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photo @SprintCyclingAgency

Tour de France 2025: Ancora sospetti su Pogacar


Come precedentemente menzionato da sports.fr:

Tadej Pogacar, il talentuoso ciclista sloveno e leader della Team UAE Emirates, ha attirato l’attenzione durante la seconda tappa del Tour de France. Nonostante il percorso non fosse proprio a lui favorevole, Pogacar ha adottato un approccio più conservativo, limitandosi a seguire il gruppo e cedendo allo sprint finale contro Mathieu Van der Poel. Questo comportamento ha sollevato interrogativi tra gli esperti del settore.

Uno degli analisti più critici è Frédéric Portoleau, ingegnere specializzato in meccanica dei fluidi e wattaggio nel ciclismo. Portoleau ha espresso preoccupazioni riguardo alle prestazioni di Pogacar, evidenziando che è insolito per un ciclista mantenere livelli di forma così elevati per un periodo prolungato, da marzo a ottobre, o dominare un Grande Giro dal primo all’ultimo giorno. Secondo lui, i dati registrati durante il precedente Tour mostrano valori di potenza superiori rispetto al profilo abituale di Pogacar.

La questione è stata ulteriormente approfondita da Antoine Vayer, un altro esperto che collabora con Portoleau. Vayer ha sottolineato che le prestazioni di Pogacar durante le ascensioni sono talmente straordinarie da sembrare fisiologicamente impossibili. Record battuti e potenze sviluppate oltre i limiti umani hanno portato Vayer a suggerire che il doping potrebbe essere l’unica spiegazione plausibile. In particolare, ha evidenziato i miglioramenti di Pogacar nel 2024 rispetto agli anni precedenti, soprattutto su percorsi impegnativi come Plateau de Beille e Isola 2000.

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Portoleau, analizzando le possibilità di doping, ha escluso l’ipotesi di doping meccanico, considerandolo troppo rischioso e complesso da gestire. Secondo lui, sarebbe difficile nascondere l’attrezzatura necessaria, attivare un motore al momento giusto e garantire una sufficiente durata della batteria. Tuttavia, ha ipotizzato che, se ci fossero pratiche irregolari, queste potrebbero riguardare il doping sanguigno, una tecnica che permette di migliorare le prestazioni attraverso manipolazioni ematiche.

La questione del doping nel ciclismo non è nuova e ha spesso sollevato polemiche. Il confronto con leggende del passato, come Eddy Merckx, è inevitabile. Portoleau ha osservato che, ai tempi di Merckx, il livello di competizione era meno denso e i rivali meno numerosi, rendendo le sue prestazioni straordinarie più comprensibili. Oggi, con un livello generale che continua a crescere, è sempre più improbabile vedere un ciclista dominare in tutte le competizioni.

Nonostante le speculazioni, è importante sottolineare che non ci sono prove concrete contro Pogacar. Il ciclista sloveno continua a essere una figura di spicco nel mondo del ciclismo, e le sue prestazioni sono ammirate da fan e esperti.

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4 Commenti

  1. Sono riusciti a colpevolizzare il ns.grande ed immenso Pantani,ora ci riprovano con pogaciar, che schifo.

  2. I sig. Frédéric Portoleau e Antoine Vayer sono solo due personaggi semisconosciuti e semi falliti nel loro lavoro che cercano solo pubblicità a tutti i costi. Anche accusando e colpendo senza alcuna prova Pogacar.
    Se fossi nello stesso pogacar li denuncerei per diffamazioni e gli chiederei milioni di € di risarcimento.
    Questo tipo di personaggi fa veramente schifo.

  3. L’ipotesi doping NON mi sembra plausibile, con tutti i controlli di routine cui vengono sottoposti gli atleti, a meno che non si tratti di un doping di ultima generazione che sfugge alle attuali tipologie di verifica. Ma anche questo mi sembra molto poco attendibile.

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