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Marino Amadori, Commissario tecnico della Nazionale Italiana Under 23 - Bettiniphoto

Tour de l’Avenir, Amadori lancia l’Italia: «A caccia di tappe»


Sei giovani azzurri pronti per la grande sfida francese. Il CT Marino Amadori punta sulle tappe e sulla voglia di emergere.

Articolo a cura della redazione di InBici News24

La valigia è pronta, la maglia azzurra anche. Per la Nazionale italiana Under 23 è arrivato il momento di partire alla volta della Francia, dove dal 20 al 26 agosto andrà in scena la 62ª edizione del Tour de l’Avenir, una delle corse che più di ogni altra rappresentano da decenni il grande laboratorio del ciclismo mondiale.

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A guidare la spedizione italiana sarà ancora una volta Marino Amadori, tecnico che conosce profondamente il movimento giovanile e che ha scelto sei ragazzi chiamati soprattutto a sfruttare le occasioni che la corsa offrirà.

L’obiettivo è chiaro: cercare risultati di tappa, correre senza timori reverenziali e dare ai giovani italiani un’importante opportunità di confronto internazionale.

I sei azzurri scelti da Marino Amadori

La Nazionale italiana sarà composta da:

  • Tommaso Anastasia – Team Technipes #InEmiliaRomagna
  • Nicolò Arrighetti – General Store-Essegibi-F.lli Curia
  • Tommaso Bosio – General Store-Essegibi-F.lli Curia
  • Mirko Bozzola – S.C. Padovani
  • Alessandro Cattani – Team Technipes #InEmiliaRomagna
  • Riccardo Lorello – S.C. Padovani

Una selezione che premia quanto mostrato durante la stagione e che porta al Tour de l’Avenir alcuni dei ragazzi maggiormente osservati dal commissario tecnico negli ultimi mesi.

Arrighetti e Cattani possono rappresentare due dei punti di riferimento della formazione, ma la filosofia di Amadori appare chiara: al Tour servirà soprattutto una squadra capace di leggere le situazioni di corsa e inserirsi nelle occasioni giuste.

Il ritrovo degli azzurri è fissato nella serata di lunedì 17 agosto a Bagnatica, in provincia di Bergamo. La partenza per la Francia è prevista per la mattina successiva.

Amadori: l’Italia vuole andare a caccia di tappe

Alla vigilia della partenza Marino Amadori non nasconde quale dovrà essere l’atteggiamento della sua Nazionale. Gli azzurri andranno a caccia delle tappe, senza necessariamente costruire tutta la corsa intorno alla classifica generale.

Una scelta legata anche alla profonda trasformazione che il Tour de l’Avenir sta vivendo.

L’edizione 2026 introduce infatti una novità sostanziale: accanto alle rappresentative nazionali sono state ammesse numerose squadre Development collegate alle grandi formazioni professionistiche.

Questo significa che diversi tra i migliori talenti italiani non potranno essere utilizzati da Amadori perché impegnati con le rispettive formazioni di sviluppo.

Il caso più evidente è quello di Lorenzo Mark Finn, campione del mondo Under 23 e uno degli uomini più attesi dell’intero Tour de l’Avenir, che sarà al via con la Red Bull-Bora-Hansgrohe Rookies.

La Nazionale dovrà quindi giocare una partita differente.

Un Tour de l’Avenir profondamente cambiato

La nuova formula modifica inevitabilmente anche gli equilibri della corsa.

Per molti anni il Tour de l’Avenir è stato essenzialmente una competizione per nazionali. Oggi il ciclismo giovanile internazionale è cambiato radicalmente: i grandi team investono sempre prima sui talenti e le strutture Development sono diventate vere e proprie anticamere del WorldTour.

Amadori conosce perfettamente questa evoluzione.

Già durante il percorso di avvicinamento all’Avenir il tecnico azzurro aveva evidenziato quanto le squadre Devo dispongano di organizzazioni, mezzi e risorse sempre più vicine, in proporzione, a quelle delle formazioni maggiori.

Per i ragazzi delle Continental italiane confrontarsi con queste realtà rappresenta quindi una sfida nella sfida.

Ed è proprio qui che la maglia azzurra può assumere un valore ancora maggiore.

Sei ragazzi e una grande occasione

Anastasia, Arrighetti, Bosio, Bozzola, Cattani e Lorello avranno davanti una delle vetrine più prestigiose del ciclismo giovanile internazionale.

Non necessariamente con l’obbligo di costruire una classifica generale, ma con la possibilità di attaccare, entrare nelle fughe, interpretare le tappe e cercare il risultato quando la corsa offrirà l’occasione.

Il Tour de l’Avenir, del resto, non è mai stato una corsa qualsiasi.

Da queste strade sono transitati corridori destinati successivamente a diventare protagonisti dei grandi Giri e delle più importanti competizioni internazionali. È per questo che ogni risultato ottenuto all’Avenir possiede un peso particolare agli occhi degli osservatori e dei team.

Per i sei azzurri sarà dunque anche un’occasione per mostrare il proprio valore davanti al ciclismo che conta.

Amadori e la filosofia della maglia azzurra

Marino Amadori ha costruito negli anni il proprio lavoro intorno a un concetto preciso: la Nazionale deve essere una squadra.

Non semplicemente sei individualità con la stessa maglia, ma un gruppo capace di lavorare per un obiettivo comune.

In una corsa nella quale molti degli avversari appartengono già alle strutture giovanili dei colossi WorldTour, questo spirito potrebbe rappresentare una delle armi dell’Italia.

Nessun proclama sulla classifica generale e nessuna pressione eccessiva sui ragazzi.

L’obiettivo è più concreto: provare a vincere una tappa e lasciare il segno.

E magari scoprire, ancora una volta, un nuovo nome destinato a diventare protagonista del ciclismo italiano dei prossimi anni.

Dal 20 agosto inizieranno ad arrivare le prime risposte dalla strada. Per ora c’è una certezza: l’Italia di Marino Amadori parte per il Tour de l’Avenir con sei giovani, tanta voglia di provarci e la maglia azzurra da onorare.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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