Ogni edizione della Granfondo Internazionale La Fausto Coppi ricuce sport, paesaggio e comunità: migliaia di ciclisti provenienti da decine di Paesi che affrontano le salite attorno a Cuneo — Fauniera, Sampeyre, Mortè — e ritrovano, al termine, il senso di una fatica condivisa. A rendere possibile l’appuntamento è un lavoro che si vede poco, ma tocca ogni singolo dettaglio della manifestazione. L’uomo che guida e coordina questa macchina complessa è Davide Lauro, presidente dell’ASD Fausto Coppi On The Road. Lauro definisce la corsa «un viaggio», non soltanto una prova contro il tempo. La sua impostazione manageriale coniuga rigore organizzativo e cura narrativa: il tracciato non è scelto solo per la difficoltà, ma per la capacità di raccontare il territorio. «Vogliamo che ogni partecipante scopra le valli cuneesi», dice, «e porti con sé il ricordo di un’esperienza autentica». È questa tensione tra performance e racconto locale che distingue la Fausto Coppi dalle granfondo più anonime. La parola che ricorre più spesso quando si parla dell’organizzazione è sicurezza. Coordinare servizi sanitari, presidio delle forze dell’ordine e rete di volontari significa anticipare problemi e gestire l’imprevisto. La scelta — sofferta ma convinta — di non correre l’edizione 2022 quando il manto stradale non garantiva gli standard richiesti è emblematica del metodo: qualità e tutela dei partecipanti prevalgono sulla semplice prosecuzione dell’evento. Sotto la guida di Lauro la manifestazione ha guadagnato un profilo internazionale: iscritti da più continenti, gemellaggi e iniziative con paesi ospiti. «Il ciclismo è una lingua universale», osserva, ricordando il legame con le comunità piemontesi in Sud America e le collaborazioni che hanno ampliato la platea della granfondo. Per Lauro la gara è anche un dispositivo di sviluppo locale: promozione turistica, interventi di manutenzione stradale e progetti come “Salviamo le Strade di Montagna” sono parte integrante del format. Sull’onda della responsabilità sociale, l’organizzazione ha introdotto misure per ridurre l’impatto ambientale e iniziative di solidarietà — tra cui una porzione delle iscrizioni devoluta a progetti sul territorio — trasformando la gara in un’occasione di ritorno per la comunità ospitante. Nessuna manifestazione di questo livello sarebbe possibile senza una rete di persone: amministrazioni locali, sponsor, decine di associazioni e centinaia di volontari. Lauro sottolinea spesso la dimensione collettiva del successo: «La mia è la responsabilità, la loro è l’energia». Sono queste persone che, anno dopo anno, rendono credibile la promessa di sicurezza e qualità rivolta ai partecipanti. Il progetto di Lauro per la Fausto Coppi è di crescita sostenibile: ampliare la reputazione internazionale senza rinunciare all’identità locale, investire in sicurezza e tecnologie, coinvolgere più giovani e famiglie. La strada indicata è chiara: innovare restando fedeli al carattere della corsa, trasformando la manifestazione in un appuntamento che valorizza la comunità e il paesaggio. «La Fausto Coppi è un sogno collettivo che, ogni anno, pedala un po’ più lontano.» — Davide LauroLa filosofia: oltre il cronometro
Sicurezza e responsabilità
Un’idea internazionale
Territorio, sostenibilità, solidarietà
La squadra dietro il successo
Sguardo al futuro
A cura della redazione di Inbici News24
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