Come segnalato da theguardian.com:
Un Campione dal Volto Umano
“Sono l’esatto opposto di Cavendish e Wiggins,” confessa il gallese nella sua nuova autobiografia, riflettendo sulla sua carriera appena conclusa.
A differenza dei suoi celebri contemporanei, Thomas si descrive come “un ragazzo normale di Cardiff con cui andresti a bere una birra al pub”.
Tuttavia, dietro questa apparente normalità si nascondeva un atleta capace di sopportare sofferenze estreme, come quando nel Tour de France 2013 gareggiò con una frattura al bacino.
Una Carriera di Eccezionale Longevità
Con 18 anni trascorsi tra il suo primo e ultimo Tour, Thomas ha stabilito un record di longevità nel ciclismo moderno che lo riempie di orgoglio.
La sua carriera è stata coronata dalla vittoria al Tour de France 2018 e dalle medaglie d’oro olimpiche nel 2008 e 2012, ma anche dai numerosi ritorni dopo infortuni e delusioni.
La sconfitta al Giro d’Italia 2023, quando perse la maglia rosa all’ultimo momento contro Primoz Roglic, rimane la delusione più cocente della sua carriera.
Il Ciclismo Moderno e la Lotta al Doping
Thomas è convinto che il ciclismo attuale sia “più pulito che mai”, nonostante le controversie che hanno circondato il Team Sky (poi Ineos Grenadiers).
Parlando dei migliori corridori affrontati, non ha dubbi: “Tadej Pogacar è sicuramente il migliore della generazione, è incredibile quello che sta facendo”.
Il gallese riconosce la fortuna di non essere entrato in squadre coinvolte in scandali doping come la Saunier Duval, trovando invece nel sistema britannico una “rete di sicurezza”.
Il Futuro Dopo il Ritiro
L’ultima corsa di Thomas si è conclusa emotivamente nella sua Cardiff, dove ha faticato a trattenere le lacrime attraversando il traguardo.
Per il futuro, il campione gallese sta definendo un ruolo all’interno del Team Ineos come collegamento tra management e corridori, sfruttando la sua vasta esperienza.
“Qualunque cosa finirò per fare, vorrò sicuramente essere il migliore possibile,” afferma Thomas, dimostrando che l’ambizione che lo ha definito come atleta continuerà a guidarlo.
La sua autobiografia “According to G” rivela finalmente il vero Geraint Thomas: non solo un “ragazzo normale”, ma un campione straordinario che ha conquistato il Tour de France con talento, sacrificio e determinazione.

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