Il Mondiale di Ciclismo disputato a Kigali è stato caratterizzato da un tasso di abbandono dell’81%, confermandosi come uno dei più impegnativi nella storia di questo sport.
Un Percorso Estremamente Selettivo
Prima della competizione, Alejandro Valverde, selezionatore spagnolo, aveva previsto che meno di 30 corridori avrebbero completato la gara, considerando i 5.400 metri di dislivello.
La sua previsione si è rivelata sorprendentemente accurata, poiché esattamente 30 ciclisti hanno tagliato il traguardo di Kigali, nonostante i 165 partecipanti iniziali.
Pertanto, solo il 18,8% degli iscritti è riuscito a completare i 267 km del tracciato ruandese, che includeva ben 16 giri con numerose salite.
Pubblico Record e Prestazioni Notevoli
Secondo i dati forniti dall’UCI, circa un milione di spettatori hanno affollato le strade della capitale ruandese, creando un’atmosfera elettrizzante nonostante le condizioni climatiche estreme.
La Spagna, che aveva schierato otto corridori alla partenza, ha concluso con soli due rappresentanti: Ayuso e Canal.
Questo Mondiale si è trasformato in una vera prova di sopravvivenza, dove anche i migliori hanno affrontato difficoltà considerevoli.
Le Difficoltà dei Campioni
Remco Evenepoel, vincitore della cronometro mondiale una settimana prima, ha vissuto una giornata particolarmente complessa durante la competizione.
Il corridore belga è stato costretto a fermarsi per necessità fisiologiche e ha dovuto cambiare bicicletta due volte durante la corsa.
In un’occasione, visibilmente frustrato, ha persino sferrato un pugno nell’aria, ricordando il suo passato nel calcio giovanile.
“Ho avuto sfortuna nei momenti peggiori”, ha dichiarato il campione belga dopo la gara, evidentemente deluso per non aver conquistato il doppio titolo.
Inoltre, ha spiegato come un problema al sellino, causato da una buca, gli abbia provocato crampi che hanno compromesso la sua prestazione.
Nonostante le difficoltà incontrate, questo Mondiale rimarrà nella storia come uno dei più selettivi mai disputati.

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