Tadej Pogacar, il fenomeno sloveno del ciclismo, continua a far parlare di sé dopo aver conquistato la sua 100ª vittoria in carriera nella quarta tappa del Tour de France. A soli 26 anni, Pogacar ha superato con classe Mathieu Van der Poel e Jonas Vingegaard, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria abilità.
Tuttavia, il successo di Pogacar non è privo di controversie. Il suo dominio, che si estende da marzo a settembre e include record impressionanti nelle salite, ha alimentato sospetti di doping. Il presidente dell’UCI, David Lappartient, ha espresso fiducia nella correttezza del ciclista: “Pogacar non ha vinto tutto quest’anno; ci sono corridori come Van der Poel che lo hanno battuto in gare di un giorno. Ma è indubbiamente molto forte, come lo erano Merckx e Hinault.”
Lappartient ha anche sottolineato gli sforzi dell’UCI nella lotta antidoping: “Tutti i campioni vengono sottoposti a controlli rigorosi. Conserviamo gli esemplari per dieci anni e li analizziamo con tecnologie moderne. Pogacar può essere controllato fino a tre volte al giorno, anche alle 6 del mattino o alle 23 di sera.”
Nonostante i sospetti, Lappartient ha dichiarato che non ci sono prove o segnali d’allarme specifici contro Pogacar: “Il dominio genera naturalmente sospetti, ma non abbiamo ragioni oggettive per dubitare delle sue prestazioni. Altri corridori e squadre potrebbero avere segnali più evidenti.”

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