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Photo @ SprintCyclingAgency

Tadej Pogačar Smentisce il Ritiro Anticipato: Obiettivo 2030 e Oltre


Il mondo del ciclismo può tirare un sospiro di sollievo. Il fuoriclasse sloveno Tadej Pogačar, attualmente uno degli atleti più dominanti e carismatici del gruppo, ha categoricamente smentito le recenti voci che lo volevano prossimo a un ritiro anticipato. Nonostante le speculazioni che suggerivano un possibile addio al professionismo già alla fine del 2028, in coincidenza con i Giochi Olimpici di Los Angeles, il quattro volte vincitore del Tour de France ha ribadito la sua ferrea intenzione di onorare il contratto che lo lega al team UAE Team Emirates-XRG fino al 2030. Di conseguenza, i tifosi potranno godere della sua supremazia per almeno un altro lustro.

In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Pogačar, che oggi ha 27 anni, ha chiarito senza mezzi termini la sua posizione, respingendo ogni ipotesi di un’uscita di scena prematura. Egli ha sottolineato che la sua pianificazione a lungo termine è saldamente ancorata al contratto in essere, e che una sua interruzione anticipata sarebbe del tutto illogica. “Non ho mai preso in considerazione l’idea di lasciare alla fine del 2028,” ha affermato il campione. “Ho firmato il mio contratto fino al 2030 e, a meno che non succeda qualcosa di folle, lo rispetterò ovviamente. Altrimenti, non avrei mai firmato fino a quella data.”

Il Contratto Fino al 2030: Una Scelta di Fedeltà e Continuità

La decisione di Pogačar di legarsi al Team UAE Emirates fino al 2030 rappresenta un segnale forte non solo per la sua carriera, ma per l’intero panorama del ciclismo professionistico. Questa estensione contrattuale, una delle più lunghe nella storia recente di questo sport, testimonia la fiducia reciproca e la visione a lungo termine condivisa tra l’atleta e la squadra. Inoltre, il campione sloveno ha espresso un profondo senso di appartenenza che va oltre il semplice rapporto lavorativo.

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Un Legame Familiare e Prospettive Future

Il legame con il suo team è un fattore cruciale nella sua scelta di continuità. Pogačar ha descritto l’ambiente della squadra come sempre più coeso e familiare. “Il mio team migliora ogni anno e mi sento sempre più parte di una famiglia. Non mi vedo da nessun’altra parte,” ha spiegato. Sebbene il 2030 sia ancora lontano, il fuoriclasse sloveno ha già ipotizzato di poter continuare a correre anche oltre tale data, e molto probabilmente sempre con il team UAE Emirates. Nonostante le ambizioni e la pressione, ha concluso con serenità: “Ma è ancora molto lontano: in questo momento sono rilassato, mi sto divertendo, non ci sono problemi.”

Obiettivi 2026: I Monumenti e la Storia

Mentre il futuro a lungo termine è assicurato, Pogačar ha già messo a fuoco i suoi obiettivi per la stagione 2026, un programma che si preannuncia ambizioso e mirato a consolidare ulteriormente il suo posto nella storia del ciclismo. Sebbene non abbia confermato ufficialmente un inizio di stagione relativamente tardivo, come quello del 2024, con la prima gara probabilmente fissata per la Strade Bianche il 7 marzo, ha confermato che due dei cinque Monumenti ancora assenti dal suo palmarès saranno al centro della sua preparazione.

La Caccia ai Monumenti Mancanti

È ormai risaputo che Pogačar intende completare la sua collezione di classiche monumento. Per il 2026, ha confermato che sia la Milano Sanremo (La Primavera) che la Parigi Roubaix (L’Inferno del Nord) faranno parte del suo programma. “Non è un segreto che cercherò di essere al top della condizione in quelle due occasioni,” ha dichiarato, aggiungendo che sono obiettivi primari sia suoi che del team. La Milano Sanremo, con il suo finale esplosivo sul Poggio, e la Parigi Roubaix, con i suoi temibili settori di pavé, rappresentano le ultime sfide per il campione sloveno, che mira a diventare uno dei pochi atleti a vincere tutti i cinque Monumenti.

Il Quinto Trionfo al Tour e i Mondiali

Oltre ai Monumenti, il 2026 sarà cruciale per due traguardi storici. Pogačar punterà alla sua quinta vittoria al Tour de France, un risultato che lo porrebbe sullo stesso piano di leggende come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Inoltre, il suo mirino è puntato anche sui Campionati del Mondo, dove cercherà di eguagliare il record di tre vittorie, un traguardo raggiunto in precedenza solo da Peter Sagan con tre successi consecutivi tra il 2015 e il 2017. Pertanto, la stagione si configura come un assalto ai libri di storia.

Pogačar Uomo Normale: Vita Lontano dai Riflettori

Nonostante la sua fama e i suoi successi, Pogačar ha tenuto a precisare di non essere un “supereroe”, ma un ragazzo normale. Ha condiviso un aneddoto sulla sua vita personale con la compagna, la ciclista professionista Urška Žigart, respingendo l’idea di adottare uno stile di vita da celebrità, come avere un cuoco personale o un assistente per la spesa. “Questo non funziona per me o per Urška,” ha spiegato, riconoscendo che a volte la casa è in disordine e le valigie sono ovunque, ma preferiscono gestire le cose da soli. “Mi piace andare al supermercato e comprare ciò di cui ho bisogno, o pulire le stanze e le finestre. O semplicemente uscire per una passeggiata.” Questo approccio umile e radicato è parte integrante del suo fascino e della sua resilienza. Entrando nella sua ottava stagione da professionista, Pogačar ha riconosciuto che la sua prospettiva cambia leggermente ogni anno; tuttavia, una cosa rimane immutata: l’irrefrenabile desiderio di tornare a correre.

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