Come accennato in precedenza da primicias.ec:
Richard Carapaz ha deciso di non partecipare al Campionato Nazionale e inizierà la sua stagione 2025 all’Estrella de Bessèges, una corsa di cinque tappe in Francia.
Carapaz ha chiari obiettivi per questa stagione: competere per la classifica generale del Giro d’Italia e cercare tappe nel Tour de Francia. In un’intervista, riconosce di aver scelto il Giro perché ha più possibilità di lottare per il titolo. Esprime anche il desiderio di partecipare al Mondiale in Ruanda, ma critica la gestione della Federazione Ecuadoriana di Ciclismo, sperando che la nuova presidenza favorisca la crescita del sport.
Riflettendo sulla sua carriera, Carapaz ammette di essere nella fase finale e segnala la mancanza di un ricambio generazionale nel ciclismo ecuadoriano. “Non c’è un sostituto per ciclisti come Jefferson Cepeda o Jhonatan Narváez. Quando termineremo la nostra carriera, non ci sarà un altro ciclista nel World Tour,” afferma. Questa situazione generazionale è preoccupante, poiché non sono state sviluppate sufficienti categorie inferiori né competizioni nel paese.
Riguardo alle sue aspettative per il Giro, Carapaz commenta che la prima settimana sarà cruciale, evidenziando la difficoltà del percorso e l’importanza di essere nella sua migliore forma fin dall’inizio. “Bisogna essere al 100% dalla linea di partenza,” sottolinea.
Carapaz riflette anche sul suo lascito nel ciclismo ecuadoriano. “Non abbiamo una cultura ciclistica solida. La responsabilità non è solo dei ciclisti, ma di tutta la società ecuadoriana,” sostiene. Nonostante i suoi successi, è preoccupato per il futuro del ciclismo in Ecuador e la mancanza di opportunità per i nuovi talenti.
Per quanto riguarda la sua decisione di non correre il Campionato Nazionale, spiega che c’è stata una cattiva pianificazione da parte della Federazione. “È deludente come si stia gestendo,” dice. Menziona anche che l’anno scorso non ha potuto partecipare al Mondiale in Svizzera a causa della mancanza di budget e di un’organizzazione adeguata.
Con le elezioni imminenti nella Federazione Ecuadoriana di Ciclismo, Carapaz spera che la nuova amministrazione promuova la crescita dello sport. “Se non si crea una cultura ciclistica, tra qualche anno spariremo dalla mappa,” avverte. Inoltre, esprime il suo interesse a coinvolgersi nella dirigenza sportiva per aiutare a cambiare la situazione attuale.

InBici Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali











