Come già evidenziato da cyclingweekly.com:
la recente vittoria di Mads Pedersen al Gent-Wevelgem ha attirato l’attenzione sul potenziale delle configurazioni a 1x nel ciclismo professionistico, specialmente su percorsi difficili come i cobblestones.
Il team Lidl-Trek ha utilizzato una bicicletta Trek Madone equipaggiata con un gruppo SRAM XPLR a 1x, dimostrando l’efficacia di questa tecnologia. Questo setup ha contribuito al successo di Pedersen e del suo compagno Jonathan Milan.
Il manager tecnico Glen Leven ha dichiarato che, dopo test intensivi, i corridori hanno espresso la loro preferenza per il sistema a 1x, affermando che non torneranno mai più al 2x sui cobblestones.
Nonostante i vantaggi evidenti, la diffusione di questo sistema non è ancora comune tra le altre squadre. La compatibilità delle biciclette gioca un ruolo cruciale, dato che molte non dispongono dell’Universal Derailleur Hanger (UDH), limitando l’adozione di questa tecnologia.
Inoltre, il passato ha mostrato che tentativi simili, come quello del team Aqua Blue Sport, non hanno avuto successo nel lungo termine nonostante i progressi tecnologici. La tradizione di utilizzare sistemi 2x è ben radicata nelle strategie delle squadre.
È interessante notare che, sebbene il setup a 1x possa offrire maggiore affidabilità e ritenzione della catena, presenta meno opzioni di rapporto, il che potrebbe rivelarsi un svantaggio in gare con terreni variabili.
In conclusione, il successo del Lidl-Trek con il suo gruppo a 1x solleva interrogativi sul futuro delle configurazioni di trasmissione nel ciclismo. La sfida per altre squadre sarà quella di superare le limitazioni di compatibilità e le preferenze consolidate.

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