Come riportato precedentemente da cyclingweekly.com:
Un finale di Giro ricco di tensione e tattiche
La penultima tappa del Giro d’Italia ha regalato uno spettacolo intenso e ricco di emozioni, con Simon Yates che ha messo in scena una fuga memorabile, proprio sulla salita dove nel 2018 gli era sfuggito il titolo. Questo momento di grande ciclismo è stato arricchito da un confronto tattico tra Isaac del Toro e Richard Carapaz, protagonisti di una singolare situazione di attesa reciproca.
In un lungo tratto della gara, Del Toro e Carapaz hanno incarnato l’essenza del ciclismo competitivo, con entrambi che sembravano aspettare che fosse l’altro a inseguire. Questo atteggiamento, descritto da Michael Hutchinson come “qualcun altro dovrebbe farlo”, rappresenta un elemento fondamentale della strategia di gara e della psicologia del gruppo.
Michael Hutchinson e la filosofia del ciclismo
Michael Hutchinson, ex campione britannico e irlandese specializzato nelle cronometro, nonché autore e coach, riflette su questa dinamica come parte integrante dello sport. Racconta di come, nelle sue prime gare su strada, i team fossero piccoli e poco coesi, e nessuno pedalasse per gli altri. Ognuno attaccava per sé e la vittoria spettava a chi riusciva a restare davanti fino al traguardo. Questa mentalità di attesa e calcolo reciproco è alla base di molte situazioni di gara.
Hutchinson sottolinea come questo comportamento non sia limitato alle gare ma si estenda anche alla vita quotidiana dei ciclisti. Ad esempio, in una recente uscita invernale, lui e un amico hanno assistito a una pessima riparazione di una foratura da parte di un conoscente, ma entrambi hanno preferito non intervenire, aspettandosi che fosse l’altro ad aiutare. Questa situazione di “stallo” è comune anche ai momenti di socialità, come il classico momento del caffè, dove spesso nessuno vuole essere il primo a offrire.
Il mantra “qualcun altro dovrebbe farlo” nel ciclismo
Questo mantra riflette non solo la tattica in corsa ma anche la natura umana nel contesto del ciclismo. Hutchinson evidenzia come nelle società e nei club ciclistici sia frequente vedere una riluttanza a prendersi responsabilità organizzative, come gestire una gara o organizzare un’uscita per principianti. Tutti pensano che qualcun altro abbia più tempo, energia o capacità per occuparsene, creando così un circolo vizioso di attese e rinvii.
Nel caso di Del Toro e Carapaz, questo atteggiamento tattico ha significato che, pur rischiando di perdere il Giro, sono rimasti a guardarsi, incarnando lo spirito autentico del ciclismo: non sempre è chi lotta più duramente a vincere, ma spesso chi sa aspettare e sfruttare il momento giusto.
Le celebrazioni: arte e rischio
Hutchinson offre anche consigli preziosi su come celebrare una vittoria in bici senza cadere in errori imbarazzanti. Prima di tutto, bisogna essere assolutamente sicuri di aver vinto; festeggiare troppo presto è un errore comune e divertente per gli spettatori. Inoltre, evitare di cadere durante la celebrazione è fondamentale per non trasformarsi in una leggenda per i motivi sbagliati.
Infine, il gesto della vittoria deve apparire naturale e misurato: braccia sollevate in modo simmetrico, niente gesti strani o mimiche incomprensibili, e attenzione a non sembrare troppo affaticati o goffi. Il messaggio deve essere di superiorità elegante e non di stanchezza estrema.
Aneddoti di rivalità e spirito competitivo
Una storia raccontata da Hutchinson riguarda una ciclista che, per non essere superata da un’amica in possesso di una e-bike, ha sabotato la ricarica della batteria prima di una uscita. Questo episodio, seppur comico, mostra come la competizione sia radicata profondamente nella cultura ciclistica, non solo nelle gare ma anche nelle uscite tra amici.
Conclusioni: il ciclismo come gioco di attese e strategie
Il duello tra Del Toro e Carapaz al Giro è stato più di una semplice battaglia sportiva: è stato un esempio perfetto di come il ciclismo sia fatto di attese, strategie e psicologia. La loro scelta di non inseguirsi a vicenda, pur rischiando il risultato, è una rappresentazione autentica di questo sport, dove spesso “qualcun altro dovrebbe farlo” diventa la regola non scritta del gruppo.
Questa filosofia, unita alle dinamiche di squadra e alle rivalità personali, rende il ciclismo uno sport unico, capace di emozionare e sorprendere anche nei momenti più inaspettati.

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