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TOUR DE FRANCE, ANALISI SEDICESIMA TAPPA: A BAGNÈRES-DE-LUCHON L’ESORDIO DEI PIRENEI, ARRIVO DOPO UNA DISCESA

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Poco più di due mesi fa, al Giro d’Italia, alla vigilia della terza settimana Simon Yates sembrava lanciato verso il successo, mentre Chris Froome era sul baratro della sconfitta più sonora della sua carriera. Sei tappe dopo, a Roma, il quattro volte campione del Tour de France aveva completamente ribaltato la situazione, entrando nella storia del ciclismo vestito di rosa. Domani, da Carcassonne, prenderà il via la terza settimana del Tour de France: e a dispetto di quanto si è visto fino ad ora, i valori in campo potrebbero cambiare repentinamente. A partire proprio dal traguardo di Bagnères-de-Luchon.

I primi 140 chilometri, sui 218 totali, non presenteranno grandi insidie, salvo la Côte de Fanjeaux e la Côte de Pamiers, Gpm di quarta categoria rispettivamente al chilometro 25 e 72. Per il resto, al chilometro 124 il traguardo volante di Saint-Girons, aperitivo alle montagne. A partire dal Col de Portet d’Aspet, piuttosto breve (5,4 km) ma con una pendenza media del 7,1%. Dato che si impenna per il Col de Menté, in rapida successione: 7 chilometri all’8%, che se affrontati di lena potrebbero anche creare una discreta selezione. Dopo la discesa, una ventina di chilometri pianeggianti in territorio spagnolo per attaccare il Col du Portillon, 8,3 chilometri al 7,1%: dalla vetta si rientra in Francia e mancheranno 10 chilometri al traguardo. Tutti in discesa, fattore da non sottovalutare.

 

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Sarà un’altra tappa da fughe? Per quanto visto fino ad ora, è almeno probabile. Il Team Sky non si dannerà certo l’anima per tenere il cospicuo gruppo che si avvantaggerà sotto controllo e di conseguenza questi potrebbero arrivare fino in fondo. Indiziati speciali i contendenti alla maglia Pois, che al momento sembra affare tra Julian Alaphilippe e Warren Barguil, con Rafal Majka terzo incomodo pur con diversi punti da recuperare. Tra i big, probabile vedere qualche attacco sull’ultima salita e sull’ultima discesa, frangente che potrebbe anche mettere in difficoltà la maglia gialla Geraint Thomas, forse meno a suo agio di altri in queste situazioni. Attenzione, però, perché non si può escludere un riscatto da parte di coloro che fino ad ora hanno deluso. A partire da Mikel Landa e Nairo Quintana, che hanno bisogno di recuperare e attaccare ad ogni singola occasione disponibile, così come Romain Bardet. Anche perché fino ad ora Chris Froome e Tom Dumoulin, oltre la maglia gialla Thomas, e Primoz Roglic sono sembrati avere qualcosa in più.

 

a cura di Gianluca Santo –iNBiCi magazine

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