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photo @SprintCyclingAgency

L’alieno Froome il 20 maggio compie quarant’anni. La sua analisi sui cambiamenti del ciclismo


L’alieno, così veniva chiamato Cris Froome quando vinceva quattro Tour de France, due Vueltas de Espana e un Giro d’Italia. Sembrava inavvicinabile, un extraterrestre calato sul pianeta terra dal Kenya, un White Mamba come solitamente vengono chiamati i baskettari che compiono triple stratosferiche, pick and roll inavvicinabili. Nato a Nairobi e naturalizzato britannico, Cris Frome ha segnato il primo e secondo decennio degli anni Duemila. Il suo modo di correre strano, contorto, la sua fatica – non fatica. I suoi attacchi non entusiasmanti ma calcolati, freddi, con la sua pedalata efficace e non scattosa. Cris Froome tra un mese, il 20 maggio 2025 compirà quarant’anni. Gli ultimi anni trascinati in gara in fondo classifica, ad aiutare i giovani colleghi n corsa. Probabilmente sarà l’ultimo anno in gruppo questo 2025 per Chris Froome.

La saggezza dei 40 anni è alle porte e anche le forze da atleta. Sono arrivati dopo di lui Sagan, Alaphilippe, Evenepoel, Van de Poel, Pogacar, Van Aert. Cannibali come lui, cavalli scalpitanti di un ciclismo esasperato, di corsa, senza sosta, che ti consuma come i fazzoletti di carta, una soffiata e poi gettati a terra. E’ sereno Cris Froome, al suo forse ultimo Tour of the Alps, è pure avvicinabile. E tranquillo. “Non guardo tanto indietro, ho comunque avuto una carriera molto molto fortunata. Correre per quindici anni da professionista non è cosa da poco in un ciclismo esasperato. In gruppo mi ritrovo con corridori che hanno 20 anni, esattamente la metà dei miei anni e arrivano che sanno già tutto, a 21 anni sono già pronti a vincere grandi giri quando io invece nemmeno ci pensavo. Io penso che a 12 anni ormai i corridori arrivano già preparati come noi professionisti, nell’allenamento e nella preparazione. Non ho niente da insegnare a questi, devono solo fare esperienza”.

Corridori simili a me in gruppo? Sorride Cris Froome: “Non credo ci sia un corridore simile a me in gruppo, qualcuno che mi sappia eguagliare e fare le corse e interpretarle come le interpretavo io. E’ un ciclismo diverso, una nuova generazione, un nuovo modo di correre. Completamente diverso. Il ciclismo cambia come tutto cambia”, chiude Cris Froome pronto per affrontare quelle salite che lo hanno reso uno dei più grandi corridori contemporanei.

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