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photo @ Future / James Shrubsall

Controversia Legale tra SRAM e UCI sulle Limitazioni dei Rapporti


L’UCI ha espresso sorpresa riguardo alla recente decisione dell’Autorità Belga per la Concorrenza che ha sospeso il protocollo di test sui rapporti massimi delle biciclette da corsa.

La decisione dell’Autorità Belga per la Concorrenza

L’Autorità Belga per la Concorrenza (BCA) ha emesso misure provvisorie che impediscono l’applicazione immediata del “Protocollo di Test sui Rapporti Massimi”, originariamente previsto per il Tour of Guangxi.

Questa decisione non solo blocca l’implementazione del protocollo nell’evento cinese programmato dal 14 al 19 ottobre, ma ne proibisce anche l’applicazione in future competizioni ciclistiche.

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Tuttavia, è importante notare che il caso più ampio riguardante le pratiche anti trust è ancora in corso, pertanto potrebbero esserci ulteriori sviluppi legali nei prossimi mesi.

La posizione di SRAM nella controversia

La causa legale è stata avviata da SRAM, produttore di componenti ciclistici, che ha contestato la regola dell’UCI durante un’udienza d’emergenza tenutasi a Bruxelles il 3 ottobre.

L’azienda americana ha sostenuto che le nuove restrizioni sui rapporti fossero fondamentalmente ingiuste per i corridori, i team e per la stessa SRAM, danneggiando l’innovazione nel settore.

SRAM è stata fondata quasi 40 anni fa sulla semplice convinzione che l’innovazione guidi il progresso”, ha dichiarato il CEO Ken Lousberg in un comunicato ufficiale.

I procedimenti formali antitrust sono iniziati il 17 settembre, con nove squadre ciclistiche professionistiche che si sono unite volontariamente al caso per opporsi alle restrizioni proposte dall’UCI.

Dubbi sull’efficacia per la sicurezza dei corridori

La regola dell’UCI, che intendeva limitare le opzioni di rapporti utilizzabili dai corridori nelle competizioni, ha suscitato numerose critiche all’interno della comunità ciclistica professionistica.

Molti corridori hanno espresso preoccupazioni, sostenendo che il cambiamento non avrebbe effettivamente migliorato la sicurezza come affermato dall’organo di governo internazionale.

Questa controversia si aggiunge ad altre regole discusse recentemente introdotte dall’UCI, che hanno generato dibattiti accesi nel mondo del ciclismo professionistico.

La risposta dell’UCI alla decisione legale

In risposta alla decisione della BCA, l’UCI ha espresso sorpresa per l’intervento di un’autorità per la concorrenza su quella che ha descritto come una questione finalizzata a proteggere la sicurezza dei corridori.

“L’ambito del test era limitato all’analisi degli effetti che la limitazione dei rapporti potrebbe avere sulla velocità dei corridori e quindi sulla sicurezza”, ha dichiarato l’UCI in un comunicato ufficiale.

L’organo di governo ha inoltre sottolineato l’incongruenza della situazione, considerando che “la decisione è stata emessa da un’autorità belga in risposta a un reclamo di un’azienda statunitense contro un’associazione sportiva svizzera”.

Prossimi passi nella controversia

L’UCI ha dichiarato che “deplora profondamente che la sicurezza dei corridori non sembri essere un obiettivo condiviso con coloro che hanno contestato l’implementazione del Protocollo di Test sui Rapporti Massimi”.

Nonostante questo contraccolpo legale, l’organo di governo ha affermato che continuerà ad agire nell’interesse dei corridori, del gruppo e degli spettatori del ciclismo professionistico.

L’UCI ha inoltre annunciato che presenterà ricorso contro la decisione della BCA e ha suggerito che potrebbero essere apportate modifiche al protocollo di test.

Queste modifiche potrebbero consentire l’eventuale implementazione del protocollo in linea con gli interessi delle parti interessate del ciclismo professionistico su strada.

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