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LA LUCE FA RISPLENDERE LE DOLOMITI


“La luce è ciò che portiamo dentro, anche quando il mondo vacilla. Una luce intesa come augurio, che ci possa accompagnare non solo sulle strade che si arrampicano sui passi, ma anche dentro di noi, là dove si accendono le idee, le emozioni, le utopie. Ecco questo potrebbe essere il nostro Vangelo della Montagna, quello che possiamo scrivere illuminati dal respiro e la fatica”. Le parole di Michil Costa sono il miglior augurio per i quasi ottomila ciclisti che si apprestano a vivere questa 38° edizione dedicata alla Luce, LÜM in ladino.

E sono proprio le prime luci dell’alba ad accogliere i ciclisti nelle griglie di partenza, che si riempiono velocemente. L’incertezza delle previsioni meteorologiche aveva reso la vigilia ricca di ansia, ma per il momento si può godere dello spettacolo delle rocce dolomitiche che si accendono, mostrando il loro consueto spettacolo. È meraviglioso essere qui. Si cerca la concentrazione negli attimi prima del via, che esplode fragoroso con un serpentone che si lancia verso il Passo Campolongo. Il percorso non permette respiro, essendo un susseguirsi incessante di passi da scalare. Ognuno cerca il suo ritmo, ognuno ha la sua motivazione.

La mia strada si incrocia con quella del padovano Massimiliano, con cui scalo il Passo Pordoi ammirando la meraviglia dello scenario che ci circonda. La luce però ha anche momenti di ombra: in un delicato passaggio nella veloce discesa del Passo Sella vedo alcuni ragazzi caduti a terra. Aumento il mio livello di prudenza e di concentrazione. Nuvole minacciose incombono sul Sassolungo e le altre vette che incorniciano il Passo Gardena. La temperatura si abbassa, sento anche qualche brivido nella discesa successiva. Il tripudio di folla al passaggio da Corvara mi ricarica, ma poi la fatica prende il sopravvento e sprofondo nella grotta buia della mia spossatezza, fatta di crampi e mal di testa. Ma anche le stanze buie hanno le loro crepe e dalle crepe passa la luce, che torna a illuminarmi dentro.

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La trovo nel sorriso dell’amico Daniele che mi raggiunge con entusiasmo e insieme svoltiamo decisi verso il percorso lungo. La trovo nei colori della divisa totalmente rosa dell’amico Alessandro che aggredisce il durissimo Passo Giau come se fosse un cavalcavia e sparisce alla mia vista. Ritrovo fiducia e la concentrazione necessaria: bisogna alimentarsi continuamente per tenere piene le riserve di energia. Un’ultima sosta al ristoro, inondati dalla gentilezza dei tanti volontari che nutrono il successo di questo evento, e attacco con pazienza la salita verso il Passo Falzarego. L’ultimo sforzo per scollinare il Passo Valparola è scandito dal tifo appassionato dello Swatt Club che ti tira su nonostante i crampi. È quasi fatta: restano solo la discesa, resa complicata dalla strada bagnata, e la coltellata del Mur del Giät, dove la rumorosa fan zone non ti fa sentire le pendenze micidiali. Il rettilineo finale è poco lontano. Rallento all’ultima curva, questo arrivo merita di essere vissuto fino all’ultima emozione.

Purtroppo, poco dopo il cielo si chiude e scarica sui tanti ciclisti ancora sul percorso un violento nubifragio, che renderà epica la loro avventura. Tra questi il senese Giulio che, alla sua prima partecipazione riceve il battesimo di fuoco. Ma non ci sono ombre sui volti dei bagnati finisher: sui loro volti risplende la luce della soddisfazione di avercela fatta, contro la fatica e gli elementi della natura. La Maratona dles Dolomites è una luce che dura più della corsa e che ci porteremo dentro.

E mentre ritorniamo nei nostri hotel, felici e ristorati dal ricco pasta-party del palaghiaccio, la fatica si trasforma in nostalgia per quanto appena vissuto e il pensiero vola alla prossima edizione. Sarà dedicata alla Pace, Pesc in ladino, un tema significativo decisivo per il futuro del mondo e dell’umanità. Una parola che non può essere vaga, un ipotetico ideale, ma che si deve fare, con la volontà di tutti, sempre più concreta. Per questo proveremo a essere all’altezza di questo compito. “Solo chi ha la Luce dentro può generare Pace…”

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