Come riportato da wielerrevue.nl:
Il campione americano Quinn Simmons esprime preoccupazioni riguardo alla mancanza di personalità distintive nel mondo del ciclismo professionale, sottolineando quindi l’importanza del fattore X nel nostro sport.
L’Importanza della Personalità nel Ciclismo
Durante un’intervista nell’Alpecin Barbershop, iniziativa itinerante di WielerFlits che offre tagli di capelli ai corridori, Simmons ha condiviso le sue riflessioni sulla personalità nel ciclismo.
Il corridore del Team Lidl Trek considera fondamentale avere un’identità distintiva nel gruppo, poiché lo sport è anche spettacolo e i ciclisti ne sono i protagonisti.
Simmons cita Peter Sagan come esempio perfetto, affermando inoltre che “è la ragione per cui ho voluto diventare ciclista, non solo per le prestazioni ma anche per il carisma.”
Secondo l’americano, molti ciclisti sembrano concentrarsi esclusivamente sull’essere professionisti perfetti, mentre sarebbe possibile trovare un equilibrio tra prestazioni e personalità.
La Mancanza di Autenticità nelle Comunicazioni
Il campione americano critica la prevedibilità delle conferenze stampa del Tour de France, dove campioni come Pogacar e Vingegaard raramente si lanciano sfide verbali.
“Nove volte su dieci rispondono che hanno potuto ottenere buoni risultati grazie al lavoro della squadra, pertanto le loro dichiarazioni sono spesso poco significative”, osserva Simmons.
Il corridore ritiene che il ciclismo dovrebbe sviluppare personalità più forti, simili a quelle presenti in Formula 1, per aumentare l’attrattiva dello sport.
L’Occasione Mancata di Netflix
Simmons esprime rammarico per il mancato successo della serie Netflix sul Tour de France, che avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per far crescere il ciclismo negli Stati Uniti.
“Credo che non siano riusciti a dare una buona immagine della corsa, nonostante avrebbero potuto intrattenere meglio gli spettatori”, afferma dopo aver visto le prime sei puntate.
Secondo l’americano, i produttori hanno cercato di replicare eccessivamente il formato di Drive to Survive della Formula 1, senza concentrarsi sulle peculiarità del ciclismo.
“Con una visione migliore, si sarebbe potuto creare una serie di successo, dunque è un’opportunità persa per il nostro sport”, conclude Simmons.
L’intervista completa con Quinn Simmons è disponibile nell’ultimo numero di RIDE Magazine, che presenta un ritratto approfondito del corridore americano e della sua personalità distintiva.

InBici Media Group Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali










