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Milano Sanremo 2026 - 117th Edition - Pavia - Sanremo 298 km - 21/03/2026 - Tadej Pogacar (SLO - UAE Team Emirates - XRG) - Wout Van Aert (BEL - Team Visma Lease a Bike) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026

Van Aert e l’epica Milano‑Sanremo: resilienza, cuore e gloria conquistata


Wout van Aert firma un terzo posto di forza nella Classicissima, tra imprese, cadute e orgoglio indomito.
MILANO‑SANREMO, La Classicissima raccontata dalla redazione di InBici News24 – Era mattina quando il vento di primavera ha accarezzato i 298 chilometri che separano Pavia dalla celebre Via Roma di Sanremo, teatro ieri dell’epica 117ª edizione della Milano‑Sanremo, il primo Monumento del ciclismo mondiale. Una giornata carica di storia, passione e spettacolo, dove i protagonisti sono andati oltre ogni previsione di tattica e forza pura. Tra di loro, su tutti, Wout Van Aert, autore di una prova che resterà a lungo nella memoria degli appassionati.

L’Assalto alla Classicissima

Sin dal via, nella piana lombarda, si è capito che la Classicissima non avrebbe concesso sconti a nessuno. Il gruppo varca la Certosa con le muscolature già tese, i pensieri rivolti alla lunga cavalcata verso il mare. Una corsa che non è mai davvero piatta: la storia insegna che Milano‑Sanremo si decide nelle pieghe della Cipressa e sulle rampe del Poggio, quei tornanti che separano il sogno dalla realtà.

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Per Van Aert, reduce da una preparazione intensa ma segnata da qualche difficoltà fisica recente e dalla voglia di ritrovare il guizzo tra i grandi, questa gara era una sfida personale oltre che sportiva. Il belga, veterano delle Classiche e già vincitore qui in passato, sapeva che ogni pedalata contava, ogni respiro poteva essere la chiave di volta per riscrivere il finale di una stagione che già si preannunciava cruciale.

La Caduta e la Rimonta

Quando mancavano poco più di 30 chilometri all’arrivo, nelle fasi calde della gara, la situazione è precipitata: un contatto improvviso tra uomini di testa ha fatto volare Van Aert e altri campioni sull’asfalto ligure, costringendo il belga a rialzarsi e ritrovare la bici. Un attimo di smarrimento, un brivido lungo la schiena di chi segue in diretta: sembrava che il sogno potesse sfumare lì, tra gambe provate e adrenalina alta.

Ma Van Aert non è tipo da arrendersi. Con una determinazione feroce ha ritrovato il ritmo, accendendo una rimonta che ha il sapore di leggenda. Tra strappi e discese, tra vento gelido e pubblico in delirio, ha ricucito il distacco dal gruppo di testa. La resistenza, in fondo, è sempre stata nel suo DNA.

Il Duello e la Storia di un Podio

Negli ultimi chilometri, quando la Cipressa si allontana alle spalle e il Poggio guarda dall’alto, la corsa si fa dura. Lì dove si costruiscono le storie di gloria, Van Aert ha messo il cuore davanti alle gambe, affrontando ogni metro con l’occhio di un veterano e la forza di un giovane leone. La volata finale, in Via Roma, è allora l’epilogo perfetto di una giornata memorabile: Pogacar e Pidcock si giocano la vittoria, Pogačar la strappa con un guizzo, ma Van Aert, impetuoso e fiero, chiude terzo, con la consapevolezza di una prestazione che va oltre il risultato crudo.

Parole dal Cuore

Al traguardo, tra abbracci e lacrime di soddisfazione, Van Aert ha parlato con una sincerità che tradisce l’emozione di chi ha lottato fino all’ultimo metro. Ha detto di essere “orgoglioso di questa terza posizione”, di aver sentito la gara fino all’ultimo e di aver creduto fino all’ultimo nella possibilità di un risultato di prestigio. La caduta? “Un colpo duro, ma ho sentito che potevo ancora lottare”, ha ammesso con il tono di chi sa di essere un gladiatore delle strade più dure.

In conferenza stampa, ancora con il sudore della corsa tra i capelli e lo sguardo fiero, Van Aert ha raccontato di una giornata che somigliava più a una battaglia epica che a una semplice corsa. Ha ringraziato la squadra e i compagni volenterosi, e ha ricordato quanto conti, nel ciclismo e nello sport, la forza di rialzarsi, anche quando la caduta sembra aver spento ogni possibilità.

Il Podio Ritrovato

Così, nella cornice solare e tumultuosa di Sanremo, la Classicissima ha scritto un’altra pagina di storia. Per Van Aert, questo podio ha il sapore della rinascita, di chi ha saputo trasformare la sfortuna in motivo di orgoglio e di chi ha dimostrato che, anche quando tutto sembra perduto, la determinazione può ribaltare i pronostici.

In un mondo di alti e bassi, di tattiche complesse e di classici che sfuggono agli schemi, Wout Van Aert ha regalato al pubblico italiano e internazionale un finale degno dei grandi romanzi sportivi: una corsa che non si limita a raccontare una gara, ma ci racconta cosa significa essere un campione.

 

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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