Lo statunitense firma la sua prima vittoria al Giro. Piganzoli cresce ancora tra i grandi
Kuss trionfa ad Alleghe, Ciccone domina i GPM e Piganzoli conferma il suo talento.
Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24
Giro d’Italia 2026, Sepp Kuss, Giulio Ciccone Maglia Azzurra
Il Giro d’Italia entra nel suo territorio più epico e regala una giornata che profuma di leggenda alpina, fatica e redenzione sportiva. Sulle strade dure e spettacolari che portano ad Alleghe, tra il Passo Duran, il Falzarego e il terribile Passo Giau, la diciannovesima tappa consegna al pubblico una sceneggiatura perfetta: l’attacco da lontano, i gregari che diventano eroi, i campioni che resistono e i giovani italiani che continuano a crescere nel cuore della corsa rosa.
A prendersi la scena è Sepp Kuss, uomo ombra diventato protagonista assoluto. Lo statunitense completa la sua personale trilogia nei Grandi Giri dopo le vittorie conquistate al Tour de France e alla Vuelta a España, trovando finalmente gloria anche al Giro d’Italia 2026. Una vittoria dal peso specifico enorme, arrivata nel giorno in cui il Team Visma | Lease a Bike ha dimostrato ancora una volta di avere il controllo totale della corsa.
La montagna incorona Kuss tra neve e fatica
La tappa si accende sin dai primi chilometri con una battaglia feroce per entrare nella fuga buona. Il gruppo non concede tregua, la velocità resta altissima e il plotone si spezza ripetutamente sulle prime asperità. Alla fine prende forma un attacco di qualità assoluta, con uomini di classifica, scalatori puri e cacciatori di tappe pronti a giocarsi tutto sulle Dolomiti.
Dentro la fuga finiscono corridori del calibro di Giulio Ciccone, Derek Gee, Damiano Caruso, Enric Mas e lo stesso Kuss, lasciato libero di cercare il successo di giornata grazie alla posizione ormai inattaccabile del leader Jonas Vingegaard.
Dietro, proprio la Visma controlla la corsa con lucidità impressionante. Nessuna frenesia, nessun rischio inutile: la Maglia Rosa resta protetta mentre davanti il gruppo dei battistrada inizia a perdere pezzi sulle pendenze interminabili del Passo Giau, la Cima Coppi di questa edizione.
Ed è lì che emerge tutta la classe di Kuss. Lo statunitense aspetta il momento giusto, osserva, gestisce le energie e poi scatena un’accelerazione devastante sull’ultima salita verso Alleghe. Quando supera Ciccone sembra avere una marcia diversa rispetto a tutti. Lo scatto è netto, definitivo, quasi crudele per gli avversari. Da quel momento in avanti la tappa cambia padrone.
Kuss si invola da solo tra i tornanti, accompagnato da un paesaggio maestoso e dal boato degli appassionati. Sul traguardo alza le braccia con il volto segnato dalla fatica ma illuminato dalla consapevolezza di aver scritto una pagina importante della sua carriera.
Ciccone domina i GPM e vede l’azzurro
Se Kuss si prende la vittoria, il grande protagonista tattico della giornata resta Giulio Ciccone. L’abruzzese corre con aggressività, coraggio e fame. Va all’attacco da lontano, conquista praticamente tutti i Gran Premi della Montagna e si riprende con autorità la leadership della classifica degli scalatori.
Una prova di carattere enorme per il corridore della Lidl-Trek, apparso finalmente brillante e deciso nelle giornate decisive di montagna. Ciccone accende la corsa sul Falzarego, prova anche l’azione solitaria in discesa e costringe gli avversari a inseguire continuamente.
La Maglia Azzurra ora sembra davvero vicina. Mancano ancora le ultime montagne, ma il margine costruito sulle Dolomiti rappresenta un segnale fortissimo per tutti i rivali. Più ancora dei punti conquistati, colpisce la qualità della sua pedalata: aggressiva, elegante e finalmente libera da esitazioni.
Il Giro ritrova così uno dei suoi interpreti più spettacolari, un corridore che in salita sa ancora infiammare il pubblico italiano come pochi altri.
Piganzoli cresce tra i giganti del Giro
Tra i segnali più incoraggianti della giornata c’è anche l’ennesima prestazione convincente di Davide Piganzoli. Il giovane valtellinese continua a stupire per maturità e continuità, chiudendo la tappa in ottava posizione dopo una lunga resistenza insieme ai migliori uomini di classifica.
Piganzoli non si limita più a difendersi: attacca, resta con i big e dimostra di poter già competere ad alti livelli nelle grandi montagne del Giro. Il vantaggio guadagnato su Afonso Eulalio nella lotta per la Maglia Bianca rafforza ulteriormente la sua candidatura come miglior giovane della corsa.
Anche Giulio Pellizzari conferma il suo valore nel ruolo di supporto a Jai Hindley, autore di una tappa intelligente e concreta che gli consente di salire sul podio virtuale della classifica generale ai danni di Thymen Arensman.
Vingegaard controlla, il Giro ormai è suo
La sensazione, a due tappe dalla conclusione, è che questo Giro d’Italia abbia ormai trovato il suo padrone definitivo. Jonas Vingegaard non ha bisogno di attaccare: gli basta controllare. E lo fa con la tranquillità del campione assoluto, sempre circondato da una squadra dominante e perfettamente organizzata.
Il danese pedala senza scomporsi, lascia sfogare gli avversari e gestisce ogni situazione con freddezza impressionante. Anche sulle salite più dure resta saldo, mentre dietro di lui gli equilibri della classifica generale continuano a cambiare.
Ad Alleghe il Giro celebra il trionfo di Sepp Kuss, la rinascita di Giulio Ciccone e la crescita del ciclismo italiano con Piganzoli e Pellizzari. Ma soprattutto conferma la superiorità di una Visma che, giorno dopo giorno, sta costruendo un dominio destinato a lasciare il segno nella storia recente della corsa rosa.
TOP 10 – 19ª TAPPA GIRO D’ITALIA 2026
ARRIVO AD ALLEGHE
- Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike) — 4h28’33”
- Derek Gee-West (Lidl – Trek) — a 13”
- Giulio Ciccone (Lidl – Trek) — a 36”
- Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) — a 39”
- Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) — a 39”
- Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe) — a 43”
- Damiano Caruso (Bahrain – Victorious) — a 1’06”
- Davide Piganzoli (Team Polti VisitMalta) — a 1’11”
- Einer Rubio (Movistar Team) — a 1’19”
- Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) — a 1’19”
A cura della redazione di Inbici News24
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