L’omaggio di una città al suo campione
Ad Abu Dhabi, tra le luci che si riflettono sulla baia e il silenzio armonioso dei percorsi ciclabili di Al Hudayriat, il ciclismo ha celebrato uno dei suoi protagonisti assoluti. Nei giorni scorsi, Tadej Pogačar, volto simbolo della UAE Team Emirates, è stato omaggiato con una statua d’oro che lo ritrae nel suo iconico inchino: un gesto teatrale e gentile, già entrato nell’immaginario collettivo, con cui ha segnato alcuni dei momenti più intensi della stagione ciclistica mondiale.
La statua è stata inaugurata presso l’Abu Dhabi Cycling Club, cuore pulsante del nuovo distretto sportivo dell’isola di Al Hudayriat. Un luogo destinato a diventare riferimento internazionale grazie a impianti moderni, percorsi illuminati e al futuro velodromo che ospiterà i Mondiali su pista 2029. Un progetto che racconta la visione degli Emirati Arabi Uniti: promuovere il ciclismo non solo come competizione, ma come cultura, identità e stile di vita.
Una stagione da romanzo sportivo
Pogačar è arrivato ad Abu Dhabi al termine di una stagione che ha emozionato tifosi e addetti ai lavori. Dopo aver compiuto 27 anni, il corridore sloveno ha unito eleganza e determinazione in una serie di vittorie destinate a rimanere nella storia: Strade Bianche, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Tour de France, secondo Mondiale su strada e il quinto Giro di Lombardia consecutivo. Risultati che confermano una supremazia tecnica e mentale rara, capace di riportare il ciclismo in una dimensione epica.
Parallelamente, la UAE Team Emirates guidata da Mauro Gianetti ha chiuso la stagione come miglior squadra al mondo per il terzo anno consecutivo, raggiungendo quota 95 vittorie e oltre cento podi. Un primato costruito giorno dopo giorno, negli allenamenti, nelle strategie di gara e nella capacità di valorizzare ogni corridore del roster.
L’inchino che parla al cuore del ciclismo
L’inchino, gesto scolpito ora nel metallo prezioso della statua, richiama due istanti precisi: l’arrivo trionfale a Bassano del Grappa durante il Giro e la tappa simbolica al Tour. È un segno che racconta rispetto per la strada, gratitudine verso gli avversari e consapevolezza di essere parte della grande tradizione che unisce Coppi, Merckx, Bartali e le leggende contemporanee.
L’opera non è soltanto un tributo al singolo atleta, ma un messaggio di continuità e futuro. Negli Emirati, il ciclismo sta diventando movimento popolare: oltre mille ciclisti hanno partecipato alla pedalata celebrativa insieme al team maschile e alla formazione femminile UAE-ADQ, guidata da Elisa Longo Borghini, vincitrice del Giro Women per il secondo anno consecutivo.
Un campione che sa parlare al suo tempo
Pogačar, con la sua naturalezza e il suo modo leggero di affrontare la vittoria, incarna una forma nuova di leadership sportiva: giovane, elegante, accessibile. La stagione si chiude con una statua che non celebra semplicemente chi vince, ma chi riesce a unire tecnica, cuore e immaginario collettivo. E mentre l’inverno scorre breve, resta una domanda inevitabile: quale nuova pagina scriverà il campione sloveno nella prossima stagione?
A cura della redazione di Inbici News24
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