso però non è democratico perché gli amatori non eleggono i propri rappresentanti.
Le motivazioni addotte per gli aumenti sono sempre le stesse: migliorare i servizi e le coperture assicurative… Ma la realtà è che, anche raddoppiando la quota, non cambierebbe la qualità percepita dal tesserato.
In un periodo di grande difficoltà economica per le ASD, aggravato dalla scarsità di sponsor e dalle nuove regole amministrative (come la fatturazione elettronica obbligatoria dal 2026), un aumento dei costi significherebbe la chiusura di molte associazioni e un ulteriore calo delle manifestazioni.”

Un parallelo industriale

“Provenendo dal mondo industriale, mi permetto un paragone: in un’azienda, di fronte a un simile calo di risultati, la soluzione sarebbe semplice — sostituire il gruppo dirigente.
Nel ciclismo, invece, la rilevanza del settore è forse troppo bassa per richiedere lo stesso livello di competenza e meritocrazia che si pretende in altri ambiti.”

L’esperienza diretta

“In oltre venti Granfondo a cui ho partecipato in questa stagione, non ho mai visto un dirigente FCI.
Al contrario, il Vicepresidente ACSI Emiliano Borgna è stato presente a moltissimi eventi, non solo come autorità in tribuna ma come partecipante attivo tra noi amatori.
Questo dettaglio descrive meglio di mille parole la differenza di approccio tra i due enti nei confronti del nostro mondo.”

Conclusione

ACSI siamo noi.
Siamo noi amatori, noi organizzatori, noi appassionati che diamo vita alla stragrande maggioranza degli eventi italiani.
Per questo dobbiamo fare fronte comune e opporci, in ogni forma legittima, a decisioni prese da chi è lontano dalle nostre esigenze e rischia di danneggiare o distruggere il nostro amatissimo sport.”

Una voce che rappresenta il movimento

Le parole del presidente Marco Giovanni Pipino hanno raccolto centinaia di reazioni e condivisioni tra tesserati, organizzatori e appassionati, segno di un malessere diffuso ma anche di una forte identità comune.

Il tono è deciso ma non chiuso al dialogo: il presidente ribadisce la necessità di difendere il ciclismo amatoriale, ma anche la speranza che FCI e ACSI trovino presto una soluzione condivisa per il bene del movimento.
Un segnale che il mondo delle Gran Fondo non vuole la guerra: chiede soltanto di essere ascoltato.

Inbici Bike Hotel 500x210
Logo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *