Il Team UAE preferisce che Tadej Pogačar non utilizzi Strava durante gli allenamenti intensi, per evitare problemi legati alla privacy e alla sicurezza del campione sloveno.
Il primo motivo riguarda i fan ossessivi che, seguendo i dati GPS pubblicati, possono pedinare Pogačar durante le sue uscite, creando situazioni di disturbo e potenziali pericoli.
Per questo motivo, durante i periodi di allenamento più importanti, i dati GPS delle uscite di Pogačar vengono resi privati o non pubblicati, per evitare la presenza di “GPS groupies”.
Il secondo motivo è la sicurezza: incidenti e stalking sono rischi reali per i ciclisti professionisti, e pubblicare dati precisi può esporre Pogačar a pericoli evitabili durante le sessioni di allenamento.
La posizione di partenza e gli orari fissi delle uscite possono essere facilmente individuati, rendendo vulnerabile il ciclista a eventuali sabotaggi o intrusioni indesiderate.
Il terzo motivo riguarda la protezione dei segreti tecnici e tattici: i dati di allenamento avanzati come potenza, frequenza cardiaca e durata possono essere utilizzati dagli avversari per analizzare e replicare la preparazione di Pogačar.
Per questo motivo, il team limita la condivisione di allenamenti intensi e a volte carica dati ingannevoli per confondere eventuali osservatori e mantenere il vantaggio competitivo.
Quarto aspetto è la lotta contro i falsi record su Strava, dove l’ossessione per i King of the Mountain (KM) porta a gare digitali poco realistiche, con utenti che utilizzano e-bike o dati alterati per superare Pogačar.
Il team discute persino di disabilitare la funzione KM per evitare queste situazioni, mantenendo però un equilibrio tra visibilità e protezione dei dati reali.
Infine, la personalità schietta e onesta di Pogačar rappresenta un problema di immagine per il team, poiché le sue descrizioni sincere degli allenamenti contrastano con l’immagine professionale e riservata che la squadra vuole trasmettere.
In conclusione, la gestione della presenza di Pogačar su Strava è un equilibrio delicato tra privacy, sicurezza, strategia e comunicazione, che il Team UAE affronta con rigore e ironia.

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