La Federazione interviene dopo le tensioni degli ultimi mesi. Il commissario incontrerà gli associati per definire il futuro della Lega professionistica.
Articolo a cura della redazione di InBici News24.
La Federazione Ciclistica Italiana ha disposto il commissariamento della Lega del Ciclismo Professionistico, affidandone temporaneamente la gestione al generale di brigata in riserva dell’Arma dei Carabinieri Mauro Capone.
La decisione è stata assunta dal Consiglio federale nella riunione del 20 luglio 2026. Secondo quanto riportato nel comunicato della FCI, il provvedimento è stato adottato in ragione di «ripetute e gravi violazioni» delle norme federali e della convenzione sottoscritta tra Federazione e Lega il 13 agosto 2024. Il nuovo commissario incontrerà gli associati della Lega in una riunione programmata per la fine del mese.
Non si tratta quindi più di un’indiscrezione o di una possibilità ventilata negli ambienti del ciclismo italiano: il commissariamento è ora un atto ufficiale, destinato ad aprire una nuova fase nella governance del settore professionistico nazionale.
La decisione della Federazione Ciclistica Italiana
Il comunicato federale è sintetico, ma utilizza una formulazione particolarmente netta.
Il riferimento a violazioni definite non soltanto ripetute, ma anche gravi, lascia intendere che la decisione del Consiglio federale sia il risultato di una situazione maturata nel tempo e non di un singolo episodio.
La Federazione non ha tuttavia reso pubblici, almeno nel primo annuncio, tutti i dettagli delle contestazioni, né ha specificato la durata del commissariamento e l’estensione esatta dei poteri attribuiti a Mauro Capone.
Saranno pertanto necessari ulteriori chiarimenti per comprendere quali attività della Lega passeranno immediatamente sotto la responsabilità del commissario e quale sarà il futuro degli attuali organi direttivi.
Mauro Capone chiamato a gestire la fase straordinaria
La scelta della FCI è ricaduta su una figura con una lunga esperienza nella Pubblica amministrazione e nella gestione delle organizzazioni sportive.
Mauro Capone è un generale di brigata in riserva dell’Arma dei Carabinieri e ingegnere civile edile. Nel corso della propria carriera ha operato per oltre trent’anni nella Pubblica amministrazione, ricoprendo incarichi nel Corpo Forestale dello Stato e nell’Arma dei Carabinieri.
Ha inoltre maturato una significativa esperienza nel mondo dello sport come dirigente del Gruppo Sportivo Forestale, del quale è stato responsabile della sezione di atletica leggera e successivamente segretario generale. Ha partecipato all’attività organizzativa del gruppo in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016.
Capone ha anche conseguito un master in Marketing e Sport Management presso la Scuola dello Sport del CONI ed è stato insignito della Stella d’Argento e della Stella di Bronzo al Merito sportivo.
Il suo primo compito sarà quello di confrontarsi con gli associati della Lega e verificare le condizioni per garantire la continuità delle attività istituzionali e organizzative.
Una crisi esplosa nei rapporti tra FCI e Lega
Il commissariamento rappresenta il punto più delicato di una crisi che aveva già prodotto forti tensioni nei rapporti tra la Federazione Ciclistica Italiana e la Lega del Ciclismo Professionistico.
Al centro della vicenda c’è anche la convenzione sottoscritta il 13 agosto 2024, il documento che regolava competenze, funzioni e rapporti istituzionali tra i due organismi.
La Federazione aveva successivamente contestato alla Lega alcune modalità operative, arrivando alla sospensione dell’efficacia della convenzione. Tra i temi emersi nel confronto figurava anche la gestione dei diritti televisivi e dei rapporti relativi agli eventi del calendario professionistico.
Il commissariamento del 20 luglio rappresenta pertanto un salto di livello: dalla sospensione dei rapporti convenzionali si passa ora all’intervento diretto della Federazione nella gestione della Lega.
Che cosa cambia per il ciclismo professionistico italiano
La Lega del Ciclismo Professionistico svolge un ruolo rilevante nei rapporti tra organizzatori, squadre, istituzioni, emittenti televisive e soggetti commerciali che operano nel settore.
Per questo motivo il provvedimento federale non rappresenta soltanto una questione interna tra organismi dirigenti. Le conseguenze potrebbero riguardare diversi aspetti dell’intero movimento:
- il coordinamento delle gare professionistiche italiane;
- i rapporti con gli organizzatori;
- la gestione dei progetti promozionali e televisivi;
- la distribuzione delle risorse;
- gli accordi commerciali;
- la rappresentanza del ciclismo professionistico presso le istituzioni.
Nell’immediato non risultano indicazioni su possibili ripercussioni sul calendario agonistico. Tuttavia, sarà necessario comprendere come verranno gestiti gli impegni già assunti dalla Lega e quali saranno le priorità indicate dal commissario.
L’incontro con gli associati annunciato per la fine di luglio rappresenterà quindi un passaggio decisivo per chiarire la continuità amministrativa e operativa dell’organismo.
Il precedente commissariamento del 2022
Non è la prima volta che la Lega del Ciclismo Professionistico attraversa una fase commissariale.
Nel novembre 2022 la Federazione era già intervenuta dopo l’annullamento dell’assemblea elettiva e la conseguente decadenza degli organi direttivi. In quell’occasione la gestione era stata affidata agli avvocati Cesare Di Cintio e Jacopo Tognon.
Le ragioni del nuovo provvedimento appaiono però differenti.
Nel 2022 la crisi era nata da una questione legata alla validità del procedimento elettorale. Nel 2026 la FCI richiama invece il mancato rispetto delle norme federali e della convenzione che disciplinava i rapporti tra Federazione e Lega.
Questo elemento rende l’attuale vicenda particolarmente significativa sotto il profilo politico e istituzionale.
Si attende la posizione della Lega
Al momento della redazione dell’articolo non risulta ancora una replica ufficiale dettagliata da parte della Lega del Ciclismo Professionistico e dei suoi vertici.
Sarà importante conoscere la posizione del presidente Roberto Pella, degli organizzatori associati e degli altri componenti dell’organismo, per comprendere se il provvedimento verrà accettato oppure se saranno valutate iniziative davanti agli organi competenti.
Restano inoltre da chiarire la durata del commissariamento, i poteri attribuiti a Mauro Capone, le modalità di gestione degli accordi in corso e i tempi necessari per arrivare a una nuova governance.
Una fase delicata per il movimento italiano
La decisione della Federazione arriva in un momento nel quale il ciclismo professionistico italiano ha bisogno di stabilità, programmazione e capacità di dialogo.
Organizzatori, squadre, corridori e territori necessitano di un sistema di rappresentanza autorevole, capace di tutelare le competizioni storiche e, allo stesso tempo, di sviluppare nuovi progetti sul piano economico, televisivo e promozionale.
Il commissariamento dovrà quindi servire non soltanto a verificare eventuali responsabilità, ma anche a ristabilire regole, competenze e rapporti istituzionali chiari.
InBici News24 continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda, dando spazio anche alla posizione della Lega del Ciclismo Professionistico e degli organizzatori coinvolti non appena saranno diffuse dichiarazioni ufficiali.
A cura della redazione di Inbici News24
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