Come menzionato in precedenza da cyclinguptodate.com:
Il dibattito su Jonas Vingegaard e la sua posizione nel ciclismo continua a generare reazioni forti, in particolare nel suo paese d’origine, dopo il Tour de France 2025. Brian Nygaard, esperto danese, ha affermato che Vingegaard, non riuscendo a superare Tadej Pogacar, è diventato una figura secondaria nella cosiddetta “era Pogacar”.
Nygaard ha dichiarato nel podcast The Cycling Podcast che se Vingegaard non può competere con Pogacar, allora è giusto considerarlo un “secondario”. Tuttavia, la risposta del mondo del ciclismo non si è fatta attendere, con Brian Holm, ex professionista e commentatore, che ha criticato duramente queste affermazioni durante il podcast Café Eddy.
Holm ha definito le parole di Nygaard “disprezzabili” e ha sottolineato che Vingegaard ha mostrato resilienza, specialmente nella settimana finale del Tour, dove Pogacar non è riuscito a distanziarlo. “Nell’ultima settimana, Pogacar non è riuscito a scrollarselo di dosso. Suggerire che Vingegaard stia giocando il secondo violino è pura follia,” ha affermato Holm.
La critica di Holm ha riacceso una polemica personale con Nygaard, che ha risposto su X (ex Twitter) sostenendo che Holm non ha legittimità per giudicare, dato che non ha mai corso. Nygaard ha anche paragonato Holm a Jan Grarup, un fotoreporter recentemente screditato, scatenando ulteriori polemiche.
Questa disputa solleva interrogativi più ampi su cosa definisca la grandezza nel ciclismo: è la dominanza sui rivali, il numero di Tour vinti o la qualità della concorrenza? Holm crede che non ci sia bisogno di scegliere tra i due ciclisti, affermando che sia Pogacar che Vingegaard sono talenti generazionali, il cui successo è amplificato dalla presenza dell’altro.

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