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Giro d'Italia 2026 - 109th Edition - 2nd Stage Burgas - Veliko Tarnovo 221km - 09/05/2026 - Paul Magnier (FRA - Soudal Quick-Step) - photo Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency©2026

Sofia chiama i velocisti, ecco i nomi più attesi


Dopo le cadute e il ritiro di Yates, la corsa rosa affronta una tappa veloce verso la capitale bulgara

Da Plovdiv a Sofia, 175 chilometri tra salita e lunga discesa finale: Milan, Kooij e Magnier guidano il borsino dei favoriti.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

 

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Il Giro d’Italia 2026 prova a ritrovare respiro dopo quarantotto ore di tensione, cadute e polemiche. La terza tappa della corsa rosa accompagna il gruppo da Plovdiv a Sofia, ultimo atto della Grande Partenza bulgara prima del trasferimento in Italia e del primo giorno di riposo.

Se il percorso sembra disegnato per riportare al centro della scena i velocisti, il clima dentro il gruppo racconta ancora le ferite lasciate dalla maxi caduta di Veliko Tarnovo e dal ritiro di Adam Yates, evento che ha inevitabilmente cambiato l’equilibrio psicologico e tattico della corsa.

La sensazione è che il Giro stia vivendo una fase di transizione delicata. Da una parte il bisogno di ritrovare normalità sportiva, dall’altra il peso di un avvio segnato dalla paura. Eppure proprio il ciclismo, nei suoi giorni più fragili, riesce spesso a rilanciarsi attraverso il fascino della corsa. Sofia attende il gruppo con una tappa che promette alta velocità, scenari spettacolari e una nuova occasione per gli uomini più rapidi del plotone internazionale.

Da Plovdiv a Sofia: una tappa divisa in due mondi

La frazione odierna misura 175 chilometri e presenta un disegno tattico molto chiaro. Prima parte in leggera e costante ascesa, seconda metà quasi interamente favorevole fino al traguardo nella capitale bulgara. Una tappa apparentemente semplice, ma che potrebbe comunque nascondere insidie importanti, soprattutto dopo quanto accaduto nei giorni precedenti.

La corsa attraversa territori ampi, veloci, esposti al vento, con strade che nella prima parte tenderanno progressivamente a salire verso il punto chiave della giornata: il Borovets Pass. Prima ancora, al chilometro 86, spazio allo sprint intermedio di Dolna Banja, utile soprattutto per la classifica a punti e per chi vorrà movimentare una giornata destinata a vivere di attesa.

La salita di Borovets rappresenta l’unico Gran Premio della Montagna della tappa ma anche il vero spartiacque tattico. Nove chilometri e duecento metri al 5,4% di pendenza media, con punte che raggiungono l’11%, numeri sufficienti per mettere in difficoltà i velocisti meno resistenti o chi porta ancora sulle gambe le conseguenze delle cadute dei giorni scorsi.

Il GPM termina a 72 chilometri dall’arrivo e proprio questo dettaglio rende la tappa estremamente interessante. La lunga discesa successiva verso Sofia potrebbe favorire inseguimenti ad alta velocità, rilanciare il lavoro delle squadre dei velocisti e riportare compattezza nel gruppo. Tuttavia, dopo quanto visto nelle prime due tappe, nessuno appare disposto a sottovalutare il rischio.

Gli ultimi tredici chilometri introducono inoltre un elemento tattico supplementare: il Red Bull KM, traguardo volante che assegna bonus di 6”, 4” e 2” ai primi tre corridori. Una situazione che potrebbe attirare l’interesse di uomini di classifica desiderosi di guadagnare secondi preziosi in una fase ancora molto fluida del Giro.

I bookmaker puntano sui grandi sprinter

Secondo i principali bookmaker internazionali e le analisi delle testate specializzate, la tappa di Sofia sembra destinata a concludersi con una volata di gruppo. I nomi più caldi sono quelli dei velocisti capaci di superare senza troppi problemi il Borovets Pass e di resistere a un eventuale finale nervoso.

Il grande favorito resta Jonathan Milan. L’azzurro della Lidl-Trek appare il riferimento assoluto nelle volate lunghe e potenti, soprattutto su arrivi leggermente veloci come quello di Sofia. Dopo la delusione della seconda tappa, Milan cerca riscatto immediato e le indicazioni della vigilia lo collocano tra gli uomini da battere.

Alle sue spalle cresce la candidatura di Olav Kooij. L’olandese della Visma-Lease a Bike è considerato uno dei velocisti più completi del panorama internazionale: resistente sulle salite brevi, rapidissimo negli sprint tecnici e sostenuto da una squadra estremamente organizzata.

Attenzione anche a Paul Magnier. Il francese, che ha già indossato la maglia rosa in questo avvio di Giro, resta uno dei corridori più brillanti del gruppo. Le difficoltà accusate a Veliko Tarnovo sembrano legate soprattutto alla durezza del finale precedente e il tracciato odierno potrebbe riportarlo immediatamente nella lotta per il successo.

Tra gli outsider più accreditati emergono anche Kaden Groves e Mads Pedersen. Il primo possiede grande velocità pura e capacità di resistere sulle salite non troppo impegnative. Il secondo, invece, rappresenta forse il corridore più completo per caratteristiche tecniche: potente, resistente e particolarmente efficace nei finali nervosi o leggermente in discesa.

La top five dei favoriti di tappa

  1. Jonathan Milan (Lidl-Trek): il favorito numero uno per potenza, condizione e caratteristiche del finale.
  2. Olav Kooij (Visma-Lease a Bike): sprint esplosivo e ottima capacità di tenuta sulle salite brevi.
  3. Paul Magnier (Soudal Quick-Step): corridore brillante, già protagonista in questo avvio di Giro.
  4. Mads Pedersen (Lidl-Trek): potente e completo, ideale se il finale dovesse diventare più selettivo.
  5. Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck): velocista resistente, pericoloso se il gruppo arriverà compatto a Sofia.

Un gruppo ancora sotto tensione

Dietro la normalità apparente di una tappa per velocisti resta però il nervosismo di un gruppo profondamente segnato dalle prime giornate bulgare. Le cadute di Burgas e Veliko Tarnovo hanno lasciato ferite fisiche e psicologiche. Molti corridori portano ancora segni evidenti sull’asfalto, mentre le squadre stanno ridefinendo tattiche e obiettivi dopo i ritiri eccellenti.

Il ritiro di Adam Yates continua inevitabilmente a pesare dentro la corsa. La UAE Team Emirates-XRG, arrivata al Giro con ambizioni di classifica generale, si ritrova improvvisamente priva del proprio capitano. E proprio questa situazione rischia di modificare ulteriormente gli equilibri del gruppo, con squadre costrette a esporsi maggiormente nella gestione delle tappe e della corsa.

Sofia rappresenta dunque molto più di un semplice arrivo per velocisti. È il tentativo del Giro di ritrovare ritmo e normalità dopo due giornate vissute sul filo della paura. È una tappa che potrebbe restituire centralità alla velocità pura, ma che allo stesso tempo obbligherà il gruppo a convivere ancora con prudenza, tensione e memoria recente.

La maglia rosa resta sulle spalle dell’uruguaiano Guillermo Thomas Silva, protagonista inatteso di questo avvio di corsa. Ma il Giro, in Bulgaria, ha già insegnato una lezione chiara: anche la tappa apparentemente più semplice può trasformarsi improvvisamente in un capitolo decisivo della corsa rosa.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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