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photo @SprintCyclingAgency

Tadej Pogačar, il ragazzo che pedala più veloce del tempo


Tadej Pogačar è il nome che oggi domina il ciclismo mondiale. Dalla Slovenia ai grandi giri, dalle salite alpine ai traguardi del mito, il fuoriclasse nato a Komenda nel 1998 continua a riscrivere la storia con una naturalezza che disarma. La sua ultima impresa, la vittoria al Giro di Lombardia 2025 — la quinta consecutiva — lo ha consacrato come uno dei più grandi di sempre, pochi giorni dopo il secondo titolo mondiale su strada.

C’è una curva, appena dopo il Passo di Ganda, dove l’autunno lombardo si veste di silenzio. È lì che Pogačar si alza sui pedali e scatta, lasciando dietro di sé tutto: rivali, rumore, persino il peso della storia. È un’immagine che resterà nei ricordi del ciclismo come una pennellata d’artista: potenza e grazia fuse nella stessa pedalata.

Le origini: il bambino di Komenda

Tutto comincia a Komenda, piccolo paese sloveno immerso tra colline e boschi. Nato il 21 settembre 1998, Tadej cresce in una famiglia appassionata di sport. Il fratello maggiore Tilen lo introduce al ciclismo e a nove anni si iscrive al club Rog Ljubljana. Sotto la guida dell’ex corridore Andrej Hauptman, impara presto la disciplina, la fatica e l’eleganza del gesto sportivo. Vince gare giovanili, ma ciò che colpisce di più è il suo sorriso: la leggerezza con cui affronta la competizione.

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Dalle prime corse al professionismo

Nel 2018 Pogačar vince il Tour de l’Avenir, la corsa riservata ai giovani talenti, e attira l’attenzione del ciclismo mondiale. L’anno seguente entra nella UAE Team Emirates, squadra che lo accoglie e lo accompagna in una crescita straordinaria. Con i colori della formazione emiratina, il giovane sloveno trova la libertà di esprimersi e l’ambiente ideale per migliorare ogni aspetto del suo talento.

L’ascesa irresistibile

Nel 2020, al debutto assoluto al Tour de France, Pogačar vince la corsa ribaltando tutto nell’ultima cronometro. L’anno successivo si ripete, dominando montagne e cronometro con la sicurezza dei campioni veri. Seguono trionfi nelle classiche monumento: Liegi–Bastogne–Liegi, Tour delle Fiandre, Strade Bianche e soprattutto il Giro di Lombardia, che diventa la sua corsa simbolo.

Nel 2024, Pogačar centra un’altra impresa: vince il Giro d’Italia dominando la classifica generale e quella degli scalatori. Pochi mesi dopo, indossa la maglia iridata a Zurigo, vincendo il Campionato del Mondo su strada. Nel 2025, in un’annata quasi perfetta, difende il titolo mondiale e aggiunge una nuova perla: il quinto successo consecutivo al Lombardia.

Il dominatore gentile

Pogačar incarna l’idea del campione moderno: talentuoso, tecnico, ma anche umano e sorridente. Non ha l’aria del divo, né l’arroganza del predestinato. È un ragazzo che corre per amore del ciclismo, per la curiosità di scoprire quanto lontano può arrivare. “Sento quando devo partire – dice – è la strada che me lo suggerisce.”

I numeri sono impressionanti: quattro Tour de France, un Giro d’Italia, due Campionati del Mondo, dieci classiche monumento, di cui cinque Giri di Lombardia consecutivi. Con queste cifre, Pogačar entra a pieno titolo tra i giganti del pedale accanto a Eddy Merckx e Fausto Coppi.

Il Lombardia 2025: la perfezione in bicicletta

Sabato 11 ottobre 2025, il Giro di Lombardia diventa la scena della sua ennesima impresa. Sulle rampe del Passo di Ganda, a 36 chilometri dal traguardo, Pogačar scatta. Nessuno riesce a seguirlo. In pochi minuti guadagna terreno, poi scompare oltre le curve, lasciando dietro di sé solo il rumore del tifo. Arriva solo, sollevando il dito al cielo. È la quinta volta consecutiva: un record assoluto nella storia moderna del ciclismo. La folla non esplode: si commuove. È come assistere a un atto d’arte pura.

Un simbolo per il futuro del ciclismo

Pogačar non è soltanto un vincente, ma un interprete del ciclismo come linguaggio universale. Pedala con istinto, corre con emozione. Rappresenta un ritorno al romanticismo dello sport, quello che unisce sofferenza, bellezza e libertà. Ogni sua impresa è un racconto che si scrive da solo, una storia che attraversa confini e generazioni.

Oggi, con la doppia maglia iridata sulle spalle e il Lombardia in bacheca, Tadej Pogačar guarda avanti. Non corre per difendere un trono, ma per inseguire ancora l’emozione pura di una strada che sale. E forse, un giorno, quando si parlerà dei più grandi di sempre, il suo nome sarà pronunciato accanto a quelli che hanno reso il ciclismo leggenda.

Tadej Pogačar, il ragazzo che pedala più veloce del tempo, continua a insegnare che la grandezza non è solo vincere, ma rendere ogni vittoria indimenticabile.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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