tripoint SKIN

Milano Sanremo 2026 - 117th Edition - Pavia - Sanremo 298 km - 21/03/2026 - Tadej Pogacar (SLO - UAE Team Emirates - XRG) - Wout Van Aert (BEL - Team Visma Lease a Bike) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026

Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, Van Aert accende la sfida sulla lunga tappa


Da Saint-Martin-le-Vinoux a Le Puy-en-Velay: oltre 230 chilometri di insidie, salite e possibili colpi di scena nel secondo atto della corsa francese

Tappa lunga e selettiva, Van Aert guida il pronostico in una giornata aperta.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

Dopo il colpo di mano firmato Alex Baudin nella giornata inaugurale, il Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 è pronto a cambiare nuovamente volto. La seconda tappa, da Saint-Martin-le-Vinoux a Le Puy-en-Velay, si presenta infatti come una di quelle giornate capaci di sfuggire a qualsiasi previsione. Una frazione lunga, nervosa, costruita sull’usura progressiva e sulla capacità di leggere la corsa nel momento esatto in cui il gruppo comincerà a mostrare le prime crepe.

✅ BETTINI PHOTO 728x180
VELO PLUS ABBIGLIAMENTO
NON SOLO TETTI 728x120

Sono oltre 230 i chilometri da affrontare, con quasi 3.700 metri di dislivello distribuiti lungo un tracciato che non concede tregua. Non ci sono salite leggendarie né arrivi in quota destinati a stravolgere la classifica generale, ma proprio questa apparente assenza di un punto decisivo rende la giornata ancora più affascinante. Sarà una battaglia di resistenza, gestione e intuito. Una tappa che richiama alla memoria le grandi classiche più che una normale frazione di avvicinamento.

Ecco perché l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori converge su un nome sopra tutti: Wout van Aert. Il belga della Visma | Lease a Bike è uno dei corridori più attesi su un percorso che sembra parlare la sua lingua tecnica: potenza, fondo, capacità di resistere sulle salite e uno sprint ancora temibile in caso di arrivo ristretto.

 

Una tappa che consuma energie e certezze

Le strade che conducono verso Le Puy-en-Velay raccontano una Francia autentica, fatta di continui cambi di ritmo, salite brevi ma impegnative e lunghi tratti in cui il gruppo rischia di spezzarsi sotto la pressione dell’alta velocità. La vera difficoltà della tappa non risiede in una singola asperità, ma nell’accumulo della fatica.

Ogni salita lascia un piccolo segno nelle gambe. Ogni chilometro aggiunge peso alle energie residue. Alla fine saranno le oltre cinque ore di corsa a emettere il verdetto più severo. In una giornata del genere non basta essere veloci, non basta essere scalatori, non basta avere una squadra forte. Serve una miscela rara di resistenza, lucidità e tempismo.

Per le squadre dei velocisti puri sarà complicato mantenere il controllo della situazione. Troppo impegnativo il percorso, troppo elevato il dislivello. Anche le formazioni degli uomini di classifica potrebbero decidere di restare alla finestra, evitando di spendere energie preziose in una fase ancora iniziale della corsa.

Questo scenario rende particolarmente interessante la battaglia per la fuga di giornata. Dopo il successo di Baudin nella prima frazione, molti corridori hanno capito che in questa corsa le occasioni vanno colte immediatamente. Chi aspetta rischia di restare spettatore.

Van Aert, il grande favorito della vigilia

Quando il percorso si fa imprevedibile, il nome di Wout Van Aert emerge quasi naturalmente. Il belga possiede tutte le caratteristiche richieste da una tappa come questa: resistenza, potenza, capacità di superare le salite brevi e uno spunto veloce capace di fare la differenza in un arrivo ristretto.

Le indicazioni della vigilia lo collocano tra i principali favoriti della giornata. Una valutazione che trova conferma nelle caratteristiche tecniche del tracciato. Se la corsa dovesse arrivare compatta o con un gruppo selezionato di una ventina di corridori, Van Aert rappresenterebbe probabilmente il riferimento assoluto.

