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Marino Gasperoni – Everesting San Marino 2026

Marino Gasperoni, il suo Everest è sulle strade di San Marino


Il ciclista sammarinese completa l’Everesting superando i 9.000 metri di dislivello dopo 18 ore di pedalata. Un’impresa di resistenza, passione e forza mentale.

Articolo a cura della redazione di InBici News24

Non servono necessariamente Himalaya, spedizioni o campi base per conquistare il proprio Everest. Marino Gasperoni ha scelto le strade della Repubblica di San Marino, trasformando una salita del Titano nel teatro di una sfida contro la fatica, il tempo e, soprattutto, contro i propri limiti.

Il ciclista sammarinese ha infatti completato un Everesting, una delle prove di endurance più affascinanti e impegnative del ciclismo: ripetere la stessa salita fino ad accumulare almeno 8.848 metri di dislivello positivo, equivalenti all’altezza del Monte Everest.

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Gasperoni ha voluto andare persino oltre, superando quota 9.000 metri, al termine di una maratona in bicicletta durata circa 18 ore.

Più di cinquanta volte sulla stessa salita

Il teatro dell’impresa è stato un tratto tutto sammarinese, dalla rotonda di Fiorentino al ponte che collega Fiorentino a Chiesanuova.

Una strada percorsa avanti e indietro per oltre cinquanta volte, mentre le ore scorrevano e alle difficoltà fisiche si aggiungevano quelle mentali.

Gasperoni è partito alle 20 di mercoledì sera, pedalando per tutta la notte e proseguendo durante la mattinata successiva fino a concludere la propria sfida intorno alle 14.

Diciotto ore nelle quali la bicicletta è diventata compagna di viaggio di un’avventura apparentemente semplice nella sua formula, ma estremamente complessa nella realizzazione.

«Ho fatto i primi dieci giri senza mai fermarmi – ha raccontato Gasperoni – poi ho iniziato a concedermi qualche pausa per mangiare. Per completare l’Everesting è meglio arrivare intorno ai 9.000 metri, perché i dati vengono controllati e bisogna essere certi di aver raggiunto il dislivello richiesto».

L’Everesting come sfida prima di tutto mentale

L’aspetto forse più affascinante di imprese come questa è proprio la loro essenzialità.

Non esiste un avversario da battere, non c’è una classifica generale e non c’è una volata per conquistare il successo.

L’avversario diventa sé stessi.

Con il trascorrere delle ore bisogna continuare a pedalare quando il corpo chiede di fermarsi, gestire alimentazione e idratazione, affrontare il buio, mantenere la concentrazione e trovare continuamente nuove motivazioni per ricominciare quella stessa salita.

È una forma differente di ciclismo rispetto alle competizioni tradizionali, ma rappresenta forse una delle espressioni più autentiche della passione per la bicicletta.

Gasperoni e quella passione per le imprese impossibili

Per Marino Gasperoni, del resto, le grandi distanze non rappresentano una novità.

Nel suo bagaglio ciclistico figurano esperienze decisamente fuori dall’ordinario, tra cui il Cammino di Santiago affrontato partendo dalla Repubblica di San Marino e una Super Randonnée di oltre 600 chilometri e circa 11.000 metri di dislivello.

Esperienze nelle quali la componente agonistica lascia spazio alla capacità di resistere, conoscere il proprio corpo e continuare a pedalare quando chilometri e dislivello cominciano a diventare numeri difficili persino da immaginare.

Proprio pochi giorni prima dell’Everesting, Gasperoni aveva affrontato un’altra lunghissima avventura.

«Per me è un buon allenamento, sono abituato – ha spiegato –. La settimana precedente avevo fatto una Super Randonnée di circa 600 chilometri con 11.000 metri di dislivello. È stato bello anche lì pedalare giorno e notte».

Parole pronunciate quasi con naturalezza, nonostante raccontino una dimensione della bicicletta decisamente lontana dall’ordinario.

Un Everest tutto sammarinese

C’è poi un elemento che rende particolarmente suggestiva l’iniziativa.

Gasperoni non è andato alla ricerca di una montagna famosa o di una salita appartenente alla storia del grande ciclismo. Ha deciso di costruire il proprio Everest sulle strade di casa.

Fiorentino, Chiesanuova e il territorio della Repubblica sono così diventati per una notte e una giornata un piccolo laboratorio dell’endurance ciclistico.

Ed è probabilmente proprio questo uno dei messaggi più belli della sua impresa: una grande avventura può nascere anche dietro casa, quando esistono un progetto, una bicicletta e la determinazione necessaria per portarlo fino in fondo.

Diciotto ore dopo, l’abbraccio di amici e familiari

Quando il computer ha certificato un dislivello superiore ai novemila metri, per Gasperoni è arrivato finalmente il momento di fermarsi.

Ad aspettarlo c’erano amici e familiari, protagonisti della festa conclusiva dopo averlo accompagnato idealmente durante una lunghissima notte trascorsa sui pedali.

Una sfida iniziata proprio nella notte tradizionalmente dedicata alle stelle cadenti.

Marino Gasperoni, però, il suo desiderio non si è limitato a esprimerlo.

Ha deciso di inseguirlo in bicicletta. Salita dopo salita, metro dopo metro, fino a raggiungere il suo Everest sulle strade di San Marino.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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