Dalle pioniere del 1955 alla rinascita moderna: campionesse, sfide e conquiste sociali accompagnano il viaggio verso il Tour de France Femmes 2026.
Articolo a cura della Redazione di InBici News24
Quando il prossimo 1° agosto scatterà da Losanna il Tour de France Femmes 2026, il mondo del ciclismo assisterà a un’altra pagina di una storia che oggi appare naturale, ma che in realtà è stata costruita attraverso oltre settant’anni di determinazione, sacrifici e continue conquiste.
Il Tour de France femminile non è infatti una corsa nata e cresciuta senza interruzioni. Al contrario, il suo cammino è stato lungo, spesso difficile, caratterizzato da periodi di entusiasmo alternati a momenti di grande incertezza. È una storia che racconta molto più di una competizione sportiva: racconta l’evoluzione del ciclismo femminile e, più in generale, il riconoscimento del ruolo delle donne nello sport professionistico.

Le pioniere che aprirono la strada
Il primo tentativo di creare un Tour de France dedicato alle donne risale addirittura al 1955. Un progetto visionario per l’epoca, che vide al via poco più di quaranta atlete impegnate in cinque tappe.
A conquistare quella storica edizione fu la britannica Millie Robinson, destinata a diventare la prima vincitrice di una corsa destinata, però, a interrompersi immediatamente. Per quasi trent’anni il sogno di un vero Tour femminile rimase sospeso, mentre il ciclismo delle donne continuava a cercare spazi, attenzione e dignità internazionale.
Fu il primo seme di una rivoluzione destinata a maturare soltanto molti anni più tardi.
Il Tour ufficiale e la nascita delle grandi campionesse
La vera svolta arrivò nel 1984, quando venne organizzato il primo Tour de France Féminin collegato direttamente alla Grande Boucle maschile.
Fu un momento storico.
Le migliori cicliste del mondo poterono finalmente gareggiare sotto il marchio Tour de France, vivendo la stessa atmosfera delle grandi tappe francesi e conquistando una visibilità fino ad allora impensabile.
La prima vincitrice fu l’americana Marianne Martin, ma furono gli anni immediatamente successivi a consegnare alla storia alcune delle figure più rappresentative del ciclismo mondiale.
Tra tutte spicca l’azzurra Maria Canins, capace di conquistare due Tour consecutivi nel 1985 e nel 1986. La campionessa altoatesina, già protagonista nella mountain bike e nelle grandi corse internazionali, divenne il simbolo della crescita del movimento italiano, dimostrando come talento, determinazione e capacità in salita potessero portare l’Italia ai vertici della corsa più prestigiosa del calendario.
Dopo Canins arrivò l’epoca della francese Jeannie Longo, autentica leggenda del ciclismo mondiale. Con tre successi consecutivi tra il 1987 e il 1989, Longo trasformò il Tour femminile in una straordinaria vetrina internazionale, contribuendo ad accrescere l’interesse del pubblico verso il ciclismo delle donne.
Gli anni difficili
Nonostante la crescita tecnica e sportiva, il Tour femminile non riuscì però a consolidarsi.
Negli anni Novanta la competizione cambiò più volte denominazione e organizzazione, perdendo progressivamente il legame diretto con il Tour de France maschile.
Problemi economici, limitata copertura televisiva e minori investimenti resero sempre più complicata la sopravvivenza della corsa.
Eppure proprio in quel periodo emerse un’altra grandissima campionessa italiana: Fabiana Luperini.
La scalatrice toscana scrisse pagine memorabili conquistando tre edizioni consecutive della Grande Boucle negli anni Novanta, imponendosi come una delle migliori interpreti delle grandi corse a tappe della propria generazione.
Accanto a lei brillarono campionesse come Leontien van Moorsel, Joane Somarriba, Edita Pučinskaitė e Nicole Cooke, protagoniste di una stagione nella quale il talento delle atlete continuava a crescere molto più rapidamente delle opportunità offerte dal movimento.
La lunga attesa della rinascita
Per diversi anni il ciclismo femminile rimase senza un vero Tour de France.
Fu una fase delicata, nella quale atlete, squadre e appassionati continuarono a chiedere con forza una corsa capace di garantire la stessa dignità sportiva della Grande Boucle maschile.
Un primo importante passo arrivò nel 2014 con la nascita di La Course by Le Tour de France, evento organizzato da ASO che riportò finalmente il ciclismo femminile nel contesto del Tour.
Tra le protagoniste di quella nuova stagione emerse Marianne Vos, atleta simbolo di un’intera generazione e punto di riferimento mondiale per professionalità, continuità e capacità di vincere praticamente in ogni disciplina.
La Course rappresentò il ponte ideale verso una rinascita ormai inevitabile.
Il ritorno del Tour de France Femmes
Il 2022 segna una data destinata a restare nella storia.
Nasce ufficialmente il moderno Tour de France Femmes avec Zwift, una corsa completamente nuova ma profondamente legata alla tradizione della Grande Boucle.
A inaugurare questa nuova era fu la straordinaria Annemiek van Vleuten, capace di dominare la montagna con una superiorità impressionante.
Nel 2023 arrivò il successo di Demi Vollering, mentre il 2024 regalò uno dei finali più emozionanti mai vissuti in una grande corsa a tappe, con Katarzyna Niewiadoma capace di difendere la Maglia Gialla fino all’ultimo chilometro conquistando la classifica generale con appena quattro secondi di vantaggio.
Un epilogo che ha dimostrato quanto il livello tecnico del ciclismo femminile sia ormai entrato in una nuova dimensione.
Nel 2025 il pubblico francese ha finalmente potuto celebrare il successo della propria beniamina Pauline Ferrand-Prévot, prima atleta francese della nuova era a conquistare il Tour de France Femmes, riportando il Paese sul gradino più alto della corsa dopo oltre tre decenni.
Il Tour 2026: una nuova pagina di storia
L’edizione 2026 scatterà il 1° agosto da Losanna, in Svizzera, confermando la crescente dimensione internazionale della manifestazione.
Sarà un percorso di nove tappe, capace di alternare giornate dedicate alle velociste, frazioni mosse, una cronometro individuale e grandi montagne.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il primo storico arrivo sul Mont Ventoux, una salita simbolo del ciclismo mondiale che entrerà finalmente anche nella leggenda del Tour de France Femmes.
La corsa attraverserà Svizzera e Francia proponendo un tracciato completo, spettacolare e tecnicamente esigente, confermando la volontà degli organizzatori di offrire alle migliori atlete del mondo un palcoscenico sempre più prestigioso.
Molto più di una corsa
Oggi il Tour de France Femmes rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva.
È il simbolo di un movimento cresciuto attraverso decenni di sacrifici, della professionalizzazione del ciclismo femminile e della capacità delle atlete di conquistare il riconoscimento che meritavano.
Dalle pioniere del 1955 alle grandi campionesse degli anni Ottanta e Novanta, fino alla straordinaria generazione che oggi infiamma le strade d’Europa, il Tour racconta una storia fatta di coraggio, talento e perseveranza.
Quando il gruppo prenderà il via da Losanna, non inizierà soltanto una nuova corsa. Si aprirà un nuovo capitolo di una storia lunga oltre settant’anni, costruita pedalata dopo pedalata da donne che hanno cambiato per sempre il volto del ciclismo mondiale.
Il Tour de France Femmes 2026 sarà dunque molto più di una gara: sarà la celebrazione di una conquista sportiva, culturale e sociale destinata a continuare a ispirare le future generazioni di cicliste.
A cura della redazione di Inbici News24
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