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Ivan Basso: Dalla Gloria al Riscatto nel Giro d’Italia


Come indicato da cyclinguptodate.com:

la carriera di Ivan Basso è una delle più affascinanti del XXI secolo. Vincitore del Giro d’Italia nel 2006 e nel 2010, ha anche conquistato la classifica giovani al Tour de France del 2004. Tuttavia, la sua reputazione è stata compromessa dall’infamante scandalo di doping Operación Puerto nel 2006, che ha segnato un punto di svolta nella sua vita e carriera.

La storia di Basso è caratterizzata da una resilienza straordinaria. Dopo aver scontato la sua sospensione, ha fatto un incredibile ritorno, dimostrando che la sua passione per il ciclismo non era stata scalfita dalle avversità. La vittoria nel Giro del 2010 ha rappresentato non solo un trionfo sportivo, ma anche una forma di redenzione personale. Da quel momento, ha deciso di dedicarsi a ricostruire il ciclismo italiano, che negli ultimi anni aveva attraversato un periodo difficile.

Per raggiungere questo obiettivo, Basso ha fondato il Team Polti VisitMalta, una squadra professionistica con l’intento di rivitalizzare la scena ciclistica del paese e di supportare i giovani talenti. La sua visione è chiara: creare un ambiente in cui i ciclisti possano crescere e prosperare, lontano dalle tentazioni e dalle pressioni che aveva affrontato nella sua carriera.

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In un’intervista con il Corriere della Sera, Basso ha condiviso la sua storia personale, rivelando come il ciclismo fosse diventato una fuga dalla sua infanzia complicata. “Ero un figlio unico in una famiglia difficile. I miei genitori, Nives e Franco, gestivano una macelleria e spesso confondevano vita e lavoro, litigando costantemente”, ha raccontato. Le urla e le tensioni in casa lo hanno spinto a cercare conforto nella bicicletta, la sua vera salvezza.

“La mia prima corsa a sette anni è stata una vittoria, e ho capito che pedalare era il mio destino”, ha detto Basso, sottolineando come le sue prime esperienze sulle due ruote abbiano avuto un impatto profondo sulla sua vita. “Dopo la tricycle, ho iniziato a correre con la bici da corsa. Ho vinto fin da subito, e questo ha portato gioia ai miei genitori, che smettevano di litigare quando venivano a vedermi gareggiare.”

La passione per il ciclismo è emersa presto, ispirato da leggende come Francesco Moser. Basso ha affrontato le salite più impegnative fin da giovane. “A otto anni ho imitatо Moser, e a undici ho scalato l’Aprica”, ha ricordato. La sua dedizione lo ha portato a dominare le gare giovanili, anche se una foratura gli ha negato il titolo mondiale. “Ho vinto molto, quasi tutto: ho perso un titolo mondiale tra i junior a causa di una foratura, ma ho vinto il titolo dilettantistico arrivando solo al traguardo.”

Nel 2006, la sua carriera ha subito una svolta drammatica con l’implicazione nell’Operación Puerto. “Avevo due sacche di sangue pronte per una trasfusione”, ha spiegato. Nonostante la sua ambizione, ha riconosciuto i suoi errori e ha espresso vergogna per le sue azioni. “Sapevo cosa stavo facendo, ma non volevo accettarlo. Pensavo di avere ragione.”

La situazione è diventata ancora più complessa quando, nel 2015, mentre correva per Alberto Contador, Basso è stato diagnosticato con un tumore testicolare. “Senza quell’incidente, avrei potuto scoprirlo troppo tardi”, ha riflettuto. Questo evento lo ha portato a riconsiderare la sua vita e il suo passato, compreso il supporto che ha ricevuto da Lance Armstrong.

“Lance per me è l’uomo che, avendo superato un tumore, ha inviato un medico in Italia a sue spese per cercare di curare mia madre”, ha dichiarato. Anche se Armstrong è stato coinvolto in uno dei più grandi scandali di doping nella storia del ciclismo, Basso ha scelto di concentrarsi sui gesti positivi e sul supporto ricevuto in un momento difficile.

Oggi, Basso osserva con orgoglio suo figlio Santiago, che ha intrapreso la carriera ciclistica professionistica. “Non lo alleno, lui farà il suo percorso”, ha dichiarato. Micaela e io siamo felici che lavori in un mondo più etico rispetto a quello in cui ho vissuto”, ha concluso, evidenziando la sua speranza che il futuro del ciclismo possa essere libero dalle tentazioni del passato.

La storia di Ivan Basso è una testimonianza di resilienza, passione e redenzione. La sua capacità di superare le avversità e di dedicarsi al bene del ciclismo italiano è un esempio per molti. Con il Team Polti VisitMalta, Basso continua a ispirare le nuove generazioni di ciclisti, dimostrando che è possibile ricostruire e rinascere dopo le difficoltà.

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