Bernard Hinault, l’ultimo vincitore francese del Tour de France, riflette su 40 anni senza un successore e condivide le sue opinioni su sicurezza, giovani talenti e il confronto tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard in vista del prossimo Grand Depart. Nonostante il tempo trascorso, Hinault vede poche speranze per un nuovo campione francese, sottolineando che nessun giovane ciclista si è mai rivolto a lui per un consiglio, un fatto che considera deludente.
Secondo Hinault, la Francia ha avuto buoni corridori, ma non adatti ai Grand Tours. Per quest’anno, nessun ciclista francese ha dichiarato ambizioni per la classifica generale, con atleti come Lenny Martínez, Guillaume Martin e Kévin Vauquelin più orientati a vincere tappe in montagna. Nel panorama attuale, Hinault identifica chiaramente Pogacar e Vingegaard come favoriti, ma ritiene che lo sloveno abbia un vantaggio dopo quanto dimostrato al Dauphiné.
Hinault immagina anche un futuro in cui Pogacar potrebbe vincere tutti e tre i Grand Tours in una stagione, un’impresa che considera possibile grazie al calendario attuale. “Se fossi in gara oggi, ci proverei e saprei come prepararmi”, ha dichiarato il campione.
Parlando di sicurezza nel ciclismo, Hinault propone un cambiamento radicale: abolire i computer da bici e gli auricolari. Secondo lui, molti incidenti sono causati dall’eccessiva attenzione ai dati piuttosto che alla strada. Un’opinione che potrebbe suscitare dibattito, ma che riflette la sua visione di un ciclismo più concentrato sull’istinto.
Per ulteriori approfondimenti, leggi l’intervista completa su Gazzetta dello Sport, che ha raccolto le dichiarazioni di Bernard Hinault.
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