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Giro d'Italia 2026 - 109th Edition - 7th stage Formia - Blockhaus 244 km - 15/05/2026 - Jonas Vingegaard (DEN - Team Visma Lease a Bike) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026

Vingegaard domina il Blockhaus e lancia il Giro


Il danese stacca tutti sul Blockhaus con un’azione devastante: Pellizzari cresce ancora, Gall sorprende, Eulalio salva la maglia rosa.

 

Vingegaard firma la prima sentenza del Giro sul Blockhaus, Pellizzari esalta l’Italia e Gall sorprende tutti.

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Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

Il Giro d’Italia ha finalmente il suo padrone tecnico e morale. Sul Blockhaus, nella salita che da sempre separa i pretendenti dai semplici sognatori, Jonas Vingegaard ha imposto la legge del più forte con una dimostrazione di superiorità impressionante. Non una semplice vittoria di tappa, ma un messaggio pesantissimo recapitato all’intera corsa rosa: il danese è qui per vincere.

La Team Visma | Lease a Bike ha costruito il capolavoro con precisione chirurgica. Ritmo feroce fin dai primi chilometri dell’ascesa finale, gruppo progressivamente distrutto e gambe che hanno iniziato a cedere una dopo l’altra. Poi è arrivato lui, Vingegaard, glaciale e spietato. Prima una progressione controllata, quindi due accelerazioni per testare la resistenza dei rivali e infine l’allungo decisivo a 4,4 chilometri dal traguardo. Da quel momento il Blockhaus si è trasformato nel suo regno.

Vingegaard spacca il Giro sul Blockhaus

La sensazione, osservandolo pedalare, è stata quella di una superiorità quasi inevitabile. Vingegaard non ha mai dato l’impressione di essere realmente al limite. Ogni scatto sembrava studiato, calibrato, devastante soprattutto sul piano psicologico. I rivali hanno provato a contenere il distacco, ma nessuno è riuscito davvero a rispondere alla sua accelerazione finale.

Il primo a tentare di reagire è stato Giulio Pellizzari. Il giovane marchigiano si è alzato sui pedali con coraggio, provando a tenere la ruota del danese almeno nei primi secondi dell’attacco. Un gesto che vale quasi quanto il risultato finale, perché dimostra quanto il talento italiano stia crescendo anche nelle montagne dei grandi giri.

Quando Vingegaard ha aumentato ulteriormente il ritmo, Pellizzari è andato fuori giri, ma non si è disunito. Ha gestito la crisi con maturità sorprendente, riuscendo poi a difendersi nel gruppetto con Jai Hindley e Ben O’Connor fino al traguardo. Il quarto posto finale pesa tantissimo nella sua crescita e racconta di un corridore ormai pronto per confrontarsi stabilmente con l’élite internazionale.

Pellizzari accende l’entusiasmo italiano

Tra le notizie migliori della giornata c’è proprio la prova di Giulio Pellizzari. Il ciclismo italiano, da tempo alla ricerca di un uomo capace di competere in classifica generale nei grandi giri, intravede finalmente una prospettiva concreta. Sul Blockhaus il marchigiano non ha soltanto resistito: ha avuto il coraggio di attaccare idealmente il più forte scalatore del momento.

La sua corsa è stata intelligente e generosa. Dopo il primo forcing ha saputo ritrovare ritmo e lucidità, limitando i danni quando altri corridori ben più esperti crollavano sotto il peso della salita. Il quinto posto nella generale, a 4’28”, rappresenta un risultato enorme considerando il livello della concorrenza.

Non è ancora il momento di caricarlo di responsabilità eccessive, ma il Giro ha scoperto definitivamente un ragazzo capace di entusiasmare. E il pubblico italiano, lungo le rampe del Blockhaus, lo ha capito immediatamente.

Gall sorprende, Eulalio resiste in rosa

Se Vingegaard è stato il dominatore assoluto, Felix Gall si è preso il ruolo di grande sorpresa della tappa. L’austriaco ha interpretato l’ascesa con regolarità impressionante, crescendo chilometro dopo chilometro fino a chiudere secondo a soli tredici secondi dal danese.

La sua seconda parte di salita è stata straordinaria. Gall ha recuperato terreno su tutti gli altri uomini di classifica, mostrando una brillantezza inattesa proprio quando la strada diventava più dura. Se riuscirà a confermare questo livello anche nelle prossime tappe alpine, il podio finale potrebbe trasformarsi in un obiettivo assolutamente concreto.

Ha invece limitato i danni Afonso Eulalio, che conserva la maglia rosa dopo una giornata di enorme sofferenza. Il portoghese è andato in crisi nel tratto più impegnativo del Blockhaus, ma ha saputo stringere i denti grazie soprattutto al prezioso aiuto di Damiano Caruso. Esperienza, gestione dello sforzo e lucidità tattica hanno permesso al leader della generale di salvare il simbolo del primato.

Il vantaggio però si è drasticamente ridotto. Ora Vingegaard dista soltanto 3’17” e la sensazione generale è che il danese abbia ancora margine nelle grandi montagne.

Enric Mas crolla, il Giro cambia volto

La delusione più pesante porta invece il nome di Enric Mas. Lo spagnolo è apparso in difficoltà già dai primi chilometri della salita finale, perdendo progressivamente contatto dai migliori senza mai dare l’impressione di poter reagire. Una crisi netta, inattesa e durissima per le sue ambizioni di classifica.

Il Blockhaus, ancora una volta, ha riscritto gli equilibri del Giro d’Italia. Le gerarchie ora sembrano molto più chiare: Vingegaard è l’uomo da battere, Gall emerge come outsider credibile, Pellizzari si conferma la speranza italiana più luminosa e la maglia rosa Eulalio dovrà difendersi con tutto quello che ha.

La corsa resta lunga, ma il segnale lanciato oggi dal danese è fortissimo. Se continuerà a salire con questa superiorità, il Giro rischia davvero di trasformarsi in una battaglia aperta soltanto per il secondo posto.

Classifica generale dopo il Blockhaus

  1. Afonso Eulalio
  2. Jonas Vingegaard +3’17”
  3. Felix Gall +3’34”
  4. Jai Hindley +4’25”
  5. Giulio Pellizzari +4’28”

 

A cura della redazione di Inbici News24
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