Ma il belga dovrà fare i conti con un problema non banale: controllare una tappa così lunga richiede una squadra forte e disponibile a lavorare per molte ore. In una corsa che rappresenta soprattutto un banco di prova verso il Tour de France, non tutte le formazioni saranno disposte a sacrificare uomini ed energie per un solo obiettivo.

Ed è proprio qui che si inserisce l’incognita più affascinante della giornata. Se il gruppo lascerà spazio agli attaccanti, la vittoria potrebbe ancora una volta sfuggire ai nomi più attesi. Se invece la corsa resterà sotto controllo, Van Aert avrà una grande occasione per lasciare subito il segno.

I cinque uomini da seguire

Il primo nome sulla lista è inevitabilmente Wout Van Aert. Per caratteristiche, esperienza e capacità di vincere su percorsi misti, il belga è l’uomo copertina della seconda tappa. In caso di arrivo a ranghi ridotti, sarà il punto di riferimento per tutti.

Il secondo profilo da seguire è Benoît Cosnefroy. Il francese è uno specialista delle giornate mosse, nervose, ricche di strappi e finali incerti. Possiede esplosività, esperienza e conoscenza perfetta di questo tipo di terreno.

Grande attenzione anche per Ben Healy. L’irlandese della EF Education-EasyPost ama le corse aggressive, le azioni da lontano e le giornate in cui il gruppo fatica a organizzarsi. Dopo il successo di Baudin, la EF potrebbe vivere un’altra giornata da protagonista.

Tra i possibili protagonisti figura anche Quinn Simmons. Lo statunitense della Lidl-Trek ha motore, potenza e mentalità offensiva. In una tappa lunga e logorante può provare a entrare nell’azione giusta, specialmente se la corsa dovesse accendersi lontano dal traguardo.

Occhi puntati inoltre su Maxim Van Gils, corridore completo, adatto ai percorsi mossi e capace di restare competitivo dopo molte ore di gara. Può essere una soluzione credibile sia dalla fuga sia in un finale ristretto.

La classifica generale resta in osservazione

Mentre gli uomini da classiche preparano le loro strategie, la classifica generale osserva con attenzione. Alex Baudin difenderà la maglia conquistata nella prima giornata, ma la sensazione è che i grandi favoriti per il successo finale preferiscano ancora una volta limitare i rischi.

Paul Seixas, Juan Ayuso, João Almeida, Isaac Del Toro e Matteo Jorgenson hanno obiettivi ben diversi rispetto alla semplice vittoria di tappa. Per loro la priorità sarà evitare cadute, ventagli e perdite di tempo. In una corsa che deve ancora affrontare le prove decisive, ogni secondo può diventare prezioso.

Eppure una tappa come questa non concede distrazioni. Una fuga troppo numerosa, una squadra sorpresa da un cambio di ritmo o una crisi improvvisa possono cambiare il copione nel giro di pochi chilometri. Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes è appena iniziato, ma ha già dimostrato di non perdonare chi interpreta la corsa con eccessiva prudenza.

Una giornata da ciclismo vero

La seconda tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 racchiude l’essenza stessa del ciclismo. Non ci sono certezze assolute, non esistono scenari già scritti. Esiste soltanto una lunga strada che attraversa l’Auvergne e che promette spettacolo dal primo all’ultimo chilometro.

Van Aert parte con i favori del pronostico, ma la storia della prima tappa ha dimostrato che in questa corsa il coraggio può valere più delle statistiche. Le Puy-en-Velay attende il suo vincitore. Potrebbe essere il campione belga più atteso della vigilia, potrebbe essere un attaccante capace di sorprendere il gruppo o uno dei tanti uomini da classiche pronti a cogliere l’occasione.

Una sola certezza accompagna il secondo atto del Tour Auvergne-Rhône-Alpes: oggi serviranno gambe, testa e carattere. E quando una corsa chiede tutto questo, lo spettacolo è quasi sempre garantito.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

Inbici Bike Hotel 500x210
Logo