Come evidenziato da Eurosport.it:
Louis Kitzki, giovane ciclista tedesco di 21 anni, ha deciso di abbandonare il ciclismo professionistico dopo la tragica morte di Samuele Privitera. Questa decisione è stata influenzata dalla crescente preoccupazione per la propria sicurezza e dal timore di affrontare gare sempre più pericolose.
Il corridore dell’Alpecin Deceuninck ha condiviso i suoi pensieri in un lungo messaggio, evidenziando come la morte di Privitera, avvenuta al Giro della Valle d’Aosta, abbia avuto un forte impatto su di lui. Kitzki aveva già vissuto esperienze traumatiche, come la scomparsa di André Drege al Giro d’Austria nel 2024, che lo avevano portato a riflettere sulla sua carriera.
Il mercato del ciclismo è aperto dal 1° agosto, con importanti passaggi e ritiri. Recentemente, anche Majka ha annunciato il suo ritiro, ma la notizia di Kitzki ha colpito particolarmente il mondo del ciclismo. Il giovane tedesco aveva partecipato a diverse gare élite, tra cui il Grand Prix la Marseillaise e l’Étoile de Bessèges, ma non è riuscito a ripartire dopo la seconda tappa del Giro della Valle d’Aosta.
Nel suo post, Kitzki ha espresso il dispiacere per non aver potuto soddisfare le aspettative come ciclista professionista, ma ha confermato che smettere è stata la scelta giusta. Ha ringraziato il suo team e il suo allenatore, Philipp Walsleben, per l’opportunità di apprendere e migliorare, anche se non ha potuto dimostrare il suo valore in gara.
Le parole di Kitzki mettono in luce i rischi e le difficoltà che affrontano i ciclisti, sia professionisti che amatori. Negli ultimi anni, ci sono stati diversi incidenti tragici, come la morte di Gino Mäder al Giro di Svizzera nel 2023. È fondamentale che il settore del ciclismo prenda coscienza di queste problematiche e lavori per garantire la sicurezza dei suoi atleti.

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