Tadej Pogacar ha prevalso in un’edizione bagnata, fredda e scivolosa della Fleche Wallonne nel 2025. Il campione del mondo ha dominato l’ultima scalata del Mur de Huy per conquistare la vittoria con stile, precedendo Kevin Vauquelin e Tom Pidcock.
In condizioni meteorologiche disgustose, quasi ogni corridore del gruppo indossava la giacca impermeabile per proteggersi dal freddo e dall’umidità. Negli ultimi 85 km, tuttavia, otto corridori riuscivano a mantenersi al caldo grazie a una fuga. Questi erano: Simon Guglielmi (Arkéa – B&B Hotels), Robert Stannard (Bahrain – Victorious), Andreas Leknessund e Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility), Tobias Foss e Artem Shmidt (Ineos Grenadiers), Ceriel Desal (Wagner Bazin WB) e il locale Tom Paquot (Intermarché – Wanty).
Lo scorso anno, Stephen Williams dell’Israel – Premier Tech aveva vinto in un’edizione altrettanto bagnata. Prima che il gruppo raggiungesse il Mur de Huy per la prima volta, però, il gallese era già in difficoltà nella parte posteriore del gruppo con 80 km da percorrere. A 50 km dalla fine, la fuga, ora ridotta a soli sei corridori, aveva visto il proprio vantaggio ridotto a soli 50 secondi su un gruppo guidato dalla Soudal – Quick-Step, che stava decisamente aumentando il ritmo.
Con Madre Natura che influenzava ancora una volta le Ardenne, le strade erano bagnate e apparentemente incredibilmente scivolose. A circa 40 km dalla fine, uno dei favoriti pre-gara, Mattias Skjelmose, è stato coinvolto in una caduta nella parte anteriore del gruppo, con il danese che sembrava essere uno di quelli più colpiti, visibilmente in dolore.
Nel frattempo, al comando della corsa, solo il trio norvegese di Foss, Dversnes e Leknessund rimaneva in fuga a 30 km dalla fine. Dopo aver oscillato tra i 10 e i 15 secondi per chilometro, il trio veniva infine raggiunto dal gruppo a 7 km dalla fine. Quasi immediatamente dopo il recupero, l’UAE Team Emirates – XRG aumentava la velocità a un ritmo infernale.
Nella discesa prima del finale al Mur de Huy, sia Remco Evenepoel che Tadej Pogacar si portavano in testa, lanciando attacchi per mettere alla prova i loro rivali. Quando iniziava il Mur de Huy, però, le cose erano ancora relativamente compatte. Il primo a muoversi sulla salita verso il traguardo era Ben Healy, ma Pogacar era subito sulla sua ruota e lo superava, lasciando tutti nella sua scia.
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