Come precedentemente menzionato da cyclinguptodate.com:
Jerôme Pineau, ex-ciclista professionista e team manager, ha lanciato un attacco veemente contro Bjarne Riis, vincitore del Tour de France nel 1996, dopo che Riis ha ribadito la sua ammissione di doping, dichiarando di non provare rimorso. Durante un’intervista su Les Grandes Gueules du Sport, Pineau ha accusato Riis di voler riscrivere il proprio passato, cercando di trascinare un’intera generazione di ciclisti nella stessa categoria di colpevolezza.
Riis, ora 61enne, ha riacceso il dibattito sui momenti più bui del ciclismo affermando: “Ero completamente dopato. Sapevo esattamente cosa stavo facendo. Non ho rimpianti, perché era parte di quel periodo e di un sistema che tutti noi accettavamo in silenzio”. Sebbene Riis avesse già riconosciuto il suo doping nel 2007, è stata la sua mancanza di contrizione a infuriare Pineau, che ha sottolineato come Riis non possa sapere se altri ciclisti, come Gilles Delion, abbiano gareggiato puliti.
Pineau ha descritto le dichiarazioni di Riis come una vergogna, affermando che persone come lui dovrebbero essere censurate. Ha criticato anche il fatto che il ciclismo continui a dare spazio a figure dell’era EPO che non mostrano rimorso o negano il loro coinvolgimento. “Ci sono due categorie di persone che devono essere messe a tacere: quelle che non hanno rimpianti e quelle che dicono ‘non io’, mentre tutti sanno che hanno barato”, ha dichiarato Pineau, esprimendo il suo disgusto per questi atteggiamenti.
Pineau ha anche riflettuto sulla sua esperienza con Riis, descrivendolo come arrogante e potente, evidenziando come la sua reputazione in Danimarca sia così compromessa da non essere stato invitato all’inizio del Tour de France del 2022. Riis, soprannominato “Mr 60%” per i suoi livelli ematici sospettosamente alti, rimane una figura polarizzante. Pineau ha sottolineato come il cambiamento radicale nelle prestazioni di Riis, avvenuto dopo il suo passaggio alla Telekom, fosse legato al doping.
In conclusione, Pineau ha affermato che la carriera di Riis è inseparabile dalla manipolazione del sangue, evidenziando che ci sono stati molti ciclisti con livelli ematici simili che avrebbero potuto tenere conferenze. Le dure parole di Pineau evidenziano quanto siano ancora fresche le ferite dell’era EPO, quasi tre decenni dopo che Riis ha indossato la Maglia Gialla a Parigi.

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