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Tour de Romandie 2026 - 79th Edition - Prologue Martigny - Martigny 171,2 km - 29/04/2026 - Tadej Pogacar (SLO - UAE Team Emirates - XRG) - photo Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency©2026

Romandia: Pogacar alla prova Ovronnaz nella tappa chiave


Martigny-Martigny: salita decisiva e finale insidioso

Dopo il prologo iniziale, il Giro di Romandia 2026 entra nel vivo con la prima tappa in linea: 170,6 chilometri attorno a Martigny, lo strappo ripetuto di La Rasse e la salita di Ovronnaz come possibile spartiacque della giornata.

Articolo a cura della redazione di Inbici News24

Dopo il prologo che ha acceso i primi riflettori sulla corsa, il Giro di Romandia 2026 vive oggi la sua prima vera giornata di confronto. La tappa Martigny-Martigny, lunga 170,6 chilometri, non concede ancora il respiro solenne dell’alta montagna, ma propone un terreno nervoso, selettivo, capace di trasformare una frazione apparentemente interlocutoria in un primo verdetto pesante.

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Il nome più atteso resta quello di Tadej Pogacar, chiamato a misurarsi con una salita che sembra disegnata per accendere la corsa: Ovronnaz. Non sarà il traguardo, ma potrebbe diventare il punto in cui il gruppo perderà equilibrio, certezze e uomini. La domanda attraversa la carovana: Pogacar proverà davvero a staccare tutti su quelle rampe?

Un circuito iniziale che consuma energie

La prima parte della frazione si sviluppa su un circuito di 37,3 chilometri da ripetere tre volte attorno a Martigny. È un avvio che non lascia spazio alla distrazione, perché il percorso presenta lo strappo di La Rasse, 2,2 chilometri all’8,9% di pendenza media, con punte fino al 12%.

Non è una salita destinata da sola a decidere la tappa, ma è il classico ostacolo che logora, seleziona in silenzio, costringe le squadre a spendere energie e i gregari a lavorare prima del previsto. Passaggio dopo passaggio, il gruppo potrebbe perdere compattezza, preparando il terreno al momento più atteso della giornata.

Ovronnaz, il giudice della tappa

Il punto chiave arriva a circa 40 chilometri dal traguardo, quando la strada si impenna verso Ovronnaz. I numeri raccontano già la durezza dell’ascesa: 8,9 chilometri al 9,7% di pendenza media, con tratti che raggiungono il 15%. Gli ultimi 2.500 metri sono i più severi, sempre sopra il 10% medio.

È su questa salita che la tappa può esplodere. Pogacar ha il profilo tecnico e mentale per trasformare Ovronnaz in un banco di prova brutale: accelerazione secca, ritmo alto, selezione immediata. Ma attaccare così lontano dall’arrivo comporta anche un rischio tattico importante, perché dopo lo scollinamento resteranno ancora 33,7 chilometri da percorrere.

Discesa tecnica e pianura: il finale resta aperto

Dopo Ovronnaz, la corsa non sarà affatto chiusa. Gli undici chilometri di discesa tecnica richiederanno lucidità, coraggio e capacità di guida. Poi arriveranno 22 chilometri pianeggianti fino al traguardo di Martigny, un tratto che potrebbe favorire rientri e inseguimenti organizzati.

Qui si giocherà la seconda partita della giornata. Se Pogacar o un altro uomo di classifica dovesse scollinare con margine, dovrà difendere il vantaggio contro eventuali gruppetti inseguitori. Se invece le squadre riusciranno a ricompattarsi, la tappa potrebbe risolversi con uno sprint ristretto o con un attacco tardivo nel finale.

Una giornata da uomini forti

La prima tappa del Giro di Romandia 2026 promette dunque equilibrio, tensione e selezione. Non sarà soltanto una frazione da scalatori, ma una prova completa: serviranno gambe in salita, tecnica in discesa, lucidità tattica e sangue freddo negli ultimi chilometri.

Ovronnaz resta il cuore narrativo della giornata. Se Pogacar deciderà di muoversi, la corsa potrebbe cambiare volto in pochi minuti. Se invece il gruppo riuscirà a controllarlo, il verdetto sarà rimandato, ma non senza conseguenze. Perché oggi, sulle strade di Martigny, il Giro di Romandia comincia davvero.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